Charles Williams.
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CALMA PIATTA.
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Titolo originale: Dead calm.

a cura di Cecilia Mutti
sulla base della traduzione di Ugo Carrega.
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2010. Mattioli 1885, Fidenza/PARMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Apr le palpebre e non pot trattenere un lamento.
Nello stesso momento si gir, sempre cantando, e la guard preoccupato. Poi le sorrise. Era un sorriso caldo e affettuoso, che aveva qualcosa di fanciullesco. Cerc di gridare o di muoversi, ma non ci riusc. Lui smise di cantare. Bene, ti sei ripresa, disse. Sei almeno un po' dispiaciuta per avermi costretto a colpirti?
John e Rae sono in viaggio di nozze sulla loro barca a vela quando avvistano l'unico superstite di un naufragio.  un giovane uomo impaurito, che sale a bordo e chiede il loro aiuto. Inizia cos la tragica odissea dei protagonisti di questo incalzante thriller.
Scelto da Orson Welles come copione per il suo ultimo e mai realizzato lungometraggio, Dead Calm venne ripreso per il cinema nel 1989 da Phillip Noyce, con la partecipazione di Nicole Kidman, Sani Neill e Billy Zane.
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L'AUTORE.
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Charles Williams (1909 - 1975)  un autore texano di crime fiction, considerato dalla critica uno dei maestri del genere negli anni '50 e '60. Il suo debutto del 1951, Hill Girl, vendette oltre un milione di copie. Negli anni settanta, dopo la morte della moglie, Williams si ritir in solitudine, vivendo in una roulotte sul confine fra la California e l'Oregon.
Ben dodici suoi romanzi sono stati adattati per il cinema.
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CALMA PIATTA.
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CAPITOLO 1.
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Anche se erano passate solo quattro ore da quando aveva
finito di sistemare ogni cosa sul ponte ed era sceso sottocoperta,
Ingram si svegli comunque alle prime luci dell'alba.
Voltando il capo, guard la moglie che dormiva nella cuccetta
di fronte. Rae, con indosso un leggero pigiama senza maniche,
era distesa a pancia in gi, il viso rivolto verso Ingram, i capelli
sparsi sul cuscino che teneva stretto fra le braccia, e le gambe
scomposte puntellate anche nel sonno alle sponde della cuccetta,
per contrastare il continuo dondolare dell'imbarcazione.
Non se nera mai lamentata, pens; molta gente s'innervosiva
e diventava insopportabile quando era costretta a rimanere su
una barca ferma in bonaccia. Lo sciabordio costante delle onde,
lo scricchiolio delle assi, e poi il rumore degli oggetti che continuavano
a sbattere nei cassetti... Ma a parte una volta, quando
il contenuto di una pentola le si era rovesciato addosso strappandole
un'esclamazione stizzita, Rae non si era mai lamentata.
Non avevano alcuna fretta, erano in luna di miele e la privacy
era garantita da miglia e miglia di oceano intorno a loro.
D'istinto, senza neanche pensarci, Ingram tese l'orecchio
a registrare e valutare ogni minimo scricchiolio nella sinfonia
di rumori che arrivava dalla barca, abbandonandosi a quella
familiare melodia, e tenendosi pronto a scattare alla prima
nota stonata. Nulla rotolava o sbatteva sul ponte; era tutto ben
fissato. Il rumore metallico proveniva dalla cambusa: il bollitore
per il t stava ballando contro i sostegni che lo assicuravano al
fornello della stufa. Quell'altro rumore tintinnante lo producevano
i piatti allineati sopra il lavandino. Lo scricchiolio era di
una delle costole di legno che giocava normalmente contro il
fasciame. Un'imbarcazione senza flessibilit rischiava di spezzarsi
in due alla prima maretta. Quell'altro debole fruscio era
di una matita, che scivolava avanti e indietro in un cassetto.
L'orologio segnava le sei. Ingram si stir. Faceva caldo. Silenzio
di tomba. Si stava alzando un filo di vento. Nelle ultime sei ore,
una brezza di sud-est li aveva spinti avanti per almeno altre
ventisei miglia.
Scese dalla cuccetta e mise sul fuoco l'acqua per il caff,
muovendosi in punta di piedi per non fare rumore. Si tolse il
pigiama e, prendendo un asciugamano, sal la scaletta. Il ponte
era bagnato di rugiada; grosse gocce facevano brillare la chiesuola
di ottone della bussola e i cuscini, che aveva rivoltato la
sera prima, erano bagnati come se ci fosse piovuto sopra. Il sole
era alto e i cirri a est erano solcati da bagliori rossastri. Il vento
si era di nuovo calmato; la superficie del Pacifico era immobile
come un piano di vetro.
Nudo nella timoneria, diede un'occhiata alla bussola per
valutare la rotta. Duecentonovanta gradi, in quel momento.
Si volt e guard dritto davanti a s. Tutto era a posto. Vento
o non vento, era mattino, un magnifico mattino, e la vita era
bella. Si trovava dove desiderava, su una solida imbarcazione in
mezzo all'Oceano, insieme a Rae. Erano a diciannove giorni
di navigazione dal Canale, in viaggio verso Tahiti e le isole del
Sud, liberi e con davanti a loro tutto il tempo che volevano.
Sorrise facendo un gesto impaziente con la mano. Doveva
sbrigarsi. Presto l'acqua per il caff sarebbe stata bollente.
Si diresse all'interno, stacc l'interruttore dei segnali di via
dell'albero maestro e ritorn quindi sui suoi passi. Sotto la
lancia appesa ai suoi paranchi c'era una biscaglina arrotolata.
La svolse e la cal in mare sulla sinistra, scese gi di qualche
gradino e si lasci cadere in acqua. Riaffior in superfcie e con
vigorose bracciate raggiunse la poppa per aggirare l'imbarcazione.
Nuotando a dorso, si diresse verso prua, guardando con
occhi innamorati il legno lucido del fasciame.
Il Saraceno misurava, a filo d'acqua, dieci metri, e tredici
dal bompresso alla poppa. Le strutture erano di quercia e il
fasciame di mogano. Era stato costruito dieci anni prima in un
cantiere del New England. Non era molto veloce, ma era solido
e con un buon pescaggio che rendeva sicura la navigazione. Era
stato pensato per crociere in acque profonde, dove manovrava
che era un piacere.
Si riaccost alla scaletta, sal a bordo e rimise a posto la
biscaglina. Si asciug fregandosi vigorosamente con l'asciugamano
che mise poi intorno ai fianchi. Non era pi un ragazzo,
ma un uomo robusto di quarantaquattro anni, con il viso aperto
segnato dal vento e freddi occhi grigi. I capelli, tagliati in
modo atroce alcuni giorni prima dalla moglie, erano neri ma
sulle tempie stavano diventando grigi. Aveva le spalle larghe e
muscolose. Era abbronzato dal sole tropicale. Lungo la coscia
sinistra e nella parte posteriore della gamba, luccicava il segno
di un'enorme cicatrice, ricordo di un tremendo incendio scoppiato
a bordo di una nave quando era direttore di un cantiere
a Puerto Rico.
Si diresse all'interno per vestirsi e preparare il caff, ma si
sofferm un attimo sulla scaletta per scrutare ancora una volta
l'orizzonte e cogliere le avvisaglie di qualche improvvisa raffica
di vento. Succedeva spesso che si formassero delle correnti
d'aria anche di primo mattino. Non cerano nuvole sospette...
i suoi occhi si arrestarono di colpo e tornarono a fissare in
direzione della prua, sulla destra. Aveva avvistato qualcosa. O
era solo un'impressione? Adesso lo vedeva di nuovo: un punto
luminoso sul filo dell'orizzonte. Scomparve e riapparve nuovamente.
Senza staccare gli occhi da quel punto lontano, Ingram
entr e prese il cannocchiale. Era un'imbarcazione.
Da quella distanza poteva soltanto distinguere che si trattava
di un due alberi e che non aveva vele alzate. Si riport
vicino alla bussola e controll la rotta: 310. Riguard l'imbarcazione
lontana, ma non riusc a capire se c'era qualcuno sulla
tolda. Rae ne sarebbe stata certamente felice: non si erano pi
imbattuti in un solo segno di vita da quando avevano lasciato
Panama. Beh, non sarebbe andato molto lontano: dopo pranzo
l'avrebbero ritrovato ancora laggi, con quella bonaccia non
poteva certo allontanarsi.
Ingram and sottocoperta e indoss un paio di calzoncini
e una maglietta. L'acqua bolliva sul fornello. Dos il caff
solubile e lo vers nella caffettiera. Mentre aspettava, caric
il cronometro. Guard il barometro; era fermo sul 29,91, cio
bonaccia. Segn i dati della posizione del barometro e l'ora sul
giornale nautico.
Rae si volt e si mise a sedere sbadigliando. Si scost i capelli
dal viso e con un sorriso disse: Buongiorno, comandante!
Ingram si sedette accanto a lei sulla cuccetta e la baci.
Buongiorno, bellezza.
Lei fece una smorfia scherzosa. Ah s, devo proprio essere
una bellezza appena sveglia! Poi, dopo una breve pausa, si stir
e aggiunse: Mmmh, ho fatto un sogno magnifico!
Racconta.
Ho sognato dell'acqua dolce. C'era una grossa vasca da
bagno, grande quanto una piazza, tutta piena d'acqua dolce e
con dentro qualche tonnellata di sali da bagno e io ci sguazzavo
felice e contenta...
Ne senti tanto la mancanza?
Lei gli pass una mano nei capelli ancora bagnati.
Sciocco. Meglio essere la moglie di uno sporco marinaio
che una moglie pulita!
Attenzione al suo linguaggio, ufficiale! Mi sono appena
purificato nell'immenso oceano!
Scusi, comandante! Volevo dire la sporca moglie di un
pulito marinaio!
Cos va meglio: e ora che ne diresti di una buona tazza di
caff?
Oh s, caro! Salt gi dalla cuccetta distendendo le sue
magnifiche gambe. Poi spar dietro una porticina e pochi
minuti dopo riapparve con il viso rinfrescato e i capelli pettinati.
Lui le porse una tazza di caff e una sigaretta accesa. Lei
gli sorrise.
Abbiamo compagnia.
Vuoi dire che qualcuno si  permesso di solcare il nostro
oceano?
Ingram fece cenno di s col capo. Ho appena avvistato
un'altra barca.
Chi sono? Dove?
A tre o quattro miglia a nord-est. Sembra uno yacht.
Dove credi che siano diretti?
Al momento sono fermi come noi: niente vento.
Se potessimo avvicinarci e aspettare insieme...
Non durer ancora molto. Ieri sera un po' di strada l'abbiamo
fatta e tempo due o tre giorni dovremmo incontrare gli
alisei.
Oh, non mi sto lamentando! Stare in bonaccia ha i suoi
vantaggi.
Sul serio? Per me ne ha uno solo.
 lo stesso che interessa a me. Si pu lasciare il timone
incustodito.
Credevo ti piacesse guidare...
Certo che mi piace. Gli sorrise maliziosa. E non osare
aggiungere altro: non a quest'ora del mattino.
Tu s che sai farti rispettare. Senti, oggi volevo comunque
far marciare il motore per qualche miglio, giusto per controllare
se  tutto in ordine. Se ti fa piacere, dopo colazione, possiamo
andare a salutare i vicini. Hai voglia di scambiare qualche pettegolezzo
o di chiedere in prestito un po' di zucchero?
S... Ma posso fare una nuotata prima? O riescono a vederci?
Direi di no, a meno che non abbiano a bordo un telescopio.
Comunque puoi sempre metterti il costume.
Sbuff: Il costume? Non conosco certe moderne raffinatezze!
Dopo aver fatto colazione, Ingram torn al timone, mentre
Rae lavava i piatti. Il sole si rifletteva sulla superficie limpida
del mare. Il Saraceno si era un poco spostato, ma con l'aiuto
della bussola rintracci immediatamente l'altra imbarcazione.
Anche Rae sal nella timoneria. Era avvolta in un accappatoio
e aveva l'asciugamano con s. Da che parte sono i vicini?
Ingram le pass il canocchiale indicandole con la mano la
direzione. Li vedo.  davvero una barca cos piccola o  per
via della distanza?
 la distanza.
S, dev'essere molto lontana. Non riesco neanche a capire
se c' qualcuno sul ponte.
Si port verso prua e si slacci l'accappatoio, lasciandolo
cadere a terra; poi sganci la scaletta, scese di qualche gradino
e si tuff. Riemerse quasi subito e con un gesto brusco del capo
scost i capelli dagli occhi. Lui si affacci dal bordo e rimase a
guardarla, scrutando ansioso l'acqua intorno a lei. Non sempre
i pescecani nuotano a pelo d'acqua. Non allontanarti troppo,
le raccomand.
Va bene.
Rae si allontan di poche bracciate e poi torn indietro.
Ripet lo stesso percorso un paio di volte, poi si attacc alla
scaletta. Quando fu fuori sul gradino a filo d'acqua, lui le fece
cenno di aspettare. Poi si volt dirigendosi all'interno, prese
una pentola e la riemp di acqua dolce. Tornato fuori, s'inginocchi
e gliela rovesci sulla testa lentamente, mentre con la
mano libera le sciacquava gentilmente i capelli. Rae si mise a
ridere e intanto che lui finiva di versarle addosso il contenuto
della pentola salt sulla tolda e gli butt le braccia al collo.
Solo perch ti amo, le mormor all'orecchio.
Lei lo baci, e scoppi a ridere. Pensavo all'aj Mahal... alla
principessa per cui  stato costruito.
Perch?
Quando era viva, non credo che il principe suo marito le
abbia mai riservato un trattamento simile!
Anzich d'acqua fresca, lui forse la ricopriva di smeraldi!
Sciocco. E comunque, io preferisco l'acqua. Si scost.
Adesso  meglio che vada a mettermi qualcosa addosso.
Magari quei tizi laggi hanno dei cannocchiali pi potenti dei
nostri.
Lui torn in timoneria. Rae si sfreg i capelli con l'asciugamano,
se lo attorcigli a turbante e s'infil l'accappatoio. Poi
si diresse sottoponte. I controlli della macchina erano nella
timoneria. Ingram tir l'accensione. Alla terza o quarta volta
il motore si avvi, manc qualche giro, incominciando poi ad
andare a basso regime. Aspett qualche minuto che si scaldasse
bene, poi spinse avanti la leva del comando. Prese il timone
fra le mani e punt la prua verso l'altra imbarcazione. Adesso
che tagliavano le onde, la barca smise quasi miracolosamente
di rollare.
Tesoro! Grid, quando sali mi porti un sigaro?
Agli ordini, comandante. Ma cerca di non arrivare l troppo
in fretta. Prima mi devo mettere in ordine.
Fai con comodo. Ci vorr almeno mezz'ora.
Cinque minuti dopo Rae fece la sua comparsa sul ponte.
Indossava una semplice camicia bianca e un paio di bermuda.
I capelli ancora umidi erano raccolti sulla nuca con un nastro
e si era messa un velo di rossetto sulle labbra. Ingram accese
il sigaro che lei gli stava porgendo e poi la guard prendere il
cannocchiale e mettersi a scrutare l'orizzonte in cerca dell'altra
imbarcazione. I raggi del sole le spargevano bagliori ramati
sui capelli mentre ondeggiava insieme alla barca, mantenendo
l'equilibrio sui piedi nudi.
Non riesco a vedere se c' gente sul ponte, disse.
Siamo ancora lontani. O magari dormono ancora e...
S'interruppe sentendo l'esclamazione di Rae: Aspetta! Che
cos' quello? Continu senza abbassare il cannocchiale: Mi
 sembrato di vedere qualcosa fra noi e quell'imbarcazione
laggi.
Che cosa?
Non lo so. Un minuscolo puntino nero. Poi  scomparso...
no, aspetta, lo vedo di nuovo.
Una tartaruga marina? Chiese lui.
Forse. Non lo so,  troppo lontano. Guarda anche tu.
Si avvicin mentre Rae passava a tenere il timone. Sono
riuscita solo a dare un paio di occhiate di sfuggita ma mi sembrava
che fosse proprio davanti all'altro yacht.
Ingram si puntell con le ginocchia contro il bordo e si mise
a fissare l'altra imbarcazione. Un due alberi, forse un poco pi
grosso del Saraceno. Nessuno sul ponte. Punt il cannocchiale
un poco pi avanti, ma non c'era niente.
Riesci a vederlo? chiese Rae.
Ancora niente. Aveva appena finito di rispondere quando
in cima a un'onda avvist un punto nero che poi scomparve
nuovamente. Cerc di fissare un riferimento in modo da tenere
fermo il cannocchiale e poter rivedere il misterioso oggetto
galleggiante, se mai fosse ricomparso sul pelo dell'onda.
L'ho avvistato. Aspetto che si rifaccia vedere. Questa volta
rimase pi a lungo in osservazione e riusc a capire di cosa si
trattava.
 una lancia, disse.
Alla deriva? chiese lei.
No, c' qualcuno dentro, sta remando.
Ha scelto proprio un bel posto per fare una gita in barca!
Ingram corrug la fronte scrutando quel guscio di noce.
Penso che stia venendo verso di noi. Deve averci avvistati e
aver deciso di raggiungerci a remi.
Ha scelto il modo pi difficile, osserv lei, Perch non ha
usato il motore? Deve per forza essercene uno a bordo, vero?
Non lo so, disse Ingram. Pu darsi che sia guasto.
Nel giro di alcuni minuti la lancia fu visibile a occhio nudo:
continuava ad avanzare tra le onde, col suo occupante che
spingeva rapido i remi, senza mai fermarsi o rallentare il ritmo.
Eppure era ormai chiaro che il Saraceno gli stava andando
incontro. Perch allora non si fermava ad aspettare che lo raggiungessero
invece di faticare con quei remi come un disperato?
A giudicare dalla distanza che lo separava dall'altro yacht,
doveva aver remato almeno per un miglio. Era senza cappello e
indossava un giubbotto di salvataggio giallo.
Adesso era a meno di cento metri da loro. Ingram spense
il motore e nell'improvviso silenzio si sent distintamente il
rumore dei remi che affondavano nell'acqua. Il Saraceno rallent
e si ferm, porgendo il fianco sinistro alla lancia che si
avvicinava. L'uomo alz lo sguardo ma non fece alcun cenno di
richiamo. La sua barchetta stava arrivando contro il Saraceno
con la prua. Ingram si sporse fuori bordo inginocchiato sulla
tolda. Cerc di afferrare la lancia perch non speronasse lo
yacht, ma riusc soltanto a deviarla in modo che lo urtasse di
fianco. L'uomo si alz mollando i remi: ne sarebbe caduto uno
in acqua se Ingram non lo avesse preso in tempo facendolo poi
scivolare dentro alla piccola imbarcazione; quindi gli disse, cercando
di non lasciar trasparire tutto il suo nervosismo: Bene,
e adesso cerca di fare le cose con calma.
L'altro non fece caso alle sue parole. Le sue labbra si mossero,
ma non ne usc alcun suono. Ingram gli porse una mano
per aiutarlo a salire. Lui si strinse all'avambraccio e poi con
un balzo, che spinse nuovamente la lancia a cozzare contro il
bordo dello yacht, sal sulla tolda. Quel balzo cos rapido colse
Ingram di sorpresa. Indietreggi di alcuni passi e poi cadde a
sedere sui cuscini delle panche laterali. I suoi occhi si posarono
sulla mano dell'uomo che stringeva il parabordo. Era solcata,
sul dorso, da una sottile ferita. Ma non fu tanto quello a colpire
la sua attenzione. Fu piuttosto il modo in cui le dita di quel
tizio si stringevano al parabordo, con le unghie quasi conficcate
nel legno.
Era affamato? No, un uomo affamato non avrebbe avuto la
forza di remare per quel lungo tragitto. Forse aveva sete.
Prendigli un po' d'acqua, disse rivolgendosi a Rae. Non
troppa, per.
Lei l'aveva gi preceduto, perch era andata sottoponte.
L'uomo avanz barcollante verso poppa, reggendosi con le
mani a tutto ci che incontrava, quasi fosse sospeso sull'orlo
di un baratro spaventoso. Ingram lo seguiva, pronto a sorreggerlo.
L'uomo si diresse nella timoneria e si lasci cadere sui
cuscini nascondendo il viso fra le mani. Rae port una tazza
di alluminio piena a met di acqua. Ingram la prese dalle mani
di lei e tocc l'uomo su una spalla. Ecco, disse, adesso bevila
lentamente; poi te ne daremo dell'altra.
Quello sollev gli occhi con sguardo assente, come se non si
fosse ancora accorto della loro presenza. Ingram si rese subito
conto che quel tizio non doveva aver affatto patito la fame o
la sete: non aveva n le labbra secche n la lingua gonfia, e
insomma non presentava i sintomi di chi  stato a lungo senza
bere o mangiare. Nascosto dalla barba lunga di qualche giorno,
s'intuiva il volto abbronzato di un ragazzo molto bello. Aveva
i lineamenti delicati e un aspetto elegante e sembrava non gli
fosse successo nulla di particolare. Portava soltanto i segni della
stanchezza sul viso.
I suoi occhi grigi erano cerchiati, come se non dormisse da
giorni. Indossava dei mocassini e un paio di calzoncini color
cachi; sembrava giovane, sulla ventina, ma era piuttosto robusto.
Oh, disse. Grazie. Grazie mille. Prese la tazza quasi con
indifferenza, bevve, e la pos sul cuscino accanto a s. Ingram
si accorse sorpreso che non l'aveva bevuta tutta. Il ragazzo si
pass una mano sul viso e, accennando un timido sorriso, disse:
Amico, non sai come sono contento di vedervi. Poi, come uno
scolaretto che si ricorda all'improvviso delle buone maniere,
aggiunse: Mi chiamo Hughie Warriner.
Io sono John Ingram, e questa  mia moglie Rae, gli disse
Ingram porgendogli la mano. Warriner fece per alzarsi, ma Rae
lo ferm mormorando: No. Stai seduto, tranquillo.
Che cosa ti  successo? chiese Ingram.
Warriner fece un gesto vago con la mano. Sta affondando.
 da giorni che sta colando a picco. Forse non superer neanche
la mattinata.
Com' successo?
Non lo so, rispose il ragazzo. Mi sono accorto che all'improvviso
le tavole del fasciame si sono schiodate.  da una
settimana che sto alla pompa e gli ultimi due giorni ci sono
stato quasi ininterrottamente. Poi non ce l'ho pi fatta. Da
mezzanotte ad adesso la situazione  peggiorata.
Ingram fece cenno di s col capo. Anche da lontano si notava
che lo yacht era sotto la linea di galleggiamento. Ormai mi
ero rassegnato. Poi vi ho visto, in lontananza. Ho lanciato due
razzi, ma non dovete esservene accorti. Temevo si alzasse un po'
di vento... ve ne sareste andati senza accorgervi di me. Allora
ho preso la lancia e ho cercato di raggiungervi a remi.
Forse hai lanciato i razzi quando eravamo sotto a fare colazione.
L'acqua  arrivata al motore?
S. E comunque  da parecchio che non funziona pi. Ho
cercato anche di chiamarvi con la radio; solo dopo mi sono
deciso a raggiungervi a remi. E intanto mi avete avvistato.
Ingram sorrise, poi si avvicin ai comandi per accendere il
motore. Adesso sar meglio che raggiungiamo la tua barca. In
quanti sono rimasti l a bordo?
Nessuno, rispose Warriner. Sono solo...
Solo? Di sfuggita, Ingram guard l'imbarcazione di quel
tizio. Era di certo pi grande del Saraceno. Stavi cercando di
attraversare il Pacifico su quella barca da solo?
No. Eravamo in quattro quando siamo partiti da Santa
Barbara... La voce di Warriner si affievol, divenne quasi un
sussurro. Mia moglie e gli altri due sono morti circa dieci
giorni fa.
...
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...
CAPITOLO 2.
...
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...
Oh, che cosa tremenda! Sbott subito Rae, e si trattenne
a stento dal consolarlo come un bambino, nonostante
Warriner fosse un uomo robusto, solo di qualche anno pi
giovane di lei. Ma quel suo aspetto innocente e pulito, e le sue
buone maniere anche di fronte a un tale disastro, suscitavano
in lei uno slancio materno, e l'istinto illogico di stringerlo
fra le braccia e consolarlo. Com' successo? Gli chiese, ma
poi aggiunse subito: Non importa. Avrai tutto il tempo per
raccontarcelo pi tardi. Ora ti va qualcosa da mangiare o da
bere?
No, grazie. Sto bene. Vorrei soltanto una sigaretta, se ne
avete.
Certo, e si affrett a passargli sigaretta e accendino.
Perch non ti togli quel giubbotto di salvataggio? Ormai sei
al sicuro.
S... credo di s... me lo tolgo.
Il sigaro di Ingram si era spento. Lo riaccese e lanci il
fiammifero in acqua. Che cosa  successo? Chiese.
Dev'essere stato del cibo avariato. Warriner fissava
immobile il fumo che si alzava dalla sigaretta stretta fra le
sue dita. Sono morti tutti e tre in un pomeriggio, nel giro di
ventiquattro ore.  stato orribile...
Scosse il capo e poi continu con voce meccanica: No,
non ci sono parole per descrivere quello che  successo. Solo,
in mezzo all'Oceano, con tre persone in fin di vita, senza
poterci fare niente. E sapere, subito dopo la morte della
prima, che non ci sarebbe stato niente da fare per gli altri due.
Mia moglie se n' andata per ultima, al tramonto. E la cosa
tremenda  che io non sono neanche stato male. Sono rimasto
l a guardarli morire come se tutto stesse succedendo al di l
di un vetro che non potevo oltrepassare.
Rae gli si avvicin e gli pos una mano sulla spalla.
Mi dispiace, disse. Ma non serve parlarne adesso. Devi
riposare.
Grazie, le rispose Warriner, ma sto bene. Dopo i primi
giorni mi sono rimesso in sesto abbastanza da riprendere la
navigazione. Poi ho incominciato a vedere l'acqua che saliva
dalla sentina e allora mi sono messo alla pompa, e ogni
giorno ci voleva sempre pi tempo per svuotarla. Ho capito
praticamente subito che l'unica cosa da fare era cercare di
tenere quella bagnarola a galla. E forse cos mi sono salvato
dalla pazzia.
Sai cosa pu esser stato a provocare l'avvelenamento? Gli
chiese Ingram.
Warriner fece cenno di s col capo. Del salmone avariato.
Io non l'ho mangiato perch non mi piace.
Lo tenevate aperto da molto?
No, hanno aperto la confezione solo qualche minuto
prima di mangiarlo. Era stato messo sottovuoto dalla coppia
di amici che viaggiava con noi, Russ ed Estelle. Ogni anno
Russ va a pesca di salmone nel fiume Columbia, alle rapide di
Chinook. Quasi tutto il salmone che prende lo fa affumicare e
quello che avanza lo mette sotto vuoto. Russ dice - o meglio
diceva - che  meglio di quello che si compra nei negozi.
Avevano quattro o cinque di quei barattoli rimasti dall'anno
scorso e li hanno imbarcati con le altre provviste quando
abbiamo iniziato la crociera per Papeete. Circa una decina di
giorni fa... almeno penso siano dieci... non ho pi la nozione
esatta del tempo... toccava a Estelle cucinare. Non sapeva
cosa preparare e cos ha tirato fuori il salmone, l'ha guarnito
con dei sottaceti e l'ha servito in tavola. Per me, invece, ha
preparato dei panini.
Nessuno ha notato niente di strano? non pot fare a
meno di chiedere Ingram.
Se c'era qualcosa di strano, nessuno se n' accorto. A dire
il vero avevamo bevuto tutti almeno tre o quattro bicchieri...
e poi l'odore dei sottaceti copriva forse quello del salmone
avariato. Erano circa le sette di sera quando abbiamo cenato.
La mattina dopo, fra le sei e le sei e mezzo, io ero al timone,
venne su Ross per dirmi che Estelle aveva la nausea. Voleva
sapere dove poteva trovare le pillole contro il mal di mare. Gli
ho detto di tenere il timone, che ci sarei andato io. Sapevo che
erano nel mobiletto dei medicinali, ma quando sono arrivato
davanti alla porta ho sentito Estelle chiusa in bagno che stava
vomitando.  uscita molto pallida, sudata, aveva un aspetto
terribile. Era quasi completamente svestita e quando si 
accorta che non ero suo marito, mi ha fatto segno di voltarmi
e si  precipitata nella sua cabina. Ho trovato subito le pillole,
poi ho preso un bicchiere d'acqua e l'ho chiamata da dietro
la porta. Mi ha detto di entrare. Era nella sua cuccetta. Le
ho dato una pillola. Continuava a strofinarsi gli occhi con le
mani e intanto ripeteva: Oddio, tutto quel rum! La sua voce
era strana, come se avesse qualcosa in gola. Le ho chiesto se
era sicura che fosse stato il rum e lei mi ha risposto che non lo
sapeva, ma che mi vedeva tutto sfocato. Ha teso in avanti una
mano e l'ha guardata, e poi cercando di ridere ha mormorato:
Dio mio, sembro un Picasso, ho una mano con sette dita!...
Come? Lo interruppe Ingram. Corrug la fronte. Un
momento... vista dicotomica. Ho letto qualcosa o sentito
dire...
Botulismo, disse Rae.
Che cos'? chiese Warriner. Pensate che non sia stato il
salmone?
S, forse  stato proprio il salmone, gli spieg Rae. Il
botulismo  un pericolosissimo avvelenamento che agisce sul
sistema nervoso ed  causato dal cibo avariato.
Sapete se c' modo di curarlo? chiese Warriner, nervoso.
A bordo avevamo una farmacia ben fornita. Ho cercato di
curarli in tutti i modi, ma forse ho dimenticato proprio il
medicinale che avrebbe potuto salvarli.
Rae scosse il capo. No, puoi metterti l'animo in pace. Non
c'era niente da fare.
Beh, mi consola. Di poco, davvero poco, ma almeno so
che ho fatto tutto il possibile. Warriner continu: Per
non mi sono subito reso conto che Estelle stesse cos male.
E credo che nemmeno lei immaginasse fosse una cosa grave.
Mentre ero l con lei ho sentito le vele sbattere, cos sono
corso sul ponte. Da un paio di giorni c'era bonaccia e dovevamo
stare pronti a sfruttare il minimo soffio di vento. Per
la barca era messa di traverso. Ross aveva lasciato il timone
e, appoggiato al bordo, stava vomitando in acqua. Disse che
il rum doveva aver fregato anche lui. Nessuno di noi stava
prendendo la cosa sul serio. Ci sembrava uno scherzo, in
fondo eravamo in vacanza. Gli ho detto di prendersi una pillola
dall'armadietto nella toilette e di tornarsene in cuccetta.
Alle otto mi avrebbe dato il cambio soltanto se si fosse sentito
meglio.  andato sottoponte. Ho rimesso la barca sottovento
puntando verso ovest; stavamo facendo quattro nodi all'ora e
nemmeno troppo fuori rotta. Cos non ho lasciato il timone
nemmeno alle otto, quando non l'ho visto risalire. Alle otto e
mezzo circa ho sentito qualcuno che si muoveva in cambusa.
Allora ho pensato che uno dei due dovesse essersi ripreso.
Invece era mia moglie. Mi ha portato una tazza di caff e ne
teneva in mano una per s. Si  seduta a bere nella timoneria,
ma all'improvviso l'ho vista piegarsi in due per dei fortissimi
crampi allo stomaco.  corsa sottoponte. Nessuno poteva
reggere il timone all'infuori di me. Il vento era quasi cessato.
Ho raccolto le vele, lasciando che l'Orfeo andasse alla deriva.
Russ ed Estelle erano nelle loro cuccette. Adesso anche Russ
diceva di vedere gli oggetti sfocati. Lillian, mia moglie, non
aveva ancora quei sintomi; soltanto nausea. Io sono stato
preso dal panico. Non potevo far niente per loro e sembrava
fosse avvelenamento per del cibo avariato. Abbiamo pensato
tutti al salmone, visto che io non ne avevo mangiato e stavo
bene. Ho cercato nel manuale di bordo. Ma non parlava di
avvelenamento. Verso le dieci anche Lillian ha iniziato a
presentare gli stessi sintomi: vista annebbiata, difficolt nel
parlare e nell'inghiottire la saliva. Ho somministrato tutto
quello che pensavo potesse servire, dalle aspirine alle pillole
contro il mal di mare, e non so quanta altra roba. Ma verso
mezzogiorno Russ e Estelle non riuscivano pi a inghiottire
niente. Non ce la facevano nemmeno pi a parlare. Erano l
stesi che cercavano di respirare.
Russ  morto poco dopo le tre del pomeriggio. Ero nella
loro cabina disperato, era una pena sentirli ansimare in quel
modo; poi mi sono accorto che uno dei due aveva smesso.
Era Russ. Significava che anche Estelle e Lillian erano
condannate a morire. Estelle non era pi in grado di capire
cosa succedeva attorno a lei e non si  nemmeno accorta che
suo marito era appena morto. Lillian era ancora abbastanza
cosciente, ma si trovava in un'altra cabina, cos nemmeno lei
sapeva della morte di Russ.
Poi anche Estelle  morta, circa un'ora dopo Russ. Il resto
della giornata  stato tremendo, un vero e proprio incubo.
Lillian  morta poco dopo le sei. Quando il suo respiro si
 fermato, il silenzio che mi circondava mi ha riempito di
terrore. Mi sono precipitato sul ponte; il sole stava calando
all'orizzonte, tingendo il cielo di rosso, e il mare sembrava
sangue... Warriner nascose il viso fra le mani.
Le guance di Rae erano rigate di lacrime.
Mi dispiace, disse Ingram, senza riuscire a soffocare un
certo fastidio: mentre ascoltava Warriner, la parola teatrale'
s'era insinuata tra i suoi pensieri e ora ce l'aveva con se stesso
per aver reagito in modo cos cinico di fronte a una tale
disgrazia. Prova tu a startene dieci giorni senza sentire voce
umana, continuava a ripetersi, dopo che hai visto morire tua
moglie e i tuoi amici, e rimanere in mezzo all'oceano completamente
da solo, intrappolato fra cielo e mare. Vediamo poi se
riesci a raccontare ogni cosa con freddezza, senza... Avrebbe
voluto dire qualcosa di pi, non un semplice mi dispiace,
ma sapeva che solo il tempo avrebbe rimarginato le ferite di
quel ragazzo. Si avvicin ai comandi per accendere il motore.
Non credi sia meglio fare un salto laggi per recuperare il
salvabile?
Warriner scosse il capo. Non c' niente che valga la pena di
salvare. L'acqua ha rovinato tutto: la radio, il sestante, il cronometro...
tutto, insomma.
E i tuoi vestiti?
Mi bastano quelli che ho addosso. Comunque, non me la
sento di tornare a bordo. Lo capisci, vero?  anche per quello
che  successo dopo... Sono tutti morti sottoponte. Puoi immaginarti
che cosa ho dovuto fare?
Ingram fece cenno di s col capo.
Il viso di Warriner era contratto in una smorfia.
Parlano tanto di dignit e di rispetto per i morti e poi...
altro che fiori e marcia funebre! Io sono stato costretto a trascinare
mia moglie sul ponte, legata con un pezzo di corda...
Ora smettila! Grid Rae. Devi smetterla di ripensare a
quei momenti.
Capisco quello che hai passato, disse Ingram. Ma non
devi per forza essere tu a tornare a bordo. Posso andarci io, se
mi dici cosa devo prendere.
Ma non c' niente da prendere, te l'ho detto!
Ti servir almeno il passaporto, continu Ingram. I soldi
e i documenti di bordo, il giornale nautico e altre cose che
potrebbero esserti utili.
Warriner fece un gesto d'impazienza con la mano.
A quest'ora il giornale nautico, i documenti dell'Orfeo, il
mio passaporto e i soldi si saranno sciolti nell'acqua... sempre
se non li ho gi pompati fuori bordo.
Capisco, disse Ingram. Ma non era affatto convinto. C'
un'altra cosa ancora. La barca  assicurata?
John! Qualcosa nella voce di Rae lo spinse a voltarsi. Gli si
stava rivolgendo con dolcezza ma c'era un'espressione nei suoi
occhi che lui non avrebbe mai dimenticato. Non mi pare sia
il caso di torturare il nostro ospite. Di sicuro dev'essere molto
stanco, e aver molto sonno. Vado a preparargli una cuccetta. Se
vuoi aiutarmi, caro, a spostare i bagagli che ci sono sopra...
Rae and sottocoperta e Ingram la segu. Apr la porta
ed entr nella cabina. Quando anche lui fu dentro, chiuse
silenziosamente.
John Ingram! Stava bisbigliando, ma aveva un tono deciso.
Mi vergogno di te. Non mi ero mai accorta che tu potessi
essere tanto insensibile. Non capisci che quel povero ragazzo
 sull'orlo di una crisi di nervi? Adesso basta con le domande,
mettiamolo a dormire.
Hai ragione cara, ma anche se mi rendo conto di quel che
ha passato, protest lui, dobbiamo pur fare qualche tentativo
per salvare il possibile...
Non vuol tornare su quella barca. E penso che non ti sar
difficile capire il perch.
Non  costretto a tornarci. Posso andarci io per lui.
Ma perch? Ti ha gi detto che non c' niente che valga
la pena recuperare!
Lo so. Ma non  detto che l'acqua abbia rovinato tutto. I
vestiti, ad esempio. E poi, si  contraddetto.
Che cosa vuoi dire?
Ricordi, la radio? Dice che  stata danneggiata dall'acqua,
ma un attimo fa ci ha raccontato di aver provato a chiamarci.
Rae sospir. Ma perch voi uomini dovete sempre prendere
tutto alla lettera? Che cosa pensi, che quell'uomo sia una
dannata macchina? John, quel tizio ha perso la moglie e due
amici in un solo pomeriggio e poi  rimasto per dieci giorni da
solo in mezzo all'Oceano, su una barca che stava affondando!.
Io, al suo posto, non ricorderei neanche pi il mio nome.
E va bene! Esclam Ingram.
Shhh... Non parlare cos forte.
Ma almeno potrebbe voler salvare qualcosa di lei, o no? E
volevo anche dirgli un'altra cosa. Se il suo yacht  assicurato,
passer dei guai se vuole incassare il premio. Senza giornale
nautico, con il mare calmo come olio... non so se gli assicuratori
gli crederanno. E io, d'altra parte, non gli sarei di grande aiuto.
Potrei soltanto dire di aver visto l'imbarcazione che galleggiava
ancora, senza per essere andato di persona a verificare il livello
dell'acqua.
Ha detto che potrebbe anche affondare stamattina stessa.
Con questa bonaccia non ci muoveremo molto da qui. Se adesso
lui se ne va a riposare, noi avremo tutto il tempo di vederla colare
a picco da qui!
E va bene. Dev'essere stanco. Ingram non era soddisfatto
ma inizi a liberare la cuccetta. Ritorn in timoneria. Warriner
era steso sui cuscini e il cannocchiale era posato al suo fianco
come se avesse appena finito di usarlo per guardare l'altro yacht.
I raggi del sole facevano brillare i suoi capelli dorati. Era un bel
ragazzo, pens Ingram, e si chiese se non fosse per quello che si
sentiva un poco diffidente. Ma non era diffidenza, a dir la verit.
Non sapeva bene cosa fosse. Qualcosa non gli tornava.
Mi hai chiesto se  assicurata, disse Warriner. No, non lo .
Quando siamo partiti abbiamo fatto due conti ed abbiamo visto
che non ci conveniva.
 una barca molto vecchia?
S. Ha pi di vent'anni. Quelli che ce l'anno venduta devono
averci fregato.
Ma non l'avete fatta ispezionare prima di prenderla?
Certo, ma non da un professionista. Solo un amico che s'intende
di barche.
Ingram fece un cenno col capo senza commentare: gli sembrava
assurdo comprare una barca vecchia di vent'anni e non
farla ispezionare da un tecnico competente.
Non hai idea di cosa possa aver causato le falle? E stato per
via del maltempo?
Warriner scosse il capo: No, solo qualche raffica di vento un
po' pi forte. Penso che sia solo una barca molto vecchia.
Mi hai detto che siete partiti dalla California per Papeete,
ma come che siete finiti completamente fuori rotta?
Non facevamo una rotta diretta. Lungo le coste messicane
fino a La Paz e poi oltre le isole Clipperton. Warriner cerc di
sorridere. Mi dispiace di esser piombato qui cos all'improvviso,
ma cercher di darvi il minor disturbo possibile!
Non dirlo nemmeno! Lo tranquillizz Ingram, sentendosi
a disagio. Era la prima volta che gli capitava d'imbattersi in un
naufrago che si scusava per essere stato salvato. Ancora una
volta, cerc di capire che cosa non gli piacesse di quel tizio.
Non trovava risposta. Piuttosto, siamo contenti di essere passati
in tempo!
Warriner non apr bocca. Ingram alz il cannocchiale e
guard l'imbarcazione che ora era parecchio pi vicina. Non
capiva bene se la linea di galleggiamento fosse scesa ancora, ma
certo quella barca era piena d'acqua. Lo capiva dal fatto che, a
ogni rollata, ci metteva molto tempo a tornare poi in posizione.
Da dentro, l'acqua faceva resistenza al dondolio. Era una bella
barca e doveva essere costata almeno trentamila dollari. Ingram
continuava a guardare. Galleggia ancora bene, disse. Sei
sicuro che lavorandoci insieme non riusciremmo ad asciugarla
e a tappare le falle?
Warriner scosse il capo. Forse una settimana fa. Ora il
livello dell'acqua aumenta a vista d'occhio. Nelle ultime sette
ore  salito di almeno quindici centimetri.
Ingram lo guard di sfuggita, poi torn a osservare la barca
col cannocchiale. Qualcosa non quadrava. Ma cosa?
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
Il sole era diventato pi caldo. Ingram scrut all'orizzonte
in cerca di qualche nuvola che indicasse l'avvicinarsi del vento. Rae
riapparve da sottocoperta. La tua cuccetta  pronta, Hughie.
Cerca di dormire fino a domani.
Warriner sorrise. Non so come ringraziarvi.
Non c' proprio nulla per cui devi ringraziarci. Riposati.
Preferisco aspettare un attimo. Non so proprio perch, ma
non ho affatto sonno, adesso.
 perch sei troppo stanco. Succede cos. Quando si  troppo
stanchi non si riesce a dormire. Ma ci penso io. Scomparve gi
dalla scala e riapparve con in mano una bottiglia di vermouth.
Gliene vers un bicchiere porgendogli anche una sigaretta. Lui
bevve e aspir la prima boccata. Non farai in tempo a finire la
sigaretta che non riuscirai pi a tenere gli occhi aperti.
Grazie. Sei molto gentile.
Rae butt in mare la bottiglia vuota. Ingram rimase a osservarla
per un istante mentre galleggiava, poi distolse lo sguardo
e non pot fare a meno di notare l'espressione sul viso di
Warriner.
Stava fissando con occhi spenti la superfcie dell'acqua.
Ingram guard nella stessa direzione, ma non riusc a vedere
altro che la bottiglia. Guard ancora Warriner. Gocce di
sudore gli imperlavano la fronte e teneva le labbra serrate,
con le mascelle contratte. Adesso la bottiglia stava
affondando e la si vedeva sott'acqua mentre colava a picco.
Warriner aveva chiuso gli occhi e Ingram cap che stava
facendo un tremendo sforzo per distogliere la mente da ci che
quella bottiglia gli aveva richiamato
alla memoria. Ingram apr la bocca per parlare, ma colse lo
sguardo di Rae. Lei scosse il capo. Warriner si rimise a sedere.
Arriva il vento! Esclam Rae.
Ingram e sua moglie si prepararono a sciogliere le vele.
Erano, insieme, un ottimo equipaggio. Lei si mise al timone.
Le vele si gonfiarono un poco. Il Saraceno cominci a muoversi.
Rae bord all'improvviso, mettendosi in pieno vento, verso
ovest, verso Tahiti.
Avevano dimenticato per qualche istante Warriner, ma quando
Ingram si gir per sciogliere le altre vele, se lo trov davanti
pronto ad aiutarlo. Anche le mezzane? Gli chiese.
S, ma sarebbe meglio che tu andassi a riposare; ci penso io
alle vele.
Warriner sorrise. Penso proprio che ci andr, ma solo dopo
avervi dato una mano.
Sembrava essersi ripreso completamente. Alzarono le mezzane
e le liberarono. Ingram si pieg sulla bussola. Possiamo
tenere i 235 gradi? Chiese a Rae.
Facilmente, rispose lei.
Il Saraceno stava acquistando velocit. Ingram si rivolse a
Warriner. Dovremo lasciare qui la tua lancia. Non c' posto
dove metterla a bordo.
Warriner fece cenno di s col capo.
Ingram sleg la corda che teneva l'imbarcazione e la lasci
andare. La lancia ondeggi un poco poi rimase ferma sul pelo
dell'acqua.
Bene, disse Warriner, vado a riposare, allora. Se la brezza
resiste, stanotte posso stare io di guardia.
Non preoccuparti, disse Rae. Meglio che ti riposi per un
paio di giorni almeno. Ti preparer qualcosa da mangiare per
quando ti svegli.
Warriner ringrazi sorridendo e scese sottocoperta.
Quando Ingram guard Rae si accorse che i suoi occhi erano
umidi di pianto. Il loro ospite non li avrebbe potuti sentire se
avessero parlato a voce bassa, cos le si avvicin. Che cosa te
ne pare?
Della bottiglia?
S.
Lei scosse il capo. Non lo so, il dolore fa strani effetti.
Era solo una semplice bottiglia che affondava.
Ovvio che lui ci vedeva qualcos'altro in quella bottiglia,
qualcosa che noi non potevamo cogliere. Fiss gli occhi per
un istante sulla carta nautica, poi mormor: Com' quando
si seppellisce qualcuno in mare?
Non ho mai assistito a niente del genere... ma per quanto
ne so, si avvolge la salma in un sacco di tela insieme a dei pesi
e poi la si fa scivolare in mare. Perch?
Non ne sono sicura... ma... Fece un gesto vago.
Penso di sapere cosa vuoi dire, disse Ingram. Ma non
sono d'accordo con te. Certo, volendo torturarsi ci sarebbe la
possibilit, nell'acqua cos limpida, di seguire con lo sguardo
un corpo senza vita che scende verso il fondo per parecchi
metri. Negli occhi di quell'uomo non c'era incertezza o
dolore; io ci ho visto solo terrore e paura: sentimenti che non
hanno niente a che fare con un'operazione del genere.
Rae scosse il capo pensierosa. Lo so. Ma rimanere tanto
tempo solo...
La sua voce si spense in un soffio. Le vele del Saraceno
sbattevano rilassate, il vento stava cessando. Ingram accorci
le sartie. Poi si appoggi al parapetto e rimase sopra pensiero.
C'era qualcosa che non gli era chiaro, ma non capiva che
cosa. Prese il cannocchiale e si mise ad osservare l'altro yacht.
Quindi si decise.
Voglio andare su quella barca.
Rae lo guard. Perch?
Non lo so. C' qualcosa nella storia di quel ragazzo che non
mi convince. Senti, Rae, uno che riesce a tirare avanti per
dieci giorni in quelle condizioni  un marinaio, e un marinaio
non abbandona cos la propria barca.
Tu non credi che stia affondando, vero?
So solo che per ora rimane a galla. Continu a osservare
l'altra imbarcazione. La linea di galleggiamento non era
scesa. Magari non significava niente. Potevano anche passare
molte ore, addirittura dei giorni prima che affondasse. Forse
era solo troppo sospettoso.
Ha detto se  assicurata?
Non lo .
Allora ci rimetter un mucchio di soldi, vero?
Certo. Ma se davvero sta affondando, non pu far altro che
abbandonarla al suo destino. E il modo in cui l'ha fatto che non
mi convince. E quel suo cercare d'impedirmi di salire a bordo
non mi piace per niente.
Ma perch?
Non lo so. Devo ammettere che non  chiaro neanche a me.
Ma avrai notato che ci  venuto incontro lui, quando stavamo
per raggiungerlo. Non voleva che ci avvicinassimo troppo alla
barca.
Ma potrebbe anche esser stato per un altro motivo. Che
so... la fretta di venir salvato.
Magari hai ragione tu.
Vuoi mettere in mare la nostra lancia? Chiese Rae.
No, cercher di recuperare la sua. Si guard alle spalle. La
lancia di Warriner galleggiava immobile in lontananza. Non
dovrebbe essere difficile, se si alza un filo di vento.
Il Saraceno dondolava dolcemente. Ingram pos il cannocchiale
e si diresse sottoponte. Era da mezz'ora circa che Warriner
era nella sua cuccetta. Ingram and a vedere. Aveva gli occhi
chiusi e sembrava che dormisse.
Torn sul ponte proprio mentre il vento riprendeva a soffiare.
L'altro yacht era a circa un miglio e mezzo di distanza e
la lancia di Warriner rimaneva fra di loro, quasi a met. Ingram
si mise al timone e fece virare il Saraceno, che ora procedeva
lentamente, col vento di sbieco. In una decina di minuti avevano
raggiunto la lancia. Ingram lasci il timone e con un gancio
d'accosto cerc di avvicinarla.
Rae guard preoccupata suo marito e gli disse: Non mi
piace il modo in cui rolla quello yacht.
 pieno d'acqua.
Sei sicuro che non sar pericoloso salirci a bordo?
S. Non si capovolger, ha una buona chiglia. Poi non
affonder da un momento all'altro.
Ma se per caso rimani chiuso sottocoperta? Potresti essere
in trappola.
Non mi muover dal ponte se davvero la barca rischia di
affondare. Ma posso rendermene conto soltanto vedendola da
vicino.
Erano a circa duecento metri quando il vento cess di nuovo.
Il Saraceno avanz ancora di qualche metro. Ingram ispezion
lo specchio d'acqua fra i due yacht e poi scrut l'orizzonte.
 bonaccia di nuovo, mormor. Io vado.
Perch non accendi il motore e ti avvicini ancora?
Rischiamo di svegliare il ragazzo.
Ne dubito. Ma anche se si svegliasse, che differenza fa?
Esit, poi alz le spalle e disse: Non so perch, ma non mi
piace l'idea di lasciarti da sola con lui, preferisco sia addormentato.
Ma perch?
Non lo so. Forse  una sciocchezza, ma c' qualcosa che
non mi va gi in quel ragazzo... devo scoprire di pi sul suo
conto.
Moll la cima della lancia che aveva assicurato al bordo.
Prima di scivolarci dentro diede un'ultima occhiata all'orizzonte.
Non sembrava che ci fosse vento in arrivo. Fece un'ultima
raccomandazione a Rae: Se per caso si alzasse del vento tieni
la prua verso lo yacht e io ti raggiunger subito.
Va bene. Fai attenzione, ti prego.
S.
Aspetta. Non ti metti il giubbotto di salvataggio? C'era
quello di Warriner ancora l dove l'aveva lasciato lui.
Sorrise. Perch mai?
Nessuno sarebbe mai riuscito a rovesciare una lancia in un
mare calmo come quello. Gli venne cos da chiedersi come mai
Warriner avesse deciso d'indossarlo. Si sporse fuori bordo e
segu il dondolio della barca per lasciarsi cadere nella lancia.
Filava come una foglia nella corrente di un ruscello e i raggi
del sole si riflettevano sulla vernice lucente. Mentre si avvicinava
not un gran disordine di cavi e gomene sulla tolda dello
yacht. Era almeno due metri sotto la marca di galleggiamento
per le acque tropicali e i suoi movimenti erano lenti e impacciati,
quasi doloranti, come quelli di un animale ferito a morte.
Prov una stretta al cuore. Gli capitava sempre davanti a una
barca ridotta in quelle condizioni. La bordeggi, oltrepass la
prua sotto il bompresso e lo sfil lungo il fianco sinistro. Lesse
il nome: Orfeo, Santa Barbara.
Mentre era intento a leggere ud uno scricchiolio provenire
dall'interno, subito seguito da un altro. Si avvicin, afferr una
delle cime che pendevano lungo il bordo, si assicur che fosse
ben fissata all'altra estremit, vi annod la corda della lancia e
poi si tir su. Intanto poteva sentire l'acqua sciabordare dentro
allo scafo. La tolda sotto i suoi piedi gli dava una sensazione di
instabilit. Meglio fare in fretta.
Si avvicin al cassero e guard dentro. Cerano due o tre
gradini che scendevano. Non c'era acqua l; ma il pavimento era
coperto da uno strato di fogli di carta, matite e carte nautiche.
Scese i pochi gradini e si guard attorno. I sedili laterali erano
coperti di un tessuto bianco. Attaccato al muro spiccava un
radio-telefono.
Al di l delle scale che portavano sul ponte, verso poppa,
c'era una porta, e poi ce nera un'altra. Quest'ultima era aperta.
Si avvicin e guard dentro. Alcuni gradini portavano alla
cabina principale, che era in uno stato disastroso. Lungo il lato
destro c'era un lavandino, una stufa e il frigorifero, l'armadio
per le stoviglie; sull'altro lato c'era un tavolo fra due sedili
rivestiti di pelle. Il mare aveva rovinato tutto e si avvertiva
l'odore dell'umidit. Almeno mezzo metro d'acqua rotolava
avanti e indietro, e in superfcie galleggiavano i barattoli caduti
dai ripiani degli scaffali. Era uno spettacolo terribile. In fondo,
sulla sinistra, c'era una porticina che doveva aprirsi sulla toilette
e dalla parte opposta c'era un passaggio per la cabina seguente.
Ingram entr e attravers il pavimento allagato per raggiungere
la porta della cabina e guardare dentro. Le cuccette erano in
disordine e l'acqua sciabordava fra una e l'altra. Era proprio
come aveva raccontato Warriner. Si chiese cosa mai stesse
cercando.
Fece per tornare sui suoi passi. Attraverso un obl scorse il
Saraceno che si cullava dolcemente a circa duecento metri di
distanza. La sola vista della sua imbarcazione bast a risollevarlo.
L'altra porta era chiusa e assicurata con due perni pesanti.
Li spost e si gir per posarli sulle carte nautiche. Cos facendo
not il giornale nautico. Rimase sorpreso. Si era appena convinto
che Warriner avesse detto la verit, e allora perch mentire
su quel registro? Aveva detto che il giornale era marcito
nell'acqua, e che il sestante, la radio, il cronometro erano stati
tutti irreparabilmente danneggiati. Ma l ogni cosa era intatta.
L'acqua non aveva sfiorato nulla. Perch, visto che questa stanza
non era stata invasa dall'acqua, Warriner non aveva portato
con s le cose che voleva salvare? O almeno i soldi e i documenti?
Sarebbe stata la cosa pi naturale da fare. Forse li teneva in
uno dei cassetti. Beh, ci avrebbe guardato dopo. Si port avanti
e, spalancata la porta, si affacci dentro.
Una donna dai capelli neri, che a prima vista sembrava
completamente nuda, era seduta con la schiena appoggiata
contro la parete, all'estremit della cuccetta, rannicchiata con
le ginocchia contro il petto. Aveva una mano sulla bocca e gli
occhi spalancati per il terrore. Appena scorse il suo viso, la sua
espressione mut subito in stupore. Grid: Fermati, fermati,
non  lui! E cos Ingram scorse l'altro, riflesso nello specchio
di fronte. Un uomo stava in piedi di fianco alla porta, nudo
dalla cintola in su. Era molto robusto e aveva la mascella squadrata.
Lungo una guancia gli colava un filo rosso di sangue che
scendeva da una ferita alla testa, nascosta dai capelli. Stringeva
tra le mani una spessa tavola di legno, forse il fondo di un
cassetto che aveva fracassato a terra. Quando la donna grid,
cerc di fermarsi, ma l'Orfeo ebbe un forte sussulto e cos lui
cadde all'indietro nell'acqua, con un tonfo. Si mise a sedere
con la schiena appoggiata alla cuccetta e si pass una mano
sul viso insanguinato. Un sorriso amaro gli dava un'espressione
diffidente.
Benvenuto nella Valle della Felicit, disse. Dove quel
pazzo?
Venite sul ponte! Rispose brusco Ingram. Io torno subito.
Corse fuori e salt sulla lancia. Le sue mani tremavano,
mentre snodava la cima d'ormeggio. Con due potenti colpi di
remo, si stacc dal bordo dell'Orfeo oltrepassandone la prua.
Pot cos vedere il Saraceno che si dondolava calmo a duecento
metri di distanza. La sua posizione non era mutata.
Rae era sola nella timoneria.
Fece un sospiro di sollievo. Il sudore gli colava lungo la
nuca. Si ripeteva che non c'era motivo perch quel bastardo
si svegliasse. Doveva mantenersi calmo. Si trattava di remare
per pochi metri, fino al suo yacht. Ancora qualche minuto e
sarebbe arrivato. Poi sent il rumore dello starter. Rae gli stava
andando incontro.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
Cerc di richiamare la sua attenzione e, col rischio di rovesciarsi,
si alz in piedi e cominci a farle dei segni agitando le
braccia. Sent ancora lo starter, e questa volta il motore si accese.
Uno dei remi gli scivol via dallo scalmo, ma lo agguant in
tempo, prima che cadesse in acqua, e lo sbatt sul fondo della
barca. Non doveva accendere il motore, cos avrebbe svegliato il
ragazzo. Era colpa sua: Rae stava tenendo d'occhio l'Orfeo con
il cannocchiale e quando l'aveva visto correre fuori sul ponte
come un topo inseguito da un gatto, doveva aver pensato fosse
il caso di andargli incontro. La distanza diminuiva rapidamente,
incominciava a sentirsi sollevato. Si rimise a remare. Poi
sent che Rae riduceva l'andatura al minimo tenendo il motore
in folle. Gir il capo per dare un'altra occhiata allo yacht che si
avvicinava e si sent gelare il sangue nelle vene. C'era una macchia
dorata che si muoveva sulla sinistra dell'albero maestro. I
capelli di Warriner. Era in piedi e stava fissando verso poppa.
Tutto sembrava immobile. Il Saraceno si trovava a settantacinque
metri circa. Warriner poteva decidere di scappare o di
aspettare il ritorno di Ingram; in ogni caso lui non poteva pi
farci nulla. Forse non sarebbe successo niente. Forse si era gi
dimenticato delle persone che aveva chiuso in quella cabina
destinandole ad affondare insieme all'Orfeo. Warriner si guard
intorno e scorse la lancia e il suo yacht in lontananza. Si diresse
di corsa verso la timoneria. Lo yacht si mosse.
Ingram non poteva scorgere chi era al timone. Dove si sarebbe
diretto? Si mosse cercando di raggiungerlo. Poi riusc a vedere
che adesso il timone era in mano a Warriner. Rae stava cercando
di spegnere il motore. Lui l'allontan con una spinta. Rae gli si
butt addosso e Warriner la colp con un pugno. Rae giacque a
terra, immobile.
Il Saraceno si avvicinava paurosamente, ancora pochi metri e
lo avrebbe speronato. Ingram affond la pala del remo sinistro
e scart veloce, appena in tempo per evitare di essere affondato.
Nella manovra la lancia sband e lui fin in acqua. Lo yacht
sfil via sollevando uno spruzzo bianco. Gli riusc di scorgere da
vicino il viso di Rae e allora grid: Salta, buttati in acqua, salta!
ma lei non si mosse.
Per la prima volta in vita sua, perse completamente la testa.
Ma quando si accorse che stava nuotando come un pazzo
seguendo la scia dello yacht, ritorn in s. Si ferm e grid
ancora: Rae, salta, salta! Doveva aver perso i sensi o essere
seriamente ferita.
La lancia era alle sue spalle. Entrambi i remi erano scivolati
in acqua e galleggiavano a pochi metri di distanza. Non era mai
stato tanto spaventato in vita sua. Fremeva di rabbia, avrebbe
voluto poter metter le mani su quel maledetto Warriner e strangolarlo.
Rimont sulla lancia e si diresse remando verso l'Orfeo,
concentrandosi soltanto su quello che doveva fare. Il Saraceno
si allontanava sempre di pi ma riusciva ancora a scorgere Rae
a poppa.
Gir il capo. L'uomo e la donna erano saliti sul ponte e lo
stavano guardando. Accost la barca alla fiancata e ritir i remi.
Non fecero alcun movimento per aiutarlo. Leg da s la barca e
mont a bordo. Avete un cannocchiale? Chiese.
L'uomo sorrise freddamente. Sembra che tu non sia riuscito
a far meglio di noi. Forse sei anche tu un pazzo, per averlo preso
a bordo.
Ingram fu preso dalla voglia di tirargli un pugno in faccia,
ma si trattenne. Non perch quell'uomo fosse gi ferito o perch
non si meritasse un trattamento del genere, ma semplicemente
perch lui, ora, non aveva tempo da perdere.
Un cannocchiale! Esclam di nuovo. Dov'?
L'uomo gli fece un segno con la mano in direzione della
timoneria.
Subito dietro la porta. Ma la donna si era gi mossa e
adesso glielo stava porgendo. Ingram lo prese senza ringraziarla,
senza neppure vederla. Lo port agli occhi e lo punt
in direzione del Saraceno. Filava diritto nella stessa direzione.
Regol la distanza mettendolo a fuoco. Poteva vedere Rae sempre
stesa a terra nella stessa posizione di prima. Warriner era al
timone, apparentemente intento a guardare la bussola. Forse si
era dimenticato di lei. Ingram si rese conto che era impossibile
prevedere cosa stesse passando per la mente di Warriner.
C' una bussola mobile da qualche parte? Chiese.
Ce n' una nella sala nautica, rispose l'uomo.
Prendila, ordin Ingram, e posizionala nella lancia. Poi
mettiti alla bussola magnetica e cerca di tener d'occhio la rotta
della mia barca.
E perch tutta questa fretta? chiese l'uomo. Non si era
mosso di un dito.
Ingram abbass allora il cannocchiale e fiss per la prima
volta l'uomo. Fai quello che ti dico, brutto figlio di puttana,
sbott, e fallo subito. Mia moglie  rimasta sola con quel pazzo
a bordo. Se la butta in mare, devo poterla individuare. E se non
riesco a raggiungerla perch non so la rotta o non ho la bussola
sulla lancia, ti giuro che farai una gran brutta fine.
Aspetta un attimo, amico... cominci l'uomo, ma Ingram
gli aveva gi voltato le spalle e stava fissando il Saraceno.
Ormai era a circa un miglio di distanza; vedeva ancora Rae
stesa sul ponte, ma adesso l'immagine era meno chiara. Sent
la voce della donna che mormorava: Oh, piantala e fai come
ti ha detto! Tu cerca la bussola e io tengo d'occhio la rotta.
Ingram non le prest attenzione. Era troppo occupato con altri
brutti pensieri. Forse quella era l'ultima volta che vedeva sua
moglie. Gli occhi si annebbiarono e prov una stretta al cuore,
una fitta lacerante. Non doveva perdere la testa, se voleva cercare
di salvarla.
Rae doveva essere ancora priva di sensi perch non si era
mossa. Se Warriner l'avesse buttata in acqua adesso sarebbe
annegata. Pi a lungo aspettava e maggiori erano le possibilit
che si riprendesse e fosse in grado di nuotare; ma, d'altra parte,
sarebbe stato pi difficile individuarla. Sarebbe stata pi lontana.
Era gi difficile distinguere il ponte. Si mosse di un passo indietro
e risent improvviso lo sciabordio dell'acqua dentro allo scafo.
Quanto avrebbe ancora resistito a galla? E se fosse riuscito a salvare
Rae, ce l'avrebbero poi fatta a salvarsi su quella bagnarola?
Beh, si pu avere una sola cosa alla volta a questo mondo!
Qualcuno lo chiamava dalla timoneria. Era la donna. Rotta
240 gradi, disse.
Grazie, rispose senza girare la testa. Era difficile tenere
il cannocchiale fermo abbastanza per distinguere le figure sul
ponte; Warriner stava facendo marciare il motore a tutta forza.
Rae era sempre l distesa ma avrebbe potuto scorgerla ancora
per pochi minuti. Se per Warriner avesse lasciato il timone per
buttarla in acqua, l'imbarcazione avrebbe sicuramente sbandato
e lui se ne sarebbe accorto.
Sempre 240, lo avvert la donna.
Bene.
I minuti passavano lenti. Perse ogni cognizione del tempo. Le
braccia gli dolevano per lo sforzo di tener fermo il cannocchiale.
Il sole gli picchiava diritto in testa e poteva sentire il sudore
colargli a rivoli sul viso. Non riusciva pi a vedere il ponte ma
Warriner stava seguendo la stessa rotta, verso sud-ovest. Quindi
Rae doveva essere ancora l distesa a terra.
Sempre 240.
Ormai non aveva pi speranza. Meglio rendersene conto.
Anche sapendo dove l'avrebbe buttata in mare, non avrebbe pi
fatto in tempo a salvarla.
Per ora basta, disse rivolto alla donna. Il motore  fuori
uso, vero?
S,  completamente sott'acqua, comunque era fermo gi
da prima: siamo a secco di carburante.
Scrut lontano in cerca di un segno premonitore dell'avvicinarsi del vento, ma a perdita d'occhio, fino all'orizzonte, la
superficie del mare era liscia come uno specchio. Era terrorizzato
per quello che poteva succedere a Rae, e avrebbe voluto
bestemmiare e scagliare il cannocchiale contro il pavimento.
Invece si diresse alla timoneria e si rivolse all'uomo, che adesso
stava in piedi di fianco alla donna. Da quanto tempo pompate
fuori acqua?
La situazione  peggiorata giorno dopo giorno nelle ultime
due settimane, rispose.
Non siete riusciti a svuotare completamente la barca e a
localizzare le falle?
Ho l'impressione che il fasciame abbia ceduto in pi punti.
I primi giorni erano sufficienti due o tre ore; poi hanno iniziato
a volercene sei; e nelle ultime trentasei ore uno di noi  sempre
rimasto alla pompa, fino a questa mattina all'alba, quando quel
pazzo, senza alcun preavviso, mi ha colpito alla testa e ci ha
chiusi l dentro.
Ingram lo guard.  una ferita profonda? Gli chiese,
facendo un cenno a indicare la testa dell'uomo.
Quello alz le spalle. Vivr. Abbastanza per poter annegare
in pace!
Meglio dare un'occhiata alla sua ferita, disse Ingram alla
donna. Portalo sottocoperta e puliscigliela bene. Se c' bisogno
di punti, intanto tagliagli i capelli, e poi chiamami... e
vedi se trovi un ago e del filo. Quando torni su, portami due
secchi e due pezzi di corda di tre o quattro metri di lunghezza
ciascuno.
E a cosa servono? Chiese l'uomo.
Ingram si volt verso di lui.  la seconda volta che te ne
esci con domande inutili quando c' da fare qualcosa. Non
voglio pi sentirti fiatare.
Il sorriso sulle labbra dell'altro spar. Senti, non so chi ti
credi di essere, Morgan il pirata o che so io, ma fino a prova
contraria sei sulla nostra barca e la tua ormai Dio solo sa dov'
finita, quindi...
Ingram lo fiss. Hai finito?
Per il momento s.
Allora chiariamo le cose una volta per tutte. Dici di non
sapere dov' la mia barca. Fece un gesto con la mano indicando
sud-ovest. E sparita l in fondo. Mia moglie  a bordo con
un maniaco e forse a questo punto lui l'ha gi uccisa. Non so
se  tuo fratello o un amico o che so io. E neanche m'interessa
saperlo. So soltanto che  venuto da qui... mi segui? E adesso
cerchiamo di capirci: noi raggiungeremo quel pazzo con questa
bagnarola, dovessimo tirarla a nuoto tenendo un cavo fra
i denti. Non ho tempo di stare a implorarti o di fornire una
lunga e dettagliata spiegazione ogni volta che c' bisogno di
fare qualcosa. Tu, quando ti d un ordine, non stare a rompere
con tante domande: fallo e basta. E ormai sono davvero al
limite, per cui ti prego di non mettermi troppo sotto pressione.
 tutto chiaro, adesso?
Negli occhi dell'altro uomo c'era la solita espressione beffarda:
Va bene, capo, se dici di sapere quello che fai. Ma attento:
io sono allergico agli ordini stupidi.
Bene, tagli corto Ingram. La radio?
Andata.
Anche il ricevitore?
S. L'apparecchio era alimentato dalla batteria principale.
Perch non hai portato le batterie qui sopra prima che
l'acqua le raggiungesse? Non ci hai pensato, eh?
Erano gi scariche. Non c'era pi combustibile per il generatore.
Il motore bloccato, niente radio, niente luce, pens Ingram
scoraggiato.
Va bene. Vai a medicarti la testa e poi fatti vedere.
Scesero sottoponte. Si avvicin alla pompa che era situata
esternamente al cassero verso poppa. Warriner doveva essere
proprio alla pompa quando li aveva avvistati, pens. Ma invece
di chiamare anche gli altri, aveva colpito l'uomo alla testa e aveva
poi rinchiuso i due nella cabina. Perch? Agguant con rabbia
la maniglia della pompa; non c'era tempo per perdersi in inutili
pensieri. Era una buona pompa, potente e stagna: aspirava un
mucchio d'acqua a ogni giro. Sentiva l'acqua rifluire in mare con
un getto continuo mentre la sua schiena si piegava e si raddrizzava
ritmicamente.
Inizi a pensare a Rae. Gli sembrava d'impazzire. Si obblig
a non pensarci, concentrando la mente su qualcosa d'altro. Dove
si erano cacciati quei due? Che aspettavano a farsi vedere? Si rese
conto che si erano allontanati da appena dieci minuti. Arrivarono
poco dopo, tenendo ciascuno un secchio in mano. L'uomo aveva
anche un rotolo di sottile cordicella. Il viso era stato ripulito dal
sangue e sul capo aveva un largo cappello messicano per proteggersi
dai forti raggi del sole. Non c' bisogno di punti, disse.
Meglio. Mettiti un attimo alla pompa, ordin Ingram.
Jawohl, mein Fhrer." Agguant la maniglia della pompa e
si mise a girarla vigorosamente. Ingram lo guard per un attimo.
Chi era quel tizio, un buffone? Un idiota? E in fondo, che differenza
faceva? All'improvviso un'onda sollev sulla sua cresta
l'Orfeo. Ingram diede un'occhiata verso sud-ovest e riusc a scorgere
un punto bianco all'orizzonte, la velatura del Saraceno.
Warriner sembrava mantenere la stessa rotta. Che cosa significava?
Niente in particolare, pens. E in fondo non aveva alcun
senso cercare d'indovinare il comportamento di un pazzo.
Il portello di ventilazione delle cabine di prua era fissato
con un perno. Lo rimosse e apr il portello, che era sulla sezione
mediana proprio fra le due cabine. Gli altri due lo stavano
a guardare mentre tagliava due pezzi della corda fissandone
un'estremit al secchio. Quando ebbe finito, ne prese uno e lo
butt dentro cercando di farlo cadere di taglio in modo che s'immergesse
istantaneamente. Tir su il secchio pieno e lo rovesci
fuori bordo. Funzionava.
Bene, adesso passa la pompa a tua moglie, disse rivolgendosi
all'uomo. Tu puoi metterti qui.
L'uomo s'inchin verso la donna e disse, ironico: Mia cara,
ti cedo l'onore...
Oh, piantala! Lo redargu bruscamente lei, che senza perder
tempo si mise alla pompa. C'era qualcosa di strano fra quei
due, pens Ingram. Ma non aveva tempo per starci a pensare.
E in fondo non gliene fregava niente.
Pass il secchio all'uomo. Sai come immergere un secchio?
Beh, una volta ho svuotato una barca. Non che ne...
Prova, lo interruppe Ingram.
Il secchio cadde gi, si riemp per meno di un terzo, quindi
rimase a galla senza dar segno di affondare.
Cos ci vorr tutto il giorno per riempirlo, disse Ingram.
Guarda come si fa. Tir su il secchio, butt fuori bordo quel
poco d'acqua che c'era; poi lo riprese dal bordo, lo fece cadere
in acqua rovesciato e, nel momento in cui raggiungeva il filo
della superficie, diede uno strattone alla corda. Cos il secchio si
raddrizz e incontrando l'acqua si riemp subito senza lasciare
poi che il liquido si rovesciasse. Devi tirar su cinque o sei secchi
al minuto, aggiunse Ingram.
Credi che possa servire a qualcosa?
Non lo so, tagli corto lui. Ma se non ce la facciamo ad
asciugare tutto, preparati a indossare il costume da bagno e a
fare una bella nuotata. La costa pi vicina  a circa milleduecento
miglia.
Per Dio, mi hai davvero spaventato, per un attimo m'
sembrato di capire dodicimila.
Ingram se ne and senza rispondere; non voleva perdere le
staffe con quello stupido bestione.
Ancora pi a prua c'era un altro portello di ventilazione
fissato con dei morsetti a molla. Ingram li sganci col piede e
sollev il portello. Poteva vedere sotto l'acqua che si muoveva
da una parte all'altra, seguendo il lento rollio dell'Orfeo. Butt
gi il secchio, lo riemp e rovesci l'acqua fuori bordo.
Gi... strappo... tira... fuori... Cont i movimenti e si
accorse che impiegava nove secondi... Sei secchi al minuto,
venti libbre d'acqua al minuto... sei tonnellate all'ora... e
forse altrettanto ne buttava fuori la pompa... non c'era male.
Avrebbe presto saputo quanta acqua entrava e la velocit con
cui entrava, soprattutto. Se non riuscivano a svuotarla, e alla
svelta, erano spacciati. Non avrebbero potuto continuare tutti e
tre a lungo. Prima o poi avrebbero dovuto riposare e se si fosse
alzato del vento uno di loro avrebbe dovuto mettersi al timone.
C'era un'altra cosetta che doveva fare, ma prima diede
un'occhiata verso sud-ovest. Non c'era traccia del Saraceno.
Prese un pezzo della corda che era rimasta e fiss alla sartia
del pennone dell'albero maestro una striscia di cuoio rigido.
Lasci l'altra estremit libera. Poi prese il cannocchiale e pass
la cinghia intorno al collo.
Avrei bisogno di voi due per alcuni minuti, disse. Si avvicinarono
in fretta. Pensate di potercela fare a issarmi fino alla
formaggetta?
Certo. L'uomo guard su verso la cima dell'albero maestro.
Meglio te che me.
Perch non ci vado io? Chiese la donna. Sono la pi
leggera.
Ingram scosse il capo. Non  facile. Se lasci la presa dell'albero
anche per un solo istante potresti cadere e sfracellarti
sulla plancia.
Non che lui fosse tanto pi tranquillo: quella maledetta
barca rollava in modo cos irregolare da non poter prevedere
il contraccolpo. E ci sarebbero state due persone che neppure
conosceva all'altra estremit della corda. Se avessero mollato...
Beh, non ci voleva pensare.
Liber la cinghia in modo che scorresse.
Tirate lentamente. Vi dir quando fermarvi. Adesso girate
la corda intorno al tornante... questo qui. Lo indic a scanso
di equivoci. Fatelo un po' di volte in modo che si blocchi. Poi
tenete la cima in mano per tutto il tempo che resto su. Se girasse
a vuoto sul tornante, potete, tirando, bloccarla.
Sal sul cassero, pass le gambe oltre la striscia di cuoio che
accomod sotto alle cosce. Bene. Tirate. I primi sei o sette
metri non furono brutti. Ma pi saliva e pi forte diventava il
dondolio. Per fortuna, arriv finalmente sulla cima. Non era
posto per uno stomaco debole. Con le braccia strette all'albero,
sollev il cannocchiale. Lo schiacci contro il viso per poter
vedere meglio. Riusc subito a individuare il Saraceno. Non
aveva cambiato rotta. Warriner sembrava sempre diretto alle
Isole Marchesi.
Se aveva progettato di cambiare rotta una volta scomparso
dalla loro vista, non aveva motivo per aspettare ancora. L'Orfeo
era gi abbastanza distante: senza velatura alzata, i due alberi
risultavano invisibili, e Warriner poteva ritenersi al sicuro. O
forse era meno ingenuo di quanto pensasse? Era s un pazzo
malato di mente, ma non doveva per forza essere anche uno
stupido. Lo dimostrava la storia che aveva saputo inventare
sull'avvelenamento.
Il punto in lontananza scomparve poi riapparve. Rae era
ancora a bordo? Che cosa stava succedendo in quel momento, o
che cosa era successo fino a quel momento? Chiuse gli occhi per
un attimo e preg. Quando li apr e riguard nel cannocchiale,
il Saraceno era scomparso oltre l'orizzonte. Guard automaticamente
l'orologio per poter memorizzare l'ora. Erano le nove
e trenta. Lentamente lo fecero scendere.
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
Lontano, verso nord, delle nuvole in movimento annunciavano
l'avvicinarsi del vento, ma sulla barca si sentivano sospesi
nel vuoto, fra il mare calmo e il cielo limpido sulle loro teste.
L'aria sembrava cotone umido e tiepido e pesava su di loro,
immobile. Il sudore non evaporava. Formava una pellicola
luccicante su tutto il corpo, si radunava in una fossa, in una
ruga della pelle, e poi colava lentamente. La schiena gli faceva
male.
Gi... strappo... tira... continuava senza sosta. L'altro
uomo a bordo lavorava in silenzio, buttando fuori l'acqua con
la regolarit di una macchina, quasi a ritmo con lui, e si sentiva
il rumore della pompa. Era trascorsa pi di un'ora da quando
era sceso dal pennone. Da allora, non aveva pi scambiato una
sola parola con quei due. Non era stato necessario. Il problema
era molto semplice... o riuscivano a svuotare quella dannata
imbarcazione nel giro di qualche ora o erano spacciati. Se
l'acqua continuava a salire o rimaneva allo stesso livello, non
avrebbero avuto speranza di salvarsi, perch non potevano continuare
cos per l'eternit. E se si fossero fermati per dormire o
per la stanchezza, la barca sarebbe affondata inesorabilmente.
Si sentiva la bocca asciutta, la lingua secca. Si chiese se
a bordo avevano ancora dell'acqua dolce. Poi ricord che
Warriner non era assetato. Si raddrizz, guard verso poppa.
La donna era stanca; era evidente dall'espressione sul suo viso.
E l'uomo, bench non si fosse mai lamentato, doveva soffrire
parecchio per la ferita al capo. Si capiva dai suoi occhi, anche
se ancora mantenevano quell'espressione sarcastica.
Si avvicin alla donna, e prendendo la maniglia della pompa
le disse: Meglio che ti riposi. Bevi un po' d'acqua. Ma non
esagerare. Poi si rivolse all'uomo: Anche tu.
Ti porto un po' d'acqua, disse la donna allontanandosi
mentre lui si piegava sulla pompa. Torn subito con un recipiente
pieno d'acqua, una tazza e un pacchetto di sigarette.
Pos l'acqua sul cassero, accese una sigaretta e si sedette a terra
con la schiena appoggiata al fianco del cassero. Sul ponte non
c'era protezione dai raggi cocenti del sole e dentro il caldo
doveva essere soffocante e l'aria irrespirabile. L'uomo bevve e si
sedette con le gambe penzoloni.
Ingram continuava a pompare, spinto dal desiderio di fare
presto e di non stare con le mani in mano per paura dei propri
pensieri.
Mi offri una delle tue sigarette, tesoro? Chiese l'uomo.
La donna gli butt il pacchetto senza aprir bocca. Ne accese
una e chiese quindi a Ingram: Quanta benzina pensi che vi sia
rimasta a bordo?
Ingram non smise di pompare. Ad andatura normale ne
avr per centocinquanta miglia. Alla velocit con cui  partito,
poco pi della met... se non brucer prima il motore.
Diciamo quindi che potr fare all'incirca un centinaio di
miglia, continu l'uomo. La matematica non  il mio forte,
ma gli rester davanti ancora un bel po' di oceano, o sbaglio?
Non sbagli, rispose Ingram. E non potr contare su nient'altro
in un raggio di trentamila miglia quadrate.
Come ha detto Shakespeare, o forse Salmon P. Chase
- non ricordo bene: Il vento spira sugli stupidi e sui puri di
cuore. Non credi che se il vento spinger avanti noi, capiter la
stessa cosa anche a lui?
Ovviamente, intendevo niente pi benzina. Comunque,
tagli corto Ingram, sappiamo in che direzione  andato partendo
da qui. Sono salito sull'albero apposta per controllare se
avesse cambiato rotta. Non l'ha fatto, e procedendo in quella
direzione finir alle isole Marchesi. E per quanto ci riguarda,
l'unica speranza che abbiamo di salvarci  approdare alle isole
Marchesi. A questo punto, perch non seguirlo? E per seguirlo
dobbiamo assolutamente tenere questa bagnarola a galla. Ma se
hai qualche suggerimento migliore non tener conto di quello
che ho detto.
L'altro alz le spalle. Niente di meglio. Volevo soltanto
capire quante possibilit abbiamo di salvarci. Non molte,
vero?
Non molte, conferm Ingram. Non disse che avevano un
vantaggio su Warriner: prima o poi avrebbe dovuto riposarsi, e
questo significava che avrebbe dovuto decidere se rimanere solo
sul Saraceno o correre un rischio enorme.
L'uomo lo guard e, come se avesse letto nei suoi pensieri,
gli chiese: Eravate soltanto voi due a bordo?
Ingram fece cenno di s col capo.
Non si pu mai dire che cosa pu fare un pazzo, ma forse ci
sono delle speranze. Gli piace avere intorno una donna pronta
a compiangerlo.
Ingram desiderava solo una speranza a cui appigliarsi, ma
preferiva non illudersi: E rischierebbe di arrivare in porto con
un testimone pericoloso a bordo?
Il ragazzo agisce d'impulso. Passeranno giorni prima che
pensi a cosa potrebbe succedergli e nel frattempo sar ben felice
di avere una donna a cui raccontare le sue tristi storie.
La vuoi smettere? Esclam la donna, di colpo.
Ingram la guard sorpreso, prendendosi per la prima volta
il tempo di osservarla. Subito gli era sembrata piena di paura
e aveva creduto fosse nuda o quasi. Da quando era ritornato
a bordo non si era pi soffermato a guardarla, considerandola
soltanto come uno strumento che l'avrebbe aiutato a raggiungere
il Saraceno. Doveva avere circa trentacinque anni, forse
quaranta, ed era davvero una bella donna nonostante i capelli in
disordine e il viso sconvolto dalla stanchezza. Tra i capelli neri
c'era una ciocca grigia, e gli occhi bruni e grandi erano attraversati
da uno sguardo deciso. Indossava un paio di calzoncini
cortissimi e una camicetta bianca, che, nonostante fosse un po'
sporca, sul suo corpo abbronzatissimo, risaltava candida come
la neve. In altre circostanze si sarebbe soffermato a notare che
aveva delle gambe magnifiche, ma in quel momento si preoccupava
solo che si fosse riposata abbastanza per riprendere a
pompare. Si chiedeva il perch di quella evidente ostilit fra i
due; forse la causa era stata Warriner: ricordava bene lo slancio
con cui Rae lo aveva difeso. Forse aveva un fascino fatale sulle
donne pi anziane di lui. Rae aveva trentacinque anni. Allora,
per la prima volta, si rese conto che l a bordo avrebbero dovuto
esserci tre persone rimaste.
Che cosa  successo alla signora Warriner? chiese.
Dopo aver sposato il bel Hughie cosa pu succederle di
peggio?
La donna aspir il fumo della sigaretta guardando divertita
Ingram. Voglio solo chiarire una cosa. Non sono sposata con
questo bestione. Sono io la signora Warriner.
Ingram non disse nulla, ma la sua sorpresa doveva essere
evidente, perch la donna, divertita, aggiunse, rivolgendosi
all'altro uomo: S, sono io, lo confermi?
Alla mammina piacciono giovani e un po' pazzerelli, disse
l'uomo, e Ingram si convinse che qualcuno stava di nuovo
prendendolo in giro. Forse anche a quei due mancava qualche
rotella. Si present e aggiunse: Siamo partiti dalla Florida
diretti a Papeete.
Sono felice di conoscerti, Ingram, rispose lei. Mi dispiace
solo per le circostanze. Questa specie di essere umano qui con
noi  il signor Bellew. Se non riesci a capire perch mio marito
sia fuggito da bordo, puoi ora spiegartelo moltiplicando il
tempo della tua breve conoscenza di questo signore per i giorni
che  stato vicino a mio marito.
Ma i conti ancora non gli tornavano: E la signora
Bellew?
Bellew si volse verso la signora Warriner, gli occhi lucidi.
Perch non glielo spieghi, dolcezza? La mia versione dei
fatti non interessa a nessuno.
Estelle  affogata, disse. O forse  stata divorata da un
pescecane...
O  stata colpita in testa da qualcuno che passava di l!
Bellew tir un'ultima boccata dalla sua sigaretta e poi lasci
cadere il mozzicone nell'acqua che allagava la cabina. Quel
ragazzo l'ha uccisa.
 una bugia! La voce della signora Warriner era controllata
ma la furia traspariva dai suoi occhi.
Oh, non deliberatamente! Il caro, piccolo Hughie non
ucciderebbe nemmeno una mosca... a meno che qualcuno non
cerchi di ostacolarlo mentre cerca di mettere in salvo la sua
preziosissima pellaccia.
La signora Warriner perse un poco del suo controllo. E
se tu avessi fatto attenzione a quel che ti stava succedendo
intorno...
Smettetela! L'ordine di Ingram li fece smettere.
Ricominciate col vostro lavoro. Potrete litigare un'altra volta...
se ci sar un'altra volta!
Dopo uno scambio di occhiate feroci, si rimisero al lavoro.
Strani pensieri attraversarono la mente di Ingram. Che
specie di manicomio era quello? Con l'imbarcazione che stava
affondando doveva farli smettere di punzecchiarsi e spingerli a
salvarsi. E in ogni caso li avrebbe costretti a lavorare.
Che cos'era veramente successo ad Estelle Bellew? Non
gliene importava molto, ma era un modo come un altro per non
pensare a Rae. Nemmeno loro lo sapevano? Com'era possibile
che lei dicesse che si era trattato di un incidente e l'altro fosse
convinto si trattasse di un assassinio? Warriner era evidentemente
ossessionato da qualcosa che l'aveva portato alla pazzia.
O forse voleva soltanto scappare da Bellew? Doveva esser difficile
sopportare per ventisei giorni filati quel Bellew per un tipo
molto emotivo e con un fragile sistema nervoso... quel tizio
portava chiunque all'esasperazione. Ma perch mai - e proprio
non se lo spiegava - avevano deciso di partire tutti insieme per
una crociera del genere attraverso l'oceano Pacifico? Beh, forse
allora erano ancora amici e troppo inesperti per immaginare che
cosa possa significare rimanere per delle settimane intere a bordo
di una piccola imbarcazione fra cielo e mare.
Ma i suoi ragionamenti finivano sempre allo stesso punto.
Ora che cosa avrebbe fatto Warriner? E se era davvero malato
di mente, come poteva prevederlo? Da che parte cominciare?
L'avrebbe uccisa e buttata in mare perch poteva essere una pericolosa
testimone del fatto che aveva abbandonato tre persone su
un'imbarcazione che affondava? O, peggio, credeva di aver ucciso
Bellew? Forse, quando lo aveva colpito, Bellew era caduto rimanendo
a terra privo di sensi e lui, visto quanto era gi successo
con Estelle Bellew, aveva creduto di averlo ucciso. Quindi non
poteva tornare indietro, n lasciar sopravvivere una testimone
che avrebbe raccontato di come avesse abbandonato tre persone
in mezzo all'oceano. Ma era un ragionamento da persona sana
di mente, capace di una logica, dalla causa all'effetto, dal crimine
alla galera.
Non aveva gi dato prova di esserne capace? Aveva messo
insieme quella storia plausibile dell'avvelenamento da botulismo.
La risposta era che non c'era possibilit di stabilire nulla
di chiaro: poteva agire come previsto o in qualsiasi altro modo.
Anche uno psicopatico pu avere dei momenti di lucidit mentale.
Forse cerano dei momenti in cui sapeva quel che stava per
fare e altri durante i quali perdeva il contatto con la realt che lo
circondava.
Che cosa poteva concludere allora? Rae non avrebbe potuto
opporgli molta resistenza; era un ragazzo ben piantato, nel pieno
vigore delle forze. Non avrebbe potuto resistergli. E non cerano
armi a bordo... Si arrest. S, c'era il fucile. Era un automatico
a dodici colpi che aveva portato per andare a caccia in Australia
e in Nuova Zelanda. Ma era in un cassetto, con la canna a parte
avvolta in una pelle oleata; lo teneva in quel cassetto perch la
dogana, nei porti dove non era permesso tenere a bordo armi da
fuoco, lo potesse mettere sotto sigillo. Lei non sapeva niente di
armi da fuoco; sarebbe stata capace di inserire la canna e caricarlo?
No, non era quello il problema. Avrebbe avuto la forza di
usarlo? Sarebbe stata capace di sparare a un uomo? E se l'avesse
fatto, quali conseguenze avrebbe avuto su di lei quell'azione? Si
sarebbe svegliata piangendo nel mezzo della notte, tormentata
da incubi... Doveva smettere di pensare a cose tanto vaghe, di
cui non poteva sapere nulla; smetterla di tormentarsi inutilmente.
Era comunque fuori dal suo controllo. Doveva limitarsi a tirar
su l'acqua e a sbatterla fuori dalla barca.
Una mezz'ora dopo, due cose accaddero contemporaneamente.
Innanzi tutto l'acqua stava calando. Gli capit infatti pi
di una volta di battere il secchio sul fondo e di vederlo venir su
mezzo vuoto. Poi il vento sera finalmente alzato.
Era cos intento nel suo lavoro, che se ne accorse avvertendone
il soffio fresco sul viso. Alz lo sguardo verso ovest. Arriva il
vento, disse la moglie di Warriner.
Bene, le rispose. Continua a pompare, poi potrai metterti
al timone. Si mise subito al lavoro per sbrogliare le vele. Chiese
se c'era qualche altra velatura supplementare. Pi vele avesse
alzato e maggiore era la possibilit di far muovere quella bagnarola.
Ogni metro in pi poteva avere la sua importanza.
Fu la signora Warriner a rispondergli. S, c' un fiocco e una
randa di naiolo. Sono nel cassetto grande della sala nautica. Vuoi
che li prenda?
No. Li prendo io.
Ritorn in coperta poco dopo con in mano quel che aveva
cercato. Aggiunse anche quella velatura ed alz le altre. Il vento
le gonfi subito e l'Orfeo, lentamente, si mosse. Si mise al timone,
gir la ruota a dritta e mise la barca in linea con la spinta del
vento. La barca aument l'andatura. Controll la bussola: 220
gradi. Cerc di deviare la rotta, ma il massimo che pot furono
225 gradi. Oltre, non sarebbe pi stato in favore di vento. Non
era molto fuori della rotta che voleva seguire.
Chiam la moglie di Warriner. Puoi prendere il timone.
Bellew potr sostituirti alla pompa.
Lei si port nella timoneria. Bellew and alla pompa, una
volta tanto senza fare alcun commento. Il vento continuava a
spirare fresco. Durante quei momenti di intensa attivit aveva
dimenticato ogni brutto pensiero; ora, per, gli ritornavano
alla mente insieme alla rabbia per la sua impotenza. Si stavano
muovendo? Sembrava quasi di essere fermi. Con quel vento il
Saraceno avrebbe filato ad almeno cinque nodi, ma quella vasca
da bagno era gi tanto se si muoveva.
Chiese alla signora Warriner di lasciargli un attimo il timone.
Devi di dieci gradi; le vele si afflosciarono. Poi, con una virata
repentina, si rimise al vento; le vele si gonfiarono subito ma la
velocit non aument. Ripass la ruota alla signora Warriner.
Nemmeno se il vento si fosse presentato su ordinazione, avrebbero
potuto coprire pi di cinquanta miglia al giorno. Non che
ci avesse sperato molto, ma era comunque al di sotto di ogni
aspettativa. D'altra parte, con una ventina di tonnellate d'acqua
nella pancia, come potevano andare pi forte di cos?
Quand' che l'hanno tirata fuori all'asciutto l'ultima volta?
Circa otto mesi fa, quando l'abbiamo comprata.
Anche quello quadrava con il resto del racconto. Erano partiti
per una traversata di quel genere senza preoccuparsi di far
controllare prima lo scafo. Si diresse in sala nautica e cerc una
carta del Sud Pacifico. Anche se non sarebbero mai arrivati da
nessuna parte, era meglio sapere dove si trovavano. La posizione
precedente avrebbe dovuto esser stata riportata a giornale nautico,
ma non si fidava molto dei dati rilevati da quell'equipaggio. Si
mise quindi a calcolare la posizione tenendo conto come punto
di riferimento i dati che aveva rilevato lui alla mattina sulla sua
barca, calcolando approssimativamente lo spostamento.
Fece un segno con la matita sulla carta: 4,20 latitudine sud,
123.30 longitudine ovest. Le isole Marchesi erano a circa milleduecento
miglia ad ovest sud-ovest, le isole Galapagos a circa
duemila miglia oltre le Marchesi, e oltre le Galapagos nient'altro
che una sconfinata distesa d'acqua per migliaia di miglia. La
speranza di essere individuati da una nave di passaggio era vaga
e incerta.
Quanto a raggiungere il Saraceno, anche ammesso che riuscissero a rintracciarlo... Doveva guardare in faccia la realt. Era
gi oltre l'orizzonte, procedeva a sei nodi almeno all'ora. E finita
la benzina avrebbe potuto alzare le vele.
Il vento ha cambiato direzione, grid la signora Warriner.
And al timone. Devi la rotta. Il vento gonfi ancora le vele
e l'Orfeo riprese la marcia. La rotta era 245 gradi. Stava per passare
il timone alla signora Warriner, quando le vele si afflosciarono
e il vento cess. Rimasero in attesa. Era finito. Scomparso di
nuovo. L'oceano intorno a loro era piatto e calmo come olio. Non
si vedeva pi niente che lasciasse sperare in un alito di vento.
Cerano, molto distanti, delle piccole e leggere nuvolette, appese
al cielo immobili come fiocchi di cotone.
Avevano fatto meno di un miglio. Erano le dodici e dieci.
...
Le faceva male il capo. Giaceva su qualcosa di duro che
andava su e gi, si sentiva sbandare come quell'unica volta che
era stata ubriaca e aveva lo stesso senso di nausea. Avvertiva il
rombo di un motore e, coperta dal rumore, appena percettibile,
una voce che cantava. Era una vecchia canzone sentimentale
che aveva avuto un certo successo parecchi anni prima. Come
si chiamava? Ah, Charmaine. S, era proprio quella. Si gir sul
fianco. Una luce forte le batt sugli occhi chiusi e comprese subito
che si trattava del sole. Apr le palpebre e non pot trattenere
un lamento. Proprio davanti a s scorse delle spalle abbronzate e
una testa bionda. Nello stesso momento la testa si gir, sempre
cantando, e Hughie Warriner la guard preoccupato, e lei si sent
rassicurata. Poi lui le sorrise. Era un sorriso caldo e affettuoso,
che aveva qualcosa di fanciullesco. Cerc di gridare o di muoversi,
ma non ci riusc.
Lui smise di cantare. Bene, ti sei ripresa, disse. Sei almeno
un po' dispiaciuta per avermi costretto a colpirti?
...
.
...
CAPITOLO 6.
...
.
...
John non cera. Si riprese; la paura che l'aveva prima paralizzata
svan e il suo spirito battagliero ebbe il sopravvento. Grid
con tutta la forza che aveva in gola: Dove siamo? Dove stiamo
andando? Dobbiamo tornare indietro!
Warriner non le rispose. Non l'aveva nemmeno ascoltata.
Rae cerc di mettersi a sedere e fu assalita da forti giramenti di
testa. L'oceano le ballava intorno e si stese gi nuovamente combattendo
contro i violenti conati di vomito che le salivano dallo
stomaco. Chiuse gli occhi un istante e quando li riapr scorse
Warriner intento a studiare la bussola. Poi si sedette sul sedile
ricoperto dai cuscini, proprio vicino ai suoi piedi. Pos una mano
sulla caviglia sinistra, senza stringere, lievemente, come se avesse
voluto accertarsi della presenza fisica di lei.
Cerc di raggomitolarsi su se stessa, di portarsi pi in l.
Ma alle sue spalle c'era l'oceano. Era tagliata fuori. Non poteva
raggiungere nessun'altra parte dell'imbarcazione. Non c'era in
giro qualcosa con cui colpirlo, ammesso che ne avesse trovata la
forza.
La sua mano scivol dalla caviglia al piede nudo di lei. Glielo
accarezz. Alz il capo verso di lei. Hai dei piedi cos belli!
Disse.  cos raro che le donne li abbiano. Voglio dire, nascono
con dei bei piedi, ma poi fanno tutto il possibile per rovinarli.
Rimase a fissarlo atterrita.
Mi sono chiesto, qualche volta, se Gauguin non sia scappato
in Polinesia disgustato dai piedi delle sue modelle europee.
I suoi occhi s'immersero in quelli di lei con malizia, come se
le avesse confidato un segreto, e aggiunse, mezzo divertito:
Naturalmente questa  solo la tipica stupidaggine da raccontare
a un party.
Ascolta, disse Rae, riuscendo questa volta a mettersi a
sedere. Dobbiamo tornare indietro! Non lo capisci? Gira la
prua. Lascia che sia io a prendere il timone.
No, rispose lui, secco. Il sorriso scomparve. Diede una
leggera e petulante scrollata di spalle e guard avanti verso la
bussola.
Rae si volt e fiss con ansia il mare alle loro spalle. Di
quanto erano avanzati? Dapprima non riusc nemmeno a individuare
l'altra imbarcazione, poi scorse un punto all'orizzonte.
Da quella distanza non poteva vedere nulla e non sapeva che
cosa fosse successo a John. Sapeva solo che lui non era a bordo
e che si erano allontanati gi di tre miglia almeno e continuavano
ad avanzare minuto dopo minuto. Per John, lei era l'unica
speranza.
Si alz e afferr Warriner per le spalle. Torna indietro!
Dobbiamo tornare indietro!
Lui si liber dalle sue mani. Ti prego, Rae, devi per forza
gridare? Ti stai comportando in modo irragionevole.
Dio mio! Cerc di calmarsi; se si lasciava prendere dall'emotivit
non sarebbe mai approdata a nulla. Doveva essere
fredda, controllarsi. Ma come? Irragionevole? Ma non lo capisci?
Mio marito  rimasto su quella barca che sta scomparendo
laggi all'orizzonte! Non possiamo andarcene e lasciarlo l.
Annegher.
Warriner allontan l'intero argomento con un gesto della
mano, mormorando: Non annegher.
Ma la barca sta affondando...
Probabilmente non affonder. Comunque, l'ha deciso lui
di andare a bordo, no? Nessuno glielo ha chiesto. C' andato di
sua spontanea volont. Quindi  colpa sua. Si gir e la guard,
come stupito che lei non comprendesse l'evidenza di un fatto
cos ovvio. Quindi aggiunse, quasi stesse parlando a se stesso:
Il mio guaio  sempre stato che ho troppa fiducia negli altri.
Non intuisco mai le loro vere intenzioni, me ne accorgo solo
quando  troppo tardi...
Rae si ritrov a pensare che ormai non aveva alcuna speranza.
Se era impossibile comunicare con quell'individuo, che cosa
le restava da fare allora? Cercare di prendere il timone con la
forza? Anche nella sua disperazione si accorse della difficolt
di attuare un simile progetto. E se lo avesse nuovamente provocato,
c'era il rischio che tornasse a essere violento, e questa
volta avrebbe anche potuto ucciderla e scaraventarla fuori
bordo. Non era la paura di esser ferita o di rimanere uccisa
che la tratteneva, ma la certezza che adesso lei fosse l'unica
speranza per suo marito: solo rimanendo viva avrebbe potuto
aiutare John. Doveva provare, in ogni modo. Ma come? Trov
la risposta; non poteva far tornare indietro la barca, ma tanto
per cominciare poteva farla fermare. C'era sempre bonaccia e
forse avrebbe continuato cos per tutto il giorno. Se lei fosse
riuscita a fermare il motore, John avrebbe potuto raggiungerli
con la lancia. Ma per raggiungere il motore bisognava andare
sottoponte. L'avrebbe lasciata passare? Si alz reggendosi al
bordo e tenendo l'altra mano sullo stomaco; si trascin barcollando
fino alla sua altezza e mormor: Mi... mi sento male,
devo... andare di sotto.
Fece un gesto verso il bordo. Perch non l?
M'imbarazza davanti a te.
Certo, certo, disse comprensivo. Mi dispiace, non ci
avevo pensato.
Non si era resa conto della stranezza di quella conversazione
fino a quando non si trov sui gradini che portavano di sotto, e
allora si chiese se anche lei non stesse diventando matta.
Warriner non poteva vederla dal punto in cui si trovava. Il
motore era proprio sotto alla timoneria e vi si accedeva attraverso
un pannello mobile proprio in fondo alla cabina. Si avvicin,
e stava sollevando il pannello quando si accorse che non
poteva immaginare le conseguenze di quello che si accingeva a
fare. Avrebbe fermato il motore, ma poi come avrebbe fatto a
fermare Warriner? Che cosa sarebbe successo?
L'istante stesso in cui il motore si fosse fermato, lui sarebbe
corso gi per vedere che cosa stesse succedendo. E anche se
fosse riuscita a sabotarlo a dovere, in modo che avrebbe impiegato
parecchio a ripararlo, sarebbero comunque passate ore
prima che John arrivasse in suo soccorso. Doveva trovare un
posto sicuro dove rifugiarsi e barricarsi dentro. La saletta non si
poteva chiudere dall'interno. Ma la cabina di fronte aveva una
porta resistente e la si poteva bloccare da dentro. Senza contare
che l c'erano le casse delle provviste e poteva servirsene per
barricare la porta.
Doveva fare in fretta, per. Rimosse il pannello e fu subito
assalita dalla paura, sentendo che il rumore del motore, gi
forte, si faceva ancora pi forte. Se ne sarebbe accorto? Guard
su, aspettandosi da un momento all'altro di vederselo comparire
davanti agli occhi. Ma non accadde. Warriner sedeva quasi
sopra al motore e forse non percepiva la differenza di rumore.
C'era buio dentro, ma Rae trov un interruttore. Lo accese.
Il motore marciava da circa mezz'ora a pieno regime. Oltre
alle esalazioni normali, si aggiungevano l'odore e il fumo della
pittura bruciata per il surriscaldamento. Rae si sent nuovamente
assalire dai conati di vomito. Il motore era al centro
dello spazio e aveva alla sua sinistra la batteria di accensione e
quella di alimentazione. Poi c'era un banco con dei ferri e un
cassetto chiuso pieno di parti di ricambio.
Guard il motore alla ricerca di un punto vulnerabile da
attaccare. Sebbene un tempo fosse molto appassionata di macchine
sportive e avesse anche un'agenzia di automobili europee,
ne sapeva ben poco di motori a scoppio. Sapeva per che era
possibile fermare un motore o interrompendo l'alimentazione
o staccando le candele. C'era una minuscola valvola nel piccolo
tubo di rame che scendeva dal serbatoio alla congiunzione del
motore, ma chiudere quella non avrebbe risolto niente. Poteva
prendere un martello e spezzare quel tubo, ma tutta la benzina
si sarebbe rovesciata nella stanza trasformando la barca in una
bomba viaggiante. Poteva staccare un po' di quei fili che vedeva
nella parte anteriore. Forse era gi meglio, ma non perfetto:
Warriner ci avrebbe messo poco ad aggiustare il guasto. Allora
il suo sguardo cadde sul distributore. Fracassando quello, il
motore si sarebbe fermato e ci sarebbe voluto un bel po' di
tempo per aggiustarlo.
Poi ebbe un'idea migliore. Perch non togliere la capsula
che copriva i fili? Poteva nasconderla nella cabina; la macchina,
senza quella capsula, non poteva funzionare e al ritorno di John
l'avrebbe tirata fuori e non ci sarebbe neanche stato bisogno di
riparare il motore. Aveva visto John rimuovere spesso la capsula
per pulirla, disinnestando tutti i contatti. C'era soltanto da
staccare quei cinque fili e quindi sganciare i due mollettoni che
la tenevano fissa al motore. Ma staccato il primo filo, il motore
si sarebbe fermato. Lui sarebbe corso gi e gli sarebbe bastato
rimettere al suo posto la capsula.
Ebbe allora un'altra idea. Quante volte John le aveva raccomandato
di non lasciare nulla sulla scala? Chi scendeva, avrebbe
potuto inciampare in un oggetto posato sui gradini, specie
su quelli pi in basso: non vedendolo, rischiava di metterci il
piede sopra e rotolare a terra spaccandosi la schiena. And
nella cucinetta e prese dalla griglia sopra il lavandino tre pentole.
Le dispose in fila sul penultimo gradino, ben nascoste. Il
Saraceno non rollava tanto forte da farle cadere a terra subito.
Ci avrebbe messo qualche minuto; ed era giusto il tempo che
le serviva.
Si avvicin al motore. Stacc il filo al centro della capsula.
Il rombo cess improvvisamente. Rae si mise furiosamente a
staccare gli altri fili. Il secondo, il terzo, il quarto... stava staccando
l'ultimo quando una sbandata pi forte del Saraceno le
fece perdere l'equilibrio e cadde in avanti sul motore, scottandosi
l'avambraccio contro il tubo di scarico. Il dolore improvviso
fu troppo per il suo stomaco gi in subbuglio. Tutta la forza
le svan di colpo e cadde a terra vomitando sulle tavole di legno
che sostenevano il motore. Ud dei passi leggeri sopra di lei.
Forse non ce l'avrebbe fatta ad uscir fuori, ma doveva togliere
la capsula; non avrebbe pi avuto un'altra possibilit. Si tir
su e cerc a tastoni l'altro filo; riusc a trovarlo mentre un altro
conato di vomito l'assaliva. Liber il filo, mentre continuava a
vomitare, e riusc a sganciare le molle che lo tenevano fisso. La
capsula venne via. Si mosse verso l'uscita e mentre metteva il
capo fuori vide le gambe nude di Warriner sui gradini. Era in
trappola; ci aveva messo un secondo di troppo.
Il piede di Warriner s'infil in una delle pentole, facendogli
perdere l'equilibrio. Cadde gi nel clangore metallico delle pentole.
Se fosse riuscita a sorpassarlo prima che si rialzasse, forse
ce l'avrebbe fatta. Ma mentre passava, lui sporse un braccio e
l'agguant per una caviglia. Rae si liber, ma per lo sforzo and
a sbattere contro la parete. Si era piegato sul fianco e si stava
rimettendo in piedi. Approfitt di quel momento per riprendersi
e correre dentro la cabina, sempre stringendo nella mano
la capsula. Era dentro, era salva. Chiuse la porta, ma prima di
poter tirare il catenaccio, lui inizi a spingere dall'altra parte.
La porta si mosse verso l'interno. Si era appoggiata con il
peso di tutto il corpo alla porta, ma i suoi piedi scivolavano sul
pavimento. Senza qualcosa a cui attaccarsi per non venir spinta
via, non avrebbe potuto opporre molta resistenza. Non sarebbe
riuscita a ricacciarlo indietro ma non c'era ancora abbastanza
spazio perch lui potesse scivolare dentro; doveva cercare di
puntellarsi contro i sacchi che erano stati tolti dalla cuccetta,
e forse ce l'avrebbe fatta. Dall'altra parte poteva sentire il
rumore dei piedi sul pavimento che cercavano di posizionarsi il
meglio possibile per aumentare la pressione. Pass un minuto.
Sentiva le forze che diminuivano, le ginocchia cominciavano a
tremarle.
Aveva sempre la capsula stretta in mano. Doveva nasconderla...
fare in modo che lui non la prendesse. Nasconderla...
in quella posizione come faceva?... Poi, comunque, lui l'avrebbe
trovata. Sapeva che era lei ad averla e avrebbe solo dovuto
cercarla. No... era di plastica... se l'avesse buttata con forza a
terra si sarebbe spezzata... la pass nella mano destra e, con
tutta la forza che le rimaneva, la butt a terra. Rimbalz, due
o tre volte, poi si ferm in un angolo bene in vista e completamente
intatta. Entrando, sarebbe stata la prima cosa che
Warriner avrebbe visto.
Lui, fuori, non aveva detto una sola parola. Si sentiva soltanto
il rumore del suo respiro e lo scricchiolio delle sue scarpe sul
pavimento, e l'acqua che sbatteva contro la prua del Saraceno
sempre pi debolmente, man mano che l'imbarcazione perdeva
di velocit. Il silenzio di lui la terrorizzava. Non poteva resistere
a lungo; le sue gambe avrebbero ceduto a breve.
All'improvviso, si butt su un lato, lasciando libera la porta
che, sotto la spinta di lui, si spalanc, facendolo cadere a terra.
Con uno scatto rapidissimo, Rae raccolse da terra la capsula
del distributore e corse fuori verso la scala. Se fosse riuscita a
scappare senza farsi prendere, avrebbe potuto buttare la capsula
fuori bordo.
Era arrivata nella timoneria. Ud i suoi passi, quasi un millesimo
di secondo, poi sent le mani di lui sul suo collo. Si liber
dalla stretta e nello sforzo cadde a terra. Lui le fu addosso, ma
con un calcio riusc a farlo cadere lontano. Si rialz e corse
verso il bordo. C'era quasi arrivata quando le mani di lui si
strinsero nuovamente intorno al suo collo. Questa volta la rovesci
sui cuscini e la costrinse a rimanere gi, gli occhi inviperiti
fissi in quelli di lei.
Le mancava il fiato, le sembrava di non riuscire pi a vedere,
si sentiva soffocare... con un ultimo sforzo, tremando, sollev
la mano e fece volare via la capsula sopra la sua schiena. Non
sent il rumore che avrebbe fatto picchiando sulla plancia...
doveva essere finita in acqua, o forse non era gi pi in grado
di sentire.
Poi, stranamente, sent l'aria che le entrava liberamente nei
polmoni. Le mani avevano mollato la presa. Apr gli occhi.
Warriner si era messo a sedere con il viso rivolto verso il mare,
come se si fosse dimenticato di lei. Non poteva vederlo in faccia.
Si mosse cautamente verso la timoneria. Lui non ci fece
neanche caso. Poi si gir ancora una volta per vedere il suo viso.
E si rese conto di quel che stava succedendo.
La capsula del distributore stava affondando lentamente
nell'acqua limpida e lui la fissava affascinato, come la volta
prima aveva fissato la bottiglia. La sofferenza sul suo viso era
indescrivibile. Lanci un urlo e cadde in ginocchio, la faccia
sprofondata nei cuscini della panca.
Lei lo fissava immobile. La sua testa si scuoteva da una
parte all'altra, le mani contratte, e gridava: No, no! Non l'ho
fatto! Non avevo intenzione di farlo. La colpa  soltanto sua!
Si mise a piangere e il suo corpo era scosso dai singhiozzi.
Alla fine, Rae riusc a muoversi. Corse gi nella cabina,
chiuse la porta, tir il catenaccio e presa dalla frenesia si mise
ad ammucchiare casse di provviste contro la porta. Tremava ed
era madida di sudore. Quando ebbe finito si lasci cadere sulla
cuccetta e rimase l, immobile. Era terrorizzata, l'ansia per la
sorte di John le bloccava lo stomaco, non riusciva a respirare,
ma per il momento era salva. Senza un'ascia per sfasciare la
porta, Warriner aveva poche possibilit di entrare, e a bordo
non c'era un'ascia. Finch non si fosse levato un po' di vento, il
Saraceno non si sarebbe mosso nemmeno di un palmo. Tutto
quello che poteva fare era aspettare.
Al di l della porta non si udiva alcun rumore. Cerc d'immaginarsi
che cosa potesse essere successo a bordo dell'altro
yacht e l'unico mezzo per saperlo era parlare con Warriner, ma
lui era completamente pazzo. Quindi, sarebbe sempre rimasto
un mistero.
John aveva avuto il sospetto che ci fosse qualcosa di strano
in quel ragazzo. Se solo lei avesse fatto pi attenzione e non
lo avesse svegliato accendendo il motore... Beh, adesso non
serviva piangere sull'accaduto. Ma che cosa aveva trovato John
sull'altro yacht che l'aveva fatto correre fuori in quel modo per
buttarsi nella lancia? Un passeggero ammalato o ferito? Ma in
quel caso, perch tornare indietro solo? Un momento, pens,
forse aveva capito. Doveva aver scoperto la prova che Warriner
aveva mentito o che era un tipo pericoloso o matto, o tutt'e
tre le cose, e cercava di raggiungerla pi veloce che poteva,
preoccupato perch lei era rimasta sola con lui. Ma quali
prove aveva trovato?
Warriner aveva cercato di ucciderla; forse aveva gi ucciso
qualcuno. Adesso le era chiaro che non l'aveva aggredita per
riprenderle la capsula del distributore; nemmeno sospettava
fosse lei ad averla. Voleva solo strangolarla perch in qualche
modo lei aveva fermato il motore. E il suo terrore nel vedere
la valvola affondare non aveva nulla a che vedere con il fatto
che senza quella parte essenziale del motore sarebbe stato difficile
rimetterlo in moto. Forse non si era nemmeno accorto
di che cosa fosse. Come con la bottiglia: vedeva qualcos'altro
o qualcun altro al posto degli oggetti che affondavano.
Non l'ho fatto... Non avevo intenzione di farlo...
Rimorso? Terrore? Chiss. Ma l'intera storia delle morti
per avvelenamento doveva essere una bugia. Era possibile che
una disgrazia simile, e altrettanto spaventosa, fosse successa.
Forse lui ne era responsabile... Tese le orecchie. Si stava
avvicinando. Si mise a sedere e si rannicchi nell'angolo della
cuccetta. Aspettava l'urto della spalla di lui contro la porta.
Avrebbe resistito?
Si strinse le tempie fra le mani e cerc di resistere alla crisi
isterica che stava per travolgerla. Lui buss piano, educatamente,
e quasi piagnucolando la chiam: Rae?
Perch sei arrabbiata, mammina? Non volevo far del male al
gatto! Aveva lo stesso tono di voce di un bambino. Doveva
reagire, o sarebbe presto impazzita anche lei.
Warriner buss di nuovo e continu, con voce supplichevole:
Rae, vi prego, non volevo... Devi credermi! Io... io
ho perso la testa... credevo che anche tu fossi contro di me
e allora... Ma tu stai dalla mia parte, vero? Devi per forza,
tu sei come Estelle. Dal primo momento che ti ho vista, ho
sentito che mi parlavi proprio nello stesso modo in cui mi si
rivolgeva lei. Mi senti, Rae?
Non riusciva ad articolare una sola parola.
Rae?
Non ne era sicura, ma le sembr che stesse piangendo.
Poi, con voce leggermente alterata, disse: Beh, dopo tutto,
ti sei comportata in modo irragionevole. E stata colpa tua.
Si butt contro la porta e con la rabbia forsennata di un
bambino la colp ripetutamente con i pugni e la spalla. Anche
tu mi vuoi uccidere, vero? grid.
Poi, all'improvviso, nello stesso modo in cui era cominciata,
la furia scomparve. I suoi passi si allontanarono.
Lo sent muoversi nei vani vicini e poi ud dei colpi di
martello. Perlomeno non cercava di buttar gi la porta. Si era
accorto, John, che il Saraceno si era fermato? Si stava muovendo
verso di loro? Forse stava remando a tutta forza per raggiungerla.
Guard l'orologio. Erano le nove e trentacinque. Poteva
farcela. Forse in un'ora, magari anche meno.
Ma se gli era accaduto qualcosa mentre tornava a bordo dell'altra
barca? L'ultima cosa che aveva visto, prima che Warriner
la colpisse, era stato John che remava come un forsennato. No,
doveva avere qualcosa in cui sperare, altrimenti sarebbe impazzita.
Aveva fede nell'abilit, nella bravura di John; lui l'avrebbe
salvata; lui avrebbe trovato il modo di raggiungerla. Se l'altro
yacht stava affondando, con la sua esperienza di marinaio
avrebbe saputo rimetterlo a galla e raggiungere il Saraceno.
I suoi pensieri s'interruppero e si guard intorno meravigliata.
Le sembr di udire il rumore del motore che si accendeva.
Eppure non aveva appena buttato in mare la capsula del
distributore? Il motore scoppiett e poi si accese normalmente.
La barca si mosse.
Rae si butt a terra con la faccia nascosta nelle mani; si
sarebbe strappata i capelli per la rabbia: non aveva pensato
di controllare se ci fosse un altro distributore di ricambio!
Avrebbe dovuto immaginarlo. John detestava il motore sulla
barca a vela, ma diceva che, dovendo portarselo dietro, tanto
valeva tenerlo sempre in ordine per poterlo usare in caso di
emergenza.
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Gli avevano regalato la sua prima barca all'et di dodici
anni, e, a parte i due anni all'universit del Texas subito dopo
la guerra, aveva passato tutta la sua vita in mare, intorno alle
barche e alle navi, o almeno gran parte della sua vita di adulto.
Aveva comandato un rimorchiatore d'alto mare nel Messico,
aveva lavorato in operazioni di recupero in una mezza dozzina
di paesi ed in tre oceani, posseduto e comandato uno yacht da
noleggio nelle Bahamas e, fino a diciotto mesi prima, dirigeva
un cantiere di Puerto Rico. Aveva affrontato esplosioni e
incendi, mari in tempesta e cicloni, ma mai si era sentito cos
impotente.
Erano le 14,45. Con una maschera da sub sul viso si trovava
a qualche metro sotto la superficie del mare per controllare lo
scafo dell'Orfeo. Non sarebbe mai riuscito ad arrivare in porto.
E anche se continuavano a pompare, avrebbero solo ritardato
l'inevitabile.
Quando il vento aveva smesso di soffiare, si erano rimessi
tutti e tre al lavoro. Dopo un'ora di estenuante lavoro, erano
riusciti a far scendere l'acqua a un livello di circa dieci centimetri.
Aveva dunque concesso a quei due un po' di riposo e
intanto ne aveva approfittato per fare delle domande. Avevano
urtato contro un ostacolo? Forse un relitto o qualcosa del genere? Era
un po' difficile in mezzo al Pacifico, ma doveva pur
esserci una spiegazione.
Fu la signora Warriner a rispondere a quasi tutte le sue
domande.
No, disse. O almeno, se abbiamo urtato contro qualcosa,
non ce ne siamo nemmeno accorti.
Quando andavate con il motore, avete sentito qualche
vibrazione particolare? Avrebbe potuto trattarsi di una falla
nell'alveolo dell'asse portaelica.
La signora Warriner scosse il capo. No, nessuna vibrazione.
Comunque l'ultima volta che l'abbiamo usato  stato due
settimane fa.
Abbiamo consumato tutta la benzina alla ricerca dell'isola
di Clipperton, disse Bellew. Il principe Hughie, Navigatore
degli Oceani, diceva di sapere dove si trovava, ma c'era qualcuno
che, per fargli dispetto, continuava a spostarla.
Lei lo fulmin con lo sguardo, ma era troppo stanca per
rispondergli. Avete incontrato del brutto tempo, allora?
chiese Ingram.
No; per lo meno, niente di cos serio da mettere in difficolt
una barca come questa. Due giorni di maretta.
 stato dopo quei due giorni che vi siete accorti che
faceva acqua?
La signora Warriner fece cenno di s col capo. Penso di s.
Ma non  stata una cosa improvvisa. Un po' alla volta, giorno
per giorno.  soltanto in questi ultimi tre giorni che l'acqua
ha cominciato a superare il livello delle cabine.
Che tempo avete avuto in questi ultimi tre giorni?
Ci pens. Solo leggere brezze, mi pare. Ma l'altro giorno
c' stato un bel po' di vento e si ballava parecchio.
Ingram si rivolse a Bellew. Non appena hai ripreso fiato,
rimettiti alla pompa. Io mi butto sotto per tentare di vedere di
che cosa si tratta. Ti dar il cambio fra una mezz'ora circa.
Non pot pi resistere, e si trov a pensare a Rae. Era inutile,
la paura che le stesse accadendo qualcosa di terribile, se
non le era gi successo, tornava comunque ad assillarlo, prima
o dopo. Che speranze aveva? Ne aveva almeno una? Fai quel
che puoi e smettila di pensare, si disse.
Era andato di sotto e si era messo a controllare il fasciame,
prima di tuffarsi, per vedere se ci fosse una falla non visibile al
primo sguardo. Pi che altro era alla ricerca di una sconnessione
o qualcosa del genere che permettesse all'acqua di entrare in
continuit in abbondanza. Esamin il fasciame punto per punto
e non riusc a trovare nulla. La barca avrebbe dovuto essere
completamente vuotata. Ma la pompa da sola non ce la poteva
fare e i secchi non servivano pi, adesso che l'acqua era calata
sotto il pavimento delle cabine. Avrebbe per potuto sfondare il
pavimento proprio nel punto sotto i buchi dei portelli di ventilazione,
e cos avrebbe potuto immergere i secchi nelle sentine
asportando l'acqua che le riempiva. Ma non avevano un'ascia o
altri strumenti adatti per un lavoro del genere. I suoi occhi si
erano adesso abituati alla penombra. Si rimise allora a controllare
il fasciame punto per punto. Tir fuori il coltello e con la punta
saggiava le tavole del fasciame. Nella terza tavola centrale, la
lama del coltello si immerse come in un pezzo di pane. Si affrett
a controllare l'area intorno a quel punto ed ebbe cos l'amara
conferma: un'ampia superfcie del fasciame era completamente
marcia e l'acqua filtrava attraverso il legno spugnoso.
Era quindi andato sul ponte e aveva chiesto a quei due se a
bordo ci fosse una maschera da sub. Gliel'avevano data. Aveva
fissato una corda al bordo per facilitarsi la salita e si era buttato
in acqua.
Quanto avrebbe ancora resistito? Si chiedeva con ansia mentre
osservava la chiglia dell'imbarcazione. Era impossibile stabilirlo
con certezza. Tutto dipendeva dal tempo. Sarebbe bastata
una tempesta per affondarla in men che non si dica. Alcune
tavole pi sotto si erano sconnesse, perch i chiodi non facevano
pi presa nel legno marcio. Era da l che doveva passare gran
parte dell'acqua. Si port a galla e sal a bordo.
Bellew smise di pompare e gli si avvicin, contemporaneamente
alla donna. Hai scoperto qualcosa? Gli chiese la signora
Warriner.
Si tolse la maschera e fece cenno di s col capo. S. Ma non
ci si pu fare niente.
Allora sta affondando?
S. Non posso dire quanto resister ancora, ma non arriver
mai alle Isole Marchesi.
Qual  la causa? Chiese Bellew.
Una parte del fasciame  completamente marcia.  come
una malattia, forse determinata dalla mancanza di aerazione
interna; quando comincia in un punto, si allarga lentamente
e piano piano tutto il fasciame marcisce. Forse quando l'avete
acquistata era cos soltanto in qualche punto. Poi la macchia si
 allargata. Quei due giorni di tempesta devono aver sconnesso
delle tavole che i chiodi non tenevano pi insieme e l'acqua si
 rovesciata dentro.
E non c' niente da fare? Chiese la signora Warriner.
Niente, se non continuare a pompare.
Lei si sedette e accese una sigaretta. Spense il fiammifero
con un soffio e lo butt fuoribordo. Mi dispiace che ci sei
finito di mezzo anche tu.
Bellew stava involontariamente fissando la lancia ancora
legata al bordo dello yacht. Ingram cap quello che stava pensando,
ma non si prese nemmeno la briga di parlare; si limit
a far segno di no col capo. Milleduecento miglia in tre su una
lancia fatta per trasportare due persone per due o trecento metri
dalla banchina allo yacht... non era nemmeno da pensarci.
Bellew alz le spalle.  stata un'idea stupida. Quindi
aggiunse con gli occhi spenti. Ma penso che sar dura morire
in questo modo, lasciando dei conti in sospeso.
Non  sempre cos? Chiese Ingram.
Certo, immagino che a te piacerebbe almeno sapere che fine
ha fatto tua moglie; io muoio dalla voglia di passare ancora due o
tre minuti con quel ragazzo, Hughie. Alz le sue grosse mani, le
dita spalancate come se stringesse il collo di qualcuno. La signora
Warriner allontan lo sguardo disgustata. Ingram era dispiaciuto
per lei. Beh, adesso ritorna alla pompa, sbott secco.
L'altro obbed senza commenti. Guard le spalle potenti dell'uomo
che si allontanava ed ebbe la certezza che Bellew avrebbe
potuto uccidere un uomo con le sue mani. Il fatto che gli obbedisse
cos tranquillamente non era perch aveva paura di lui, ma
si rendeva conto che Ingram era un uomo di mare e sapeva cosa
stava facendo.
Ingram si sedette nella timoneria per rimettersi le scarpe che
si era tolto prima di buttarsi in acqua. La signora Warriner gli era
seduta di fronte. Che tipo  tua moglie? Gli chiese.
Perch? Quella domanda non gli piaceva; non aveva affatto
voglia di parlare di Rae con questa gente.
Se sapr comportarsi in un certo modo, non credo che lui le
far del male.
Vorrei poterti credere, comment lui, pacatamente. Ma,
in pratica, mi stai dicendo che tu non hai saputo come trattarlo?
Quando ho aperto la porta della cabina dove eravate rinchiusi
avevi l'aria di essere terrorizzata al pensiero che fosse lui.
I suoi occhi bruni lo fissarono apertamente, decisi: Le circostanze
sono diverse. Lui  convinto che noi due lo vogliamo
uccidere. Non era per me che avevo paura.
Ingram fece cenno di s col capo ricordando che Bellew
era pronto a spaccare la testa al ragazzo. Allo stesso tempo,
per, qualcosa lo disturbava. Quella doveva essere la cabina
dei Warriner. Allora, se Warriner era alla pompa quando aveva
avvistato il Saraceno, che diavolo ci faceva Bellew nella cabina di
lei? Forse, per, Warriner aveva assalito Bellew da qualche altra
parte e poi lo aveva trascinato privo di sensi nella cabina dove si
trovava la moglie. Alz le spalle. Che differenza faceva?
Si lascia prendere facilmente dal panico? Chiese la signora
Warriner.
No, rispose Ingram. Non credo che si lascer prendere dal
panico. Non  una ragazzina appena uscita dal college. Ha trentacinque
anni, ed  stata sposata due volte prima di sposarsi con
me. Gli uomini non sono una novit per lei. Non ha mai avuto
a che fare con uno squilibrato prima d'ora, ma si  trovata in
frangenti poco piacevoli altre volte ed  sveglia e fredda e impara
alla svelta. Ha cercato di lottare con lui per tenere il controllo
del timone, ma  successo tutto troppo rapidamente e ha agito
d'impulso. Se  ancora viva... La sua voce trem leggermente.
Se  ancora viva, non ci prover pi. Tenter di convincerlo con
le parole.
C' un'arma a bordo?
Ingram fece cenno di s col capo. Un fucile da caccia.
I loro occhi s'incontrarono nuovamente. Un brivido leggero
attravers il corpo della donna che guard la sigaretta stretta fra
le sue dita. Con voce lieve, chiese:
Potrebbe farne uso?
Non lo so. Come si fa a dirlo, fino a quando non ci si trova
in certi frangenti?
Sa che il nostro yacht sta affondando?
Tutto quel che sa  la versione di tuo marito: che l'imbarcazione
 piena d'acqua e che sta affondando. Adesso certamente
non sapr pi a cosa credere.
Ma rimane la possibilit, o probabilit, che noi stiamo davvero
affondando. E allontanandosi con la vostra barca saprebbe
di condannarti a una morte certa. Almeno, dovrebbe averci pensato.
Rimase in silenzio per un istante, poi chiese:  tanto che
siete sposati?
Circa quattro mesi. Eravamo in luna di miele.
Lei fece un cenno col capo. Io posso soltanto darti l'opinione
di un'altra donna che era, in effetti, anche lei in luna di miele.
Presto o tardi verr comunque il momento in cui dovr smettere
di pensare e sar semplicemente una questione d'istinto.
Forse non ricorda nemmeno l'esistenza del fucile a bordo.
O non sar capace di attaccare la canna, se avr la possibilit di
provarci.
Lasci cadere la conversazione e si alz. Il livello dell'acqua
era percettibilmente salito in quella mezz'ora. Disse a Bellew di
lasciare la pompa.
Lavorer io per un paio di ore. Non possiamo lavorare tutti
insieme e voglio farmi un'idea precisa di quanta acqua entra
svuotando soltanto con la pompa. Voi due  meglio che vi stendiate
sul divano a riposarvi. Ne avete bisogno.
Bene, accett Bellew. Si diresse verso la scaletta. Si volt e
chiese: Come che ti ha incastrato?
Ingram gli spieg brevemente come Warriner si era avvicinato
con la lancia ed era salito a bordo raccontando quella
storia. M'insospettiva il fatto che non avesse intenzione di
tornare a bordo, e che non volesse neanche mandare me. Ma
non avevo motivi tangibili per dubitare di lui e non potevo
certo forzarlo a fare qualcosa che non voleva. Cos quando 
andato a riposare ho deciso di venire a dare un'occhiata. Voi
non sapevate neppure che se nera andato?
No, rispose Bellew. Quando abbiamo sentito i tuoi passi,
abbiamo creduto che fosse lui. Non sapevamo che avesse avvistato
un'altra imbarcazione quando mi ha colpito per chiuderci
tutti e due nella cabina.  furbo il ragazzo! Sarei proprio contento
di incontrarlo almeno una volta prima della fine dei miei
giorni.
La voce della signora Warriner era piena di disprezzo. Sei
sicuro che ti abbia colpito proprio per questo?
E per quale altro motivo avrebbe dovuto farlo? Bellew si
gir su se stesso e s'infil sottocoperta.
Ingram alz le spalle e si mise al lavoro. La signora Warriner
rimase dove si trovava, di fronte a lui. Non ho sonno, disse
Ti dispiace se rimango a chiacchierare?
Niente affatto, disse lui.
Tir una boccata dalla sua sigaretta e guard il fumo che si
sollevava nell'aria. Capisco che tu non abbia voglia di parlare di
tua moglie in queste circostanze. Ma cerco di farmi un'idea di
lei. Non per ripetere le stesse cose pi del necessario, ma lei  la
chiave di tutto, perch sappiamo quel che succeder a noi, e sappiamo
che dipender da quel che avverr nelle prossime ore sulla
vostra barca. Hai detto che ha trentacinque anni, il che implica,
o dovrebbe implicare, una certa maturit.  bella?
S, disse Ingram. Molto bella.
Sorrise. Una domanda stupida da fare a un uomo appena
sposato.  bionda o bruna?
Bionda, rispose, continuando a pompare. O qualcosa di
simile. Ha i capelli fra il biondo e il castano ramato e gli occhi
verde mare. Gli zigomi alti, la carnagione fine, abbronzatissima.
 una donna forte e ha un buon senso dell'umorismo, che
forse le  stato indispensabile per sposare un tipo come me.
Non fare troppo il modesto, disse. Suonerebbe falso.
Ha figli?
No. Aveva un bambino, ma  morto per un attacco di
poliomielite.
Mi dispiace.  stato nel primo matrimonio?
Nel secondo. Il primo matrimonio  stato una di quelle
stupidaggini avventate che si fanno da ragazzi: c'era la guerra
e...
S, posso capire... Vai avanti.
Lei aveva appena diciott'anni e lui era un pilota dell'aviazione.
Dopo la guerra lui torn a studiare. Lei lavorava e
vivevano in una di quelle casette prefabbricate vicino all'universit...
sai come andava allora. Credo che fossero tutti e due
troppo giovani per il matrimonio; comunque cominciarono le
discussioni e dopo un po' di tempo si lasciarono. Lei torn
in Texas e poi divorziarono. Il secondo matrimonio  stato
diverso. Niente divorzio, il marito  rimasto vittima di un
incidente aereo.
Che et avrebbe oggi il bambino se fosse vissuto?
Sui dodici anni, credo.
Tua moglie riesce a farsi benvolere dai bambini?
Non lo so, disse. Non l'ho mai vista con dei bambini.
Ha un carattere affettuoso, mite, materno?
Scorse un'ombra di tristezza nei suoi occhi e rispose: S,
certo, ma ora che lui l'ha colpita non so come potrebbe reagire.
Non temere, lui se ne accorger comunque. Ha una specie
di radar per queste cose. Sa riportarle alla luce anche se
sono nascoste nell'angolo pi remoto del cuore. Aiutandosi
con il suo carattere, e con un po' d'intelligenza, penso che lei
potrebbe riuscire a manovrarlo, purch non si lasci prendere
dal panico.
Perch si  convinto che voi due volevate ucciderlo?
Crede che io sia l'amante di Bellew e che avessimo progettato
di far fuori lui ed Estelle. Non fece alcun tentativo
di allontanare lo sguardo. I suoi occhi erano adesso completamente
privi di espressione, ma indovinava il tormento che
la stava divorando.
Sfortunatamente c' qualche motivo perch la pensi
cos. Ed  colpa mia. Ho dato tutta la colpa a Bellew, in un
primo tempo, ma soltanto perch ero arrabbiata. Sono invece
responsabile anch'io di quanto  successo, almeno quanto lui,
anche se in modo completamente diverso.
A Ingram quella donna cominciava a piacere e ne era
sorpreso. Forse era abituata a prendersi la colpa di tutto. In
fondo tuo marito non  un bambino.  un uomo...
Il tipo di donne che lui attrae, o dalle quali  attratto,
non gli hanno mai dato occasione per diventarlo. E ormai 
troppo tardi.
Che cosa  successo? chiese Ingram.
Per un momento pens che lei non l'avesse sentito. Poi
disse:  un'ottima domanda e vorrei poterti rispondere.
In verit, ci che  accaduto lo si pu definire un tragico
incidente. Non  facile spiegare l'incidente, ma per farti
capire come possa averlo colpito cos duramente, bisogna
andare molto indietro con i fatti. Quando ti  capitato per
la prima volta di renderti conto che avresti potuto ritrovarti
tremendamente solo in un ambiente ostile? Voglio dire, senza
una donna disposta a tenerti tra le braccia, a dirti che tutto
andr meglio, che non meriti le critiche degli altri, che forse
la banca ha dimenticato di accreditarti l'ultimo assegno, che
il medico deve avere sbagliato la diagnosi, o - indietro negli
anni - che il maestro ti ha dato un brutto voto solo perch
non ha saputo capirti?
Non lo so, rispose Ingram. Probabilmente molto tempo
fa.
Esatto. Quando eri ancora molto giovane e ancora molto
disarmato, prima ancora di esserti stabilizzato - no, non
reso immune, nessuno riesce a esserlo - diciamo prima di
diventare pi... tollerante. A Hughie  successo per la prima
volta a ventotto anni di et, in mezzo all'oceano Pacifico. E
si  sentito cos perch  stato tradito dalla donna dalla quale
dipendeva, che lui vedeva come una madre.
Non sei un po' troppo dura con te stessa? Comment
Ingram.
No. Non credo. Lei fiss la superfcie limpida del mare.
Quando si accetta una situazione di cui si conoscono bene le
premesse, bisogna poi saper accettare anche le proprie responsabilit.
Sono stata io a scaricarlo.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Rimase in silenzio per un momento. Come poteva spiegare
la complessa personalit di Hughie a un uomo che lo aveva
veduto solo per alcuni istanti, in condizioni anormali, in mezzo
all'oceano, dopo aver subito per ventisei ore filate le snervanti
prese in giro di Bellew, e frustrato dai suoi stessi inutili tentativi
di aiutarlo? Come mostrargli lo spirito, il fascino, la sensibilit,
il talento genuino di quell'essere umano al di l del suo aspetto?
Per uno scherzo del destino, quando aveva incontrato
Hughie per la prima volta, poco pi di un anno prima, lui era
proprio a bordo di uno yacht. Era stato sull'isola di Rodi, e lo
yacht, una grossa e lussuosa imbarcazione che batteva bandiera
panamense, sembrava che fosse da sempre ancorato in quel
porto. Hughie vi viveva a bordo da solo e dipingeva.
Oh, lo yacht non era suo; era di un suo amico che gli permetteva
di viverci, aveva subito confessato con una franchezza
che non poteva fare a meno di affascinare una donna abituata a
sentirsi raccontare frottole da un continente all'altro. Era stato
soltanto pi tardi, troppo tardi infatti, che aveva appreso che
la sua franchezza non era stata completa, e che l'amico era in
realt una donna, una ricca americana divorziata che viveva a
Roma: Hughie, per usare un eufemismo, le teneva compagnia.
Quando aveva saputo la verit, era troppo tardi; ormai era
agganciata a lui. Inizi cos a immaginarselo come un giovane
pieno di talento ma troppo bello, rovinato dal costante successo
che otteneva fra le donne, di volta in volta in veste di consigliere,
protettrici, patronesse dell'arte e cos via: una serie di donne
che con una scusa o con l'altra cercavano di portarselo a letto. E
quando aveva incominciato a sospettare della debolezza del suo
carattere aveva fatto un'ulteriore scoperta: Hughie non era il
ragazzino che sembrava, aveva ventisette anni e non venti come
lei aveva creduto. E comunque ormai di una cosa era sicura: si
era innamorata di lui.
Aveva quarantanni ed era vedova da due; si era ripresa
dal dolore e l'unica cosa che provava era la noia dell'esistenza
da sola. Era andata nuovamente in Europa. Aveva una serie
di amici, per cui volare dal polo all'equatore era una cosa di
normale amministrazione, sempre sparsi in tutte le parti del
mondo: Londra, Parigi, Antibes, Firenze, Roma e Dio solo
sa dove, ma aveva evitato di andare a trovarli. Era andata a
Istanbul, poi ad Atene e quindi a Corf. Poi, da l, era approdata
a Rodi per un soggiorno di quattro giorni. Era arrivata a
Rodi intorno alla met di luglio, aveva incontrato Hughie e i
quattro giorni erano diventati una settimana, poi dieci, infine
un mese.
Fa il pittore, continu a raccontare.  bravo. E, se avesse
avuto un'occasione, avrebbe potuto diventare un pittore importante.
Non  colpa sua se le donne non lo lasciavano mai in
pace...
Se sbaglio, la interruppe Ingram, mi pare che nulla
avvenga mai per colpa di Hughie.
Assorta, lei gli fece un cenno col capo. In un certo modo, 
vero... a voler semplificare. Ma ci sono dei buoni motivi. Non
voglio forzare le cose a suo vantaggio, credo davvero sia stato il
modo in cui lo hanno allevato. La sua infanzia  stata difficile.
Negli ultimi diciassette anni ha incontrato suo padre soltanto
una volta, e per pochissimo. Anche se non me ne ha mai parlato
direttamente, penso che Hughie ne avesse paura, e soprattutto
per colpa della madre. Di sicuro il quadro che si desume
dalle poche cose che mi ha raccontato  di una tale crudezza e
brutalit da sembrare davvero poco obiettivo. Suo padre era, o
piuttosto , l'editore e il proprietario di un piccolo quotidiano
del Mississippi, un ex giocatore di rugby che ha frequentato una
delle universit del Sud: uno di quei tipi che sembrano interessati
solo al bere, alle donne facili, al razzismo e alla caccia alle quaglie.
Ce l'aveva a morte con suo figlio perch sembrava pi interessato
a disegnare gli animali piuttosto che a ucciderli. Pu anche darsi
che tutto ci sia vero, nonostante suoni un po' caricaturale, ma di
sicuro la madre deve aver contribuito a dipingere questo ritratto
del padre. In ogni caso, quando Hughie aveva undici anni, i suoi
genitori si sono separati e hanno divorziato. Sua madre, che
aveva un po' di quattrini per conto suo, l'ha portato con s in
Svizzera. Ha iscritto il ragazzo a una scuola privata di Losanna
ma l'ha sempre costretto a vivere con lei nella villa che aveva
affittato. Non si  mai risposata. Quella donna era molto legata
al ragazzo, che cresceva cos sotto la sua influenza, in quella
malefica atmosfera, adesso-che-io-ho-fatto-tanto-per-te-non-
mi-vorrai-lasciare, vero? Dopo la scuola in Svizzera, Hughie ha
frequentato per due anni la Sorbona e poi ha iniziato a studiare
arte, sempre vivendo con la madre, che  morta circa cinque o sei
anni fa. Erano rimasti dei soldi, ma non abbastanza da permettergli
di poter vivere della sola pittura. Comunque... sorrise con
una punta di amarezza, l'Europa pullula di donne di mezza et
ansiose di aiutare giovani artisti, specie se uno  un bel ragazzo,
cortese e di buone maniere, e non ha certe brutte abitudini come
tagliarsi le orecchie o perdere troppo tempo a dipingere.
Fece un gesto brusco con la mano, come annoiata dal suo
stesso racconto. Mi dispiace. Mi hai chiesto dell'incidente.
Come ho gi detto,  difficile da spiegare come pu essere andato.
Fortunatamente conosci la nostra imbarcazione, e questo
dovrebbe essermi d'aiuto. Hughie e io occupavamo la prima
cabina e i Bellew la seguente...
Ingram l'interruppe. Ma prima di tutto, chi  Bellew?
Mi sembra non c'entri molto con una coppia come voi.  un
amico o un vicino di casa a Santa Barbara?
Io non sono di Santa Barbara rispose. Sono di San
Francisco. A Santa Barbara abbiamo comprato lo yacht e
siamo partiti di l. Tolse una sigaretta dal pacchetto e la porse
a Ingram.
No, grazie, disse lui.
Non fumi?
Soltanto sigari. Avrebbe voluto averne uno con s, ma non
era certo la prima cosa che avrebbe chiesto se avesse potuto
esprimere un desiderio.
E di Bellew che cosa mi dici?
 uno scrittore. Quindi, vedendo lo sguardo sorpreso di
Ingram, sorrise debolmente. No, non del genere di Proust o
Henry James.  uno scrittore specializzato; scrive articoli per
delle riviste di caccia e pesca.
Un attimo. Ingram corrug la fronte. Bellew? Russel
Bellew? Credo di aver letto qualcosa di suo. Un articolo sulla
pesca del pesce spada, corredato di magnifiche fotografie, se
ricordo bene.
Le foto sono di sua moglie. Era una vera artista con la
macchina fotografica.
Ingram smise un attimo di pompare e si avvicin all'ingresso
per guardare dentro alla cabina. Nonostante il suo vigoroso
lavoro alla pompa, l'acqua saliva ancora.
Aveva un'espressione cupa mentre si riavvicinava alla
pompa.
Lei accese la sigaretta e gett il fiammifero fuoribordo. 
salita? chiese.
S, rispose. Era una donna molto calma; e, in quel senso,
anche Bellew. Meglio cos. Almeno non aveva a che fare con
due isterici. Naturalmente, non voleva dire ancora niente, non
si poteva certo prevedere come si sarebbero comportati in
seguito. E a dire il vero, non poteva nemmeno prevedere come
si sarebbe comportato lui stesso.
Ma possiamo tenerla a galla ancora un po', vero?
S, rispose, per ora.
Ma non per molto?
Non so per quanto ci riusciremo. L'unica cosa di cui sono
certo  che la situazione non potr affatto migliorare: diventer
sempre peggio. Se poi si alzer una tempesta, la barca non
resister a lungo. Ma, sperando che non arrivi una tempesta,
dovrebbe farcela ancora per una settimana almeno... La sua
voce divenne debole, quasi svan.
Lei lo guard interrogativamente. C' qualcos'altro?
C', continu lui pensando che non fosse il caso di tenerle
nulla nascosto, che anche se riuscissimo a rimanere a galla
pi di una settimana, saremmo comunque fuori dalla rotta
dei mercantili. E anche se qualche nave di passaggio ci individuasse
col radar, non possono certo immaginare che siamo in
difficolt. Cos, come hai detto prima, l'unica nostra speranza
 Rae; forse riuscir a convincere tuo marito a girare la prua.
Se ce la far, saremo salvi. La seconda probabilit  che riesca
a prendere il controllo dell'imbarcazione in qualche modo.
Prima o poi anche lui dovr pur dormire, riposarsi, oppure...
si arrest, incerto.
Lei continu per lui: Oppure potrebbe ucciderlo. Vai pure
avanti.
Se poteva parlarne lei, non cerano allora ostacoli nemmeno
per lui. Giusto, disse. Ma anche se Rae riuscisse a prendere
il controllo della barca, potrebbe non trovarci. Ormai ci hanno
perso di vista, e a meno che non abbia segnato la rotta, non potr
tornare indietro, perch non sapr in che direzione  indietro'.
Senza contare la velocit a cui stanno viaggiando ora... A questo
punto avranno gi percorso un bel po' di strada e presto saranno
senza benzina; senza vento, non ci sar modo di procedere.
E potrebbe volerci qualche giorno. Cos, se Rae vuole trovarci,
deve riuscirci entro le prossime dodici ore, altrimenti saremo
troppo lontani perch possano esserci delle speranze. Non potr
nemmeno prendere contatto con la terraferma perch il radiotelefono
di bordo non ha tanta portata, n con eventuali navi di
passaggio alle quali chiedere soccorso, perch le radio delle navi
sono sintonizzate sui cinquecento chilocicli e non sulla lunghezza
dei radio-telefoni. Ci sono dei fanali di emergenza a bordo?
Delle lampade a olio? Dobbiamo accendere delle luci nel caso ci
cercasse questa notte.
Abbiamo delle torce elettriche, di quelle grosse a raggio
molto lungo.
Bene. Serviranno. Ne fisseremo qualcuna all'albero maestro
e si vedranno anche da molto lontano.
Non ci avevamo pensato. Sono felice... si interruppe.
Che?
Stavo quasi per fare l'imperdonabile gaffe di dire che sono
felice che tu sia qui. Diciamo che in altre circostanze... Posso
sostituirti alla pompa adesso?
Sicura di non volerti riposare?
S.
Bene. Mettiti qui e io ricomincio a buttar fuori acqua col
secchio.
Si port vicino al portello aperto. Prima di far cadere il secchio,
guard le nuvole scure che si stavano ammassando all'orizzonte,
verso nord-est. Avevano un aspetto molto brutto, ma
erano lontane. Era meglio comunque tenerle d'occhio.
...
Il Saraceno vibrava per l'urto del mare contro la sua prua sotto
la spinta potente dell'elica. Nella piccola stanza dove si trovava,
l'aria si era fatta irrespirabile. Rae Ingram era assetata e sentiva
il gusto acido che le era rimasto in bocca dopo essersi sentita male.
Era seduta sulla cuccetta e fissava incredula la porta barricata.
Doveva essere impazzita anche lei; il paradiso non poteva essere
diventato quell'incubo nelle poche ore trascorse dal mattino,
quando, all'alba, si era immersa nuda nelle acque dell'oceano e
John, vedendola riemergere dai flussi salati, le aveva versato una
pentola d'acqua dolce sul capo dicendole che l'amava. Era tutto
cambiato in sole tre ore. Guard l'orologio. Erano le 9,50. Da un
quarto d'ora Warriner aveva rimesso in moto la macchina.
Cerc di concentrarsi. Era al sicuro da qualsiasi attacco, per
il momento; finch il Saraceno marciava avrebbe dovuto stare
al timone. Inoltre, Warriner diventava pericoloso solamente
quando si cercava di ostacolarlo. Ma non era importante.
Doveva fermarlo. Non c'era modo di fermare il motore, adesso.
Ricord quei colpi di martello che aveva udito prima; aveva
inchiodato il portello d'accesso al motore, e lei non avrebbe
pi potuto entrare, almeno non senza fare rumore. Pazzo o no,
aveva preso qualche precauzione ed era pi semplice che tentar
di chiuderla l dentro. La porta si apriva all'interno e non esisteva
esternamente alcun gancio per fissarla.
Allora? L'unico altro modo per fermare il motore era di
schiacciare il pulsante di arresto sul cruscotto nella timoneria.
Era gi un po' che marciavano a pieno regime. Ormai erano
lontani... si erano lasciati l'altro yacht alle spalle, laggi oltre
l'orizzonte... (come aveva detto che si chiamava? Ah, Orfeo...)
e John non avrebbe pi potuto raggiungerli. Doveva in qualche
modo prendere il controllo dello yacht e portarlo indietro... I
suoi pensieri si interruppero bruscamente, e si sedette sulla
cuccetta sentendo una scossa fredda lungo la schiena.
Tornare indietro? Indietro dove?
Aveva dimenticato che non aveva alcuna idea della rotta
che avevano seguito da quando avevano lasciato indietro l'altro
yacht. Per prima cosa doveva quindi apprendere la rotta che
avevano seguito. Ma come?
La risposta le venne quasi immediata. In uno dei cassetti
sotto la cuccetta dell'altra cabina, c'era una bussola portatile. Si
alz e si mise a togliere furiosamente le casse che barricavano
la porta. La cabina principale era vuota.
Le ci volle un minuto. Si avvicin al lavandino, e vers
silenziosamente una tazza d'acqua che bevve con avidit. Aveva
indovinato: Warriner aveva inchiodato il portello d'accesso al
motore. Trov la bussola. Tenendo sempre d'occhio la porta
d'accesso dall'esterno, la sollev, prese una matita e un blocco
di carta e ritorn al suo posto.
Stava per chiudere la porta, quando le venne un altro pensiero.
Visto che poteva raggiungere l'altra cabina, perch non
tentare di usare il radio-telefono? Se avesse fatto un po' di
attenzione, lui non se ne sarebbe accorto. Valeva il rischio.
Warriner aveva detto che il radio-telefono dell'Orfeo era
fuori uso, ma poco prima aveva ammesso di aver tentato di
chiamarli con l'apparecchio di bordo senza riuscirci. Forse non
era completamente inutilizzabile.
Si avvicin cercando di fare il minimo rumore possibile. Se
fosse riuscita a mettersi in contatto con l'Orfeo avrebbe potuto
sapere come stava John, che cosa gli era successo, la posizione
dell'altro yacht... avrebbe potuto rassicurarlo che stava bene.
Accese la radio ed attese qualche istante che le valvole
si scaldassero. Stacc il microfono e schiacci il pulsante.
Funzionava.
Saraceno ad Orfeo, mormor anche se sapeva che non
c'era bisogno di dire nulla. Vedendo il radio-telefono dell'Orfeo
entrare in funzione, John avrebbe subito capito chi stava
chiamando. Non c'era nessun altro nelle vicinanze. Qui parla
il Saraceno. Saraceno chiama Orfeo.
Lasci il bottone e ascolt. Attese trenta secondi, quaranta.
Nessuna risposta. Tent ancora. Niente. Saraceno chiama
Orfeo, Saraceno chiama Orfeo, insistette.
Chiam ancora un paio di volte. Riappese il microfono,
spense la radio, ritorn sconsolata nella cabina; ora desiderava
non aver nemmeno pensato alla radio.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
Aveva comunque la bussola. Doveva sistemarla in un punto
piano e fissarla in modo che il rollio non la muovesse disturbandone
la lettura. Fiss la bussola fra la cuccetta e la paratia
usando un sacco per le vele per riempire gli spazi vuoti. Si mise
a leggere le indicazioni. Il quadrante della bussola segnava 227
gradi. E poi 228... 229... 228... 227... 226... 226... 225...
224... 223... 224... 225... 226... 226... 226... Dopo due, tre
minuti il quadrante continuava a segnare fra i 220 e i 231 gradi,
per lo pi fra i 223 e i 229. La rotta che Warriner stava seguendo
doveva essere 226 gradi. Prese il blocco e annot:
Ore 10,14; 226 gradi; velocit stimata 6 nodi.
Sarebbe stato sufficiente, pens. Sapeva che quella rotta era
approssimativa. John le aveva spiegato i misteri delle bussole
magnetiche. La bussola della timoneria aveva delle barre di un
metallo speciale per compensare le deviazioni magnetiche provocate
dal ferro di bordo. Quella che lei aveva appena utilizzato
era invece soggetta al magnetismo di bordo e quindi certamente
deviata. Ma se fosse riuscita a tenerla ferma in quella posizione,
avrebbe almeno potuto verificare gli spostamenti; nel caso le si
presentasse poi l'occasione di tornare indietro, le sarebbe bastato
portare la barca in posizione di 226 gradi e verificare la rotta
vera sull'altra bussola, correggendo tutti i dati seguenti, in base
al primo. Sarebbe cos riuscita a tornare indietro e a rintracciare
John. Purch non fosse gi troppo lontano.
Per un po' si concentr su quei problemi minori, dimenticando
quelli pi importanti.
Se fosse mai riuscita ad impadronirsi dello yacht... purch
non fosse troppo tardi... Ma come avrebbe fatto ad entrare in
possesso dell'imbarcazione?
Aveva gi visto che era impossibile cercare di farlo ragionare.
E cercare di contrastarlo con la forza, era anche peggio.
C'era poi il pericolo che prendesse ogni cosa come un complotto
contro di lui. E allora avrebbe perso completamente
il controllo di s, e sarebbe stato capace di ucciderla; magari,
poi, qualche minuto pi tardi ne sarebbe stato addolorato, e
avrebbe versato calde lacrime di pentimento sul suo cadavere.
Certo non una grande consolazione per lei. E cos non sarebbe
mai riuscita a salvare John. Qualsiasi cosa decidesse di tentare,
doveva aver successo al primo tentativo.
Prima o poi Warriner avrebbe pur dovuto riposare. Allora
lo avrebbe legato, avrebbe girato la prua e sarebbe andata a
cercare John. Cerc di pensarci pi attentamente. In primo
luogo, non era cos semplice legare un uomo mentre dormiva.
Se ne sarebbe accorto subito e si sarebbe svegliato. Avrebbe
allora dovuto colpirlo alla testa con qualcosa. Ma, a parte essere
contro la sua natura, non aveva la pi pallida idea di come fare.
Senza contare che Warriner non sarebbe stato cos stupido da
mettersi a dormire senza prendere prima qualche precauzione.
Gli sarebbe bastato bloccare la porta della coperta e lei sarebbe
rimasta chiusa di sotto.
La terza obiezione fu quella che smont definitivamente il
suo piano: nel momento in cui Warriner fosse andato a dormire
sarebbe stato ormai troppo tardi per tornare indietro. Rae
sapeva sulla follia le poche banalit che sanno tutti; ed era consapevole
del fatto che una persona psicologicamente disturbata
pu, in certi casi, sviluppare una straordinaria resistenza fisica;
ossessionato com'era, Warriner avrebbe aspettato di crollare sul
pavimento o di finire la benzina prima di fermarsi.
Quanta benzina avevano? Con un pieno si facevano circa
duecento miglia di crociera. Avevano riempito il serbatoio
partendo da Panama e poi ogni giorno John aveva messo in
funzione il motore per brevi periodi in modo da mantenerlo
efficiente.
Grosso modo, un totale di una decina di ore in diciannove
giorni. Alla velocit moderata che teneva John, usando il motore
dovevano aver percorso circa quarantacinque, cinquanta
miglia. Cos, tenendo la normale velocit di crociera, avrebbero
avuto benzina sufficiente per circa centocinquanta miglia o
per trenta ore di navigazione. Ma Warriner stava spingendo il
motore al massimo, aumentando tremendamente il consumo di
combustibile. Non ne era completamente sicura, ma le sembrava
di aver sentito John dire che per un solo miglio di velocit
in pi raddoppiava quasi il consumo. Quindi, restavano solo da
quindici a diciotto ore, a sei nodi. E, contando che viaggiavano
dalle nove della mattina, avrebbero dovuto fermarsi tra mezzanotte
e le tre, dopo aver percorso da novanta a centodieci
miglia.
E allora?
Non c'era granch da aggiungere: considerata la distanza che
la separava da John, non lo avrebbe mai pi ritrovato.
Finita la benzina, anche supponendo che Warriner non fosse
abbastanza prudente da chiuderla di sotto, e ammesso che lei riuscisse
a legarlo, avrebbe dovuto tornare con le vele, e da sola come
poteva farcela? Una cosa era ritrovare la rotta stando al timone
e avanzare poi col motore. Ma come avrebbe potuto occuparsi
delle vele, del timone e della rotta contemporaneamente? Poi,
per cercare il vento avrebbe dovuto spingersi spesso fuori rotta, e
ritrovarla non sarebbe stato affatto uno scherzo. Avrebbe girovagato
per tre, quattro giorni e probabilmente si sarebbe ritrovata
disperata, anche lei in preda alla pazzia. Al tramonto sarebbe
stata al limite, e a quel punto sarebbero svanite tutte le speranze
di tornare indietro. Questo perch, una volta consumata gran
parte della benzina a disposizione, non ce ne sarebbe pi stata a
sufficienza per ritornare al punto di partenza.
Doveva riuscire a ritrovare John prima del tramonto.
Il tramonto. All'improvviso, e in modo tanto realistico da
costringerla quasi a balzare in piedi gridando, le apparve davanti
agli occhi il viso contratto di John che lottava per mantenersi a
galla in mezzo ai flutti. Una lotta disperata, senza nemmeno il
giubbotto di salvataggio. Una volta lui le aveva detto che se ci si
trova a naufragare da soli in mare aperto,  meglio essere senza.
Si affoga prima.
Rae tremava come una foglia e aveva la fronte madida di
sudore mentre le lacrime le scendevano lungo le guance. Poi di
colpo si alz in piedi, tolse le casse che ostacolavano la porta,
agguant un grosso scalmo che giaceva tra le corde e si lanci
decisa verso la porta. La stava gi aprendo, quando un barlume
di ragionevolezza la trattenne. Si butt allora singhiozzando
sulla cuccetta.
Poteva contare su un solo tentativo. Non doveva sprecarlo.
Warriner era giovane e aveva i riflessi molto pronti. Per quanto
rapidamente lo avesse sorpreso nella timoneria, non sarebbe mai
riuscita a colpirlo prima che lui avesse il tempo di reagire.
E avrebbe decretato cos la sua fine, e quella di John. Doveva esserci
un altro modo. Doveva esserci. Dio, Dio, perch si sentiva
cos impotente!
A quel punto si ricord del fucile.
Sapeva che era in due pezzi e che John non lo aveva mai
montato. Di tanto in tanto controllava che non fosse intaccato
dalla ruggine. Aveva intenzione di andare a caccia in Australia
o in Nuova Zelanda. Nello stesso cassetto cerano anche due
scatole di cartucce...
L'idea non le piaceva affatto. Non ne sarebbe stata capace.
Non avrebbe neanche dovuto pensarci. E poi non sarebbe servito
a nulla minacciarlo col fucile. Un pazzo non ha paura di un fucile.
Stringeva ancora il grosso scalmo di ferro per il fissaggio delle
sartie. Era stata la classica arma dei bucanieri. Forse se gli si fosse
avvicinata piano sarebbe riuscita a colpirlo. Forse, se gli si fosse
avvicinata fingendo indifferenza lui non l'avrebbe assalita...
Avrebbe potuto, prima, cercare di capire da lontano quali
erano le sue intenzioni e poi avvicinarsi. Doveva nascondere
bene lo scalmo, ma tenerlo a portata di mano. Fece una
prova. Si sollev la camicia e infil lo scalmo nei calzoncini.
Camminando, per, si sarebbe notato il rigonfiamento. Il posto
pi adatto era dentro alla camicia, che essendo ampia lo avrebbe
nascosto bene. Un'estremit sotto l'ascella e l'altra appena
infilata nei pantaloni, per tenerla immobile. Poteva raggiungerlo
rapidamente, senza che se ne accorgesse. Cercando di
respirare normalmente, apr la porta e usc.
Attravers l'altra cabina, sal i primi gradini della scala e
guard fuori. La testa di Warriner era ancora sotto il livello
del ponte ma lo poteva vedere. Era seduto davanti al timone e
guardava nella chiesuola della bussola.
Lui non l'aveva ancora vista e lei non osava avventurarsi
sopra, se non prima di aver capito quale sarebbe stata la sua reazione
nel vederla. Dal punto in cui si trovava ora avrebbe sempre
potuto correre a nascondersi nel suo rifugio. Aspettava; poi
lui sollev lo sguardo e la vide. Le sorrise amichevole, dicendo
qualcosa che lei non pot sentire per via del rumore del motore.
Poteva essere un trucco, ma doveva rischiare. Sal i gradini,
cercando di tenere il braccio nel modo pi naturale possibile.
Il mare era sempre molto calmo. Lo raggiunse, piena di paura,
fingendo indifferenza e guardando il mare verso poppa, come
a cercare l'altra imbarcazione. Lentamente, si ripeteva: fermati
un attimo, poi un altro gradino. Non sorridergli, potrebbe
sembrare falso...
No, le disse lui. Siediti l. Indic il sedile sulla sinistra.
Dove posso vederti.
Non era possibile indovinare dal tono della sua voce se
sospettava qualcosa. Perch? Gli chiese indifferente, mentre
sedeva dove lui le aveva indicato, a braccia conserte.
Perch il tuo viso mi affascina, rispose. Non hai idea,
continu, del meraviglioso ritratto che avrei potuto farti
immortalando il tuo viso mentre emergevi come una naiade da
una grotta... no. Le naiadi erano greche. Tu sei scandinava.
In parte, riusc a rispondere. Non aveva nemmeno ben
capito se la sua ultima frase fosse una domanda.
Oh, senz'altro scandinava. Sotto i vestiti molto probabilmente
sei bionda come il grano maturo. Sorrise, come per rassicurarla
che la conversazione viaggiava su toni sofisticati e non
c'era nulla di malizioso nell'alludere alla sua nudit. Ma
era del tuo viso che stavo parlando, della sua magnifica struttura ossea.
Lo sai che a ottantanni sarai ancora una bella donna? Parlo da
professionista. Sono un pittore e i pittori osservano sempre
il volto umano, prima da dentro che da fuori. I tuoi zigomi alti
e gli occhi allungati sono tipici di una razza, naturalmente.
La gente potrebbe dire slavi o tartari o un'altra mezza dozzina di
cose. Ma per me sono sempre scandinavi. Se sono tipici dell'Asia
occidentale o centrale, devono venire da molto vicino al
circolo polare artico...
Rae si trovava ancora troppo lontano per poterlo colpire,
anche se avesse smesso di guardarla. E all'improvviso ebbe il
quadro completo di quello che stava facendo. Una donna del
ventesimo secolo che teneva uno scalmo da pirati nascosto tra
i pantaloni e il reggiseno, e intanto ascoltava questo ragazzo
affascinante che aveva appena condannato suo marito a una
morte certa, mentre dissertava con ammirazione della struttura
del suo viso. Quanto ancora doveva sopportare? Non poteva
aspettare oltre il tramonto, e se non fosse riuscita a voltare
lo yacht in tempo, sarebbe impazzita anche lei, come lui.
Aveva la possibilit di fare qualcosa, pens, cercando di
focalizzarsi su quella situazione da incubo: non era legata, o
rinchiusa da qualche parte, e lui non la stava torturando, non
ancora. Niente le impediva di scagliarsi contro di lui con lo
scalmo in mano: niente a parte la paura di fallire, di sprecare la
sua unica occasione. Perch quello era il punto della questione.
Poteva contare su un solo tentativo.
Allora l'indecisione la paralizz, si sentiva come una bambina
con un solo centesimo da spendere in un negozio di caramelle,
che per paura di fare la scelta sbagliata restava l a guardare
fino all'ora della chiusura, quando sarebbe stato troppo tardi.
Sapeva che quel momento sarebbe arrivato presto. Eppure la
tensione era troppa. Nessuno era pronto a prendere una decisione
del genere, a tenere tra le mani la vita della persona che
amava pi di ogni altra cosa al mondo - no, non tra le mani,
ma in equilibrio sulla punta di un dito, quasi fosse un macabro
esercizio per giocolieri. Neanche i professionisti ci riuscivano,
pens. Un chirurgo avrebbe chiesto l'intervento di un collega,
se la vita del proprio figlio fosse stata in pericolo.
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Ma quando lui era calmo, come adesso, non avrebbe potuto
cercare di farlo ragionare? Bastava un'occhiata per rendersi
conto di che tipo era: uno di quei bravi ragazzi bene educati
sempre pronti a cederti il proprio posto a sedere, ad aprirti la
porta e a prenderti qualcosa da bere ai party. Rae era convinta
che avesse un carattere molto debole, ma era altrettanto sicura
delle sue buone maniere e di un certo senso civico. Perch allora
non tentare di riannodare un contatto con lui, per capire dove
fosse avvenuta la rottura comunicativa col resto del mondo, e
cercare di fargli prendere coscienza di ci che stava facendo?
Forse non ci aveva provato abbastanza. O aveva agito nel
modo sbagliato. Era in preda al panico, all'isteria, aveva gridato.
E gli aveva parlato come se ci fosse qualcosa di anormale nel
suo comportamento. Avrebbe dovuto rendersene conto prima,
ma ormai era troppo tardi per correggersi.
Comunque, provaci ancora, si disse, e con pi calma; prova a
stabilire un contatto umano, caldo, prima di parlargli di tornare
indietro. Farlo parlare di s? No. Avrebbe riportato a galla le
cose che voleva dimenticare. Potevano parlare del passato; ma
doveva evitare assolutamente di menzionare quello che era successo
sull'altra barca. Parlare di pittura, anche se non ne sapeva
un granch; o raccontargli qualcosa di lei. Ecco, forse quella era
la chiave. Se gli parlava di qualcosa in cui lui potesse identificarsi,
forse avrebbe creato quel rapporto che voleva. Se soltanto
fosse riuscita a dargli la sensazione che lo comprendeva, che di
lei poteva fidarsi...
...E una parola cos abusata, stava dicendo Warriner, ma
si adatta a esprimere quello che sta succedendo qui. Lo so, lo
posso sentire.
Si rimise ad ascoltare quello che stava dicendo. Stava ancora
parlando del suo viso. Scusami, disse Rae, ma mi  sfuggita
l'ultima parola. Che cosa dicevi?
Empatia, ecco la parola, rispose. Cio, l'unione o la fusione
emotiva con altri esseri umani. A volte s'incontrano persone
mai viste prima, con le quali non si ha mai avuto a che fare,
eppure sembra di conoscerle da sempre.  stato cos con te. Oh,
non centra niente con l'attrazione sessuale... anche se sei cos
bella. Dal primo momento ho saputo che ci saremmo piaciuti.
Ero sicuro di poterti parlare senza bisogno di un interprete...
Capisco cosa intendi, disse lei. Tutto andava a gonfie vele.
Ed era stato lui a cominciare. Aveva le sigarette e l'accendino
in tasca. Le tir fuori. Tre volte il vento spense la fiammella.
Lui le si avvicin dicendo: Lascia, ci provo io, poi prese una
sigaretta, l'accese e gliela porse. Ne accese una per s. Bene, una
reazione condizionata pu condurre a un'altra, e un'altra... Rae
si rese conto che forse la stava facendo un po' troppo facile. Se
gli psichiatri spendono un'intera vita a individuare il momento
in cui una mente umana ha perso la ragione per cercare di
riportarla alla realt, non doveva certo essere tanto facile. Ma
almeno era un inizio.
Grazie, Hughie, rispose semplicemente. Attenzione a non
esagerare, si raccomand.
Je vous enprie, madame"
Mi dispiace, non parlo il francese. Stava quasi per raccontargli
che John le stava insegnando lo spagnolo, poi pens che
fosse meglio tenere John fuori dalla conversazione.
Hai un accento velatamente meridionale. Di dove sei?
Del Texas, rispose.
Petrolio?
Scosse il capo. Ogni zona  impestata di pozzi, ma non
tutti i texani ne sono proprietari.
Lo sapevo che ci saremmo piaciuti. Poi aggiunse: Io
sono del Mississippi. O almeno, sono nato l. Spieg brevemente
dei suoi studi in Svizzera e le raccont che aveva
trascorso gran parte della propria vita in Europa.
I tuoi genitori? chiese.
Mia madre  morta. Sei anni fa.
Mi dispiace. E tuo padre?
Il mutamento in lui fu sorprendente, Rae se ne accorse
subito, esperta com'era a notare anche i pi piccoli cambiamenti
nell'espressione di un viso.  vivo? Chiese, a voce alta.
Voglio dire... Non lo so.
Warriner era molto agitato. Poi parve riacquistare il controllo.
Sono anni che non lo vedo. Vive ancora nel Mississippi
e non ci scriviamo mai.
Sospir di sollievo. Era passata, ma aveva commesso un
errore. Senza saperlo, involontariamente. Ma non capiva il
perch. Di sicuro suo padre non era sulla barca con lui. Fai
finta di non essertene nemmeno accorta, si disse, e continua
come se nulla fosse stato.
Lui adesso si era ripreso completamente e le sorrise tranquillo.
Non farci caso. Tu invece non mi hai ancora detto
nulla di te. Solo che vieni dal Texas. Credo comunque di aver
gi indovinato qualcosa. Non eri figlia unica; almeno uno
dei tuoi genitori doveva avere dei denti magnifici; sei una
donna generosa e comprensiva, ma un po' impulsiva. Per te
le convenzioni sociali significano poco o nulla. Constatazioni
superficiali... sto tirando a indovinare. Prendile per quello che
valgono. E dimmi, che cosa ha spinto il leopardo quass alle
pendici del Chilimangiaro? E con un gesto della mano spieg
la sua metafora: lei, il leopardo; l'oceano, il Chilimangiaro.
Sei venuta in cerca di un parcheggio, o solo attratta dalla
musica?
Il leopardo era terrorizzato, pens. Ma doveva farsi coraggio,
non arrendersi. Anche in momenti come questi, lui era pi
lucido di quanto avesse mai sperato.
Devi aver sentito il richiamo della musica, disse. Forse
non musica di prima qualit, forse un po' sentimentale e banale.
Ma devi averci visto anche qualcos'altro, quass.
Che cosa? chiese. Una traccia che si perdeva nella nebbia?
No, rispose. Il leopardo ha visto un altro leopardo che
canticchiava la sua melodia preferita. Un leopardo piuttosto
bello e a modo suo un po' selvaggio e pericoloso, ma con i suoi
stessi gusti musicali. E andata cos.
Non le piaceva parlare per metafore e anche parlare di s
la imbarazzava, almeno quanto spogliarsi in pubblico, ma, di
fronte alla possibilit di un piccolo successo, ne valeva la pena.
Aspir una boccata dalla sigaretta e si chiese da che parte
cominciare. E va bene, pens, doveva provarci.
Una sera, circa un anno fa, un uomo  entrato nella mia
stanza d'albergo a Miami, in Florida. Aveva l'aria di essere un
tipo scontroso e un po' arrogante e ho pensato che proprio non
mi piaceva. E apparentemente il sentimento era reciproco: non
mi sembrava di avergli fatto una gran bella impressione. Ma
ero sicura che fosse onesto, particolare importante. La ragione
per cui lo pensavo era strana: era perch quel tizio sembrava
non curarsi affatto dell'impressione che gli altri potevano farsi
di lui.
Era l per via di uno yacht di due alberi, il Dragoon, che
era mio... o almeno lo era stato. L'atteggiamento di quell'uomo,
e la mia diffidenza, erano perch non si trattava di una
visita amichevole. Il mio yacht era stato rubato e la polizia
sospettava che proprio quell'uomo fosse complice dei ladri. Lo
avevano preso e interrogato e quindi lo avevano rilasciato per
mancanza di prove. Mi avevano fatto intendere che cerano
state delle noie, perch quell'uomo non era tipo da lasciarsi
chiamare ladro.
Ma forse  meglio che ti spieghi come mi  capitato di essere
proprietaria di uno yacht, dato che allora non me ne importava
niente delle barche, n del mare visto dalle barche. Ero vedova
e non ero ricca... soltanto sola. Ero stata felicemente sposata
con un uomo calmo e gentile che era anche il pi freddo giocatore
d'azzardo che abbia mai conosciuto. Si chiamava Chris
Osborne ed era un agente immobiliare. A quarantacinque anni
aveva messo insieme e dilapidato intere fortune. Io ero la sua
segretaria prima che mi sposasse, ma pur sapendo tutto dei
suoi affari non sono mai riuscita a sapere quando eravamo sul
limite del fallimento e quando eravamo pieni di soldi. Non che
mi importasse molto. Senza bambini... Non riusciva a parlare
del figlio che le era morto. Per un giovane come Warriner non
avrebbe significato granch e c'era pur sempre un limite che
non voleva oltrepassare in quelle sue confidenze.
Senza figli a cui lasciarlo, non vedevo il motivo di accumulare
denaro. Eravamo felici, e questa era la cosa che pi contava.
Ma Chris stava lontano parecchio. Io non me la cavavo molto
bene in societ... vedevo ovunque donne pi colte e raffinate di
me e mi mettevano in imbarazzo. Cos lavoravo anch'io, tanto
per tenermi occupata; avevo una piccola agenzia dove vendevo
macchine sportive europee. Niente di molto importante.
Chris  rimasto vittima di un incidente aereo tre anni fa.
Non voglio annoiarti raccontandoti i sentimenti che ho provato
nel ritrovarmi vedova all'improvviso, ricevendo la notizia per
telefono. Ci sono voluti circa due anni per sistemare tutti gli
affari che aveva lasciato in sospeso. Pagando le tasse e tutto il
resto, alla fine non  rimasto molto ma sono comunque riuscita
a sistemare tutto nel migliore dei modi.
Per tornare al Dragoon: nemmeno a Chris piacevano
le barche, ma aveva ricevuto quello yacht come pagamento
parziale per una compravendita di terreni in Florida. Aveva
intenzione di rivenderlo in seguito; dopo la sua morte, lo yacht
 rimasto ormeggiato a Miami con un guardiano a bordo per
i due anni durante i quali io ho dovuto occuparmi degli altri
affari. Quando ho iniziato a interessarmi alla vendita, mettendo
delle inserzioni sui quotidiani della Florida, lo yacht  stato
rubato. Una sera qualcuno ha portato il guardiano a terra, l'ha
fatto ubriacare e ha rubato la barca. La polizia mi ha contattata
a Houston e io ho subito raggiunto Miami in aereo. Avevano
solo due tracce: la lancia del Dragoon era stata rintracciata in
mare da un peschereccio, e soprattutto cera un sospetto.
Qualche giorno prima che venisse rubato lo yacht, un
uomo era salito a bordo per visitarlo. Il guardiano ricordava
il suo nome. Quando l'hanno interrogato, l'uomo ha detto di
lavorare per conto del presidente di una compagnia farmaceutica,
che aveva intenzione di acquistare lo yacht. Lui per
mestiere faceva lo skipper su una barca a vela da noleggio. Dai
controlli effettuati in seguito dalla polizia,  risultato che il suo
cliente non era il presidente di una compagnia farmaceutica
e che era scomparso. Evidentemente era stato lui a rubare lo
yacht. La polizia non riusciva a capire se lo skipper fosse complice
o vittima del ladro. Avevano controllato i suoi precedenti
e sembrava tutto a posto. Prima di fare lo skipper di quella
barca da noleggio, di cui era anche il proprietario, era stato
direttore di un cantiere navale a Puerto Rico, finch non era
rimasto ustionato in un terribile incendio che aveva divorato
quasi tutto il cantiere. Cos, quella sera, quando  venuto da
me, subito dopo essere stato interrogato dalla polizia, non era
certo di ottimo umore. Si  presentato come John Ingram e ha
proposto di aiutarmi a ritrovare il mio yacht. Gli ho offerto
una ricompensa ma lui l'ha rifiutata. Non mi sarebbe costato
nulla. Ero contenta del suo aiuto, ma continuavo a essere diffidente.
Anch'io sono orgogliosa, e non mi piace ricevere favori
da nessuno, specialmente cos.
Allo stesso tempo incominciavo a provare una strana sensazione.
Mi sono convinta che avremmo ritrovato lo yacht.
Quell'uomo l'avrebbe ritrovato anche se fosse stato costretto a
setacciare l'Atlantico da un capo all'altro. L'errore pi grosso
che avevano commesso i ladri era stato mettere quel tizio in
mezzo.
Lui pensava che l'imbarcazione si fosse arenata, molto
probabilmente nella stessa zona in cui avevano gi trovato la
lancia; cos abbiamo noleggiato un idrovolante a Nassau e,
dopo molte ricerche, siamo riusciti a rintracciare il Dragoon
arenato in un banco di sabbia delle isole Bahamas, a circa centocinquanta
miglia a sud-est di Miami. Ci siamo avvicinati a
bordo di un tender. Due degli uomini che avevano rubato lo
yacht si trovavano ancora l. Stavano cercando di trasportare
un carico di armi in America Centrale, ma si erano arenati su
quel banco.
John ha ripreso possesso della barca, l'ha liberata dalla
secca, senza aiuto di rimorchiatori, l'ha guidata fra i banchi
di sabbia e poi in mare aperto ed  tornato a Miami. Se non
l'avessi visto con i miei occhi non avrei mai potuto crederci. Ma
non era questo che volevo dirti, non volevo raccontarti il modo
in cui un uomo dannatamente tenace  riuscito ad affrontare
l'impossibile, n come alla fine sia riuscito a portare indietro
il mio yacht. Gi da molto prima di ritornare in Florida, non
m'importava pi riuscirci: il Dragoon aveva smesso di essere
importante per me. Temevo che, una volta arrivati a Miami,
John sarebbe sceso sulla banchina e avrebbe detto: Siete salvi:
tu e il tuo dannato yacht', per poi girare sui tacchi e scomparire
per sempre. Se l'avesse fatto non sarei stata capace di sopportarlo.
Tutto qui.
Mi rendo conto che  difficile arrivare a conoscere una
persona in soli cinque giorni, senza parlare poi d'innamorarsene.
Ma a me  successo. Forse perch in mare sembra che il
tempo passi pi lentamente, e si  pi sensibili del solito. Forse
 stato perch ho passato ogni istante di quei cinque giorni
con lui, in quel mondo cos strano e affascinante, che vedevo
per la prima volta. Non era il tipo rude e scostante che mi era
sembrato, ma solo un uomo molto orgoglioso, giustamente
arrabbiato perch si sentiva offeso e preso in giro. E anche
molto solo. Cercava di nasconderlo, fingendosi completamente
autosufficiente. E cercava anche di dissimulare il fatto che
zoppicava per via di quella tremenda bruciatura di cui portava
la cicatrice su tutta la gamba sinistra. Ma io potevo vederlo
chiaramente.
Lo stesso stava succedendo a lui, cos non se n' andato
una volta arrivati a Miami. Naturalmente per si  ben guardato
dal comportarsi in modo affrettato o impulsivo. E lo
stesso ho fatto io. Mi ci  voluto un po' per togliergli dalla testa
l'idea che fossi una ricca vedova mangiatrice d'uomini e che
mi dedicassi a lui per passatempo, e per fargli capire che non
avevo pi quattrini di quanti ne avesse lui. Allora mi ha fatto
presente che lo avevo conosciuto in mare, a casa sua, nel suo
elemento naturale, e che avrebbe potuto diventare un uomo
completamente diverso nel mio elemento... cio vivendo e
lavorando a terra. Il che non era vero, naturalmente, ma sapevo
che sarebbe stato infelice. Comunque non aveva alcuna importanza;
non c'era nulla della mia vita passata che mi trattenesse.
Amavo quel nuovo mondo nello stesso modo in cui lo amava
lui e avevo un altro modo pi semplice di affrontare il problema:
mi bastava stare con lui, dove voleva. Ti avevo avvertito: 
musica sentimentale.
Sei mesi dopo ci siamo sposati; ho sistemato le mie cose
a Houston vendendo tutto ci che non mi interessava pi. Ho
venduto il Dragoon, che era troppo grosso per essere manovrato
da due sole persone, e abbiamo comprato il Saraceno.
Prima o poi avremmo ripreso gli affari, forse ci saremmo
stabiliti fra le Bahamas e le Indie Occidentali, ma per adesso
eravamo in luna di miele. Eravamo diretti a Tahiti. Ormai 
diventato un posto per turisti, ma ci sono ancora un mucchio
di isolette nascoste da scoprire. Non avevamo deciso quanto
sarebbe durata, n dove ci avrebbe condotto la nostra crociera.
Forse saremmo rimasti senza un soldo. Ma non ci interessava
granch. Potr sembrarti una ragazzata, ma non  detto che
tutti debbano vivere allo stesso modo. E la musica che ho sentito
per la prima volta sul Dragoon quando mi sono accorta
di amarlo, non  pi cessata. L'ultima volta l'ho udita questa
mattina svegliandomi al rumore del cronometro che stava
caricando. Con lui in mezzo all'oceano, con lui sempre, ovunque,
col mare tranquillo e nella tempesta. Se questa musica si
arrestasse, non credo che vorrei pi vivere, perch la mia vita
non avrebbe pi senso.
Smise di parlare e prese un lungo respiro. Se non era riuscita
a commuoverlo ora, non ce l'avrebbe mai pi fatta.
Senti, Hughie, continu tranquilla, non credi che sia
meglio tornare indietro?
I suoi occhi avevano continuato a fissarla per tutto il suo
racconto, pieni di caldo interesse. Ma le sue parole sembrarono
coglierlo di sorpresa.
Indietro? Chiese educatamente.
S, a prendere John.
Vuoi dire indietro... l?
S. Dobbiamo, Hughie. Te ne rendi conto quanto me...
Scosse il capo. No, impossibile, non si pu tornare l.
Cerc di mantenersi calma. Non gridare, continuava a ripetersi.
Non perdere la testa. Hughie, per favore... Ma com'era
possibile ripetere quelle cose cos ovvie senza dar l'impressione
di rivolgersi a un idiota? Come si poteva mantenere la parvenza
di un discorso intelligente parlando cos? Non c'era modo di
evitarlo. Ripet: Dobbiamo tornare indietro, Hughie, adesso,
prima che sia troppo tardi.
No, disse lui alzando le spalle, indifferente. Si accorgeva
che stava perdendo la sua attenzione e che i suoi pensieri si
stavano nuovamente annebbiando.
Hughie, John  mio marito, lo amo. Come puoi pensare
che me ne vada via lasciandolo annegare su una barca che sta
affondando? Nemmeno tu ne sei capace, lo sai bene. Non puoi
fare una cosa simile. Come farai a giustificarlo? Non riusciresti
pi a vivere per il rimorso.
Devi sempre rovinare tutto con quest'atteggiamento isterico?
Non annegher!
Ma la barca sta affondando.
Perch continui a ripetere che sta affondando?
Sei stato tu a dirlo. Ce l'hai detto tu.
Io? Era ovvio che non le credeva. Guard la bussola rifiutando
di continuare un discorso che per lui non aveva alcuna
importanza. Poi, dopo un attimo di silenzio, disse: Non so
proprio perch dovrei avervi detto una cosa del genere.
Beh, se la barca non stava affondando, perch l'hai abbandonata
cercando di rifugiarti da noi?
Perch? La fiss duramente. Perch loro mi volevano
uccidere.
Sapeva di camminare sul filo del rasoio, ma non poteva pi
evitarlo, ormai. Chi ti voleva uccidere?
Loro due. La sua espressione mut, i suoi occhi si illuminarono
di una luce folle. Ma li ho fregati. Non potranno prendermi
adesso, anche se tuo marito li aiuter.
Era nuovamente al punto di partenza, pens. Non era approdata
a nulla, a nulla di nulla. Ma perlomeno, non aveva perso la
calma. Forse, continuando a insistere... Lo scalmo era freddo
contro la sua carne.
Hughie, disse dolcemente, nessuno ti vuole uccidere...
Che cosa?
Ho detto che nessuno vuole farti del male.
Quella luce nei suoi occhi si fece pi spaventosa. Vuoi dire
che mi sono immaginato tutto quanto?
Scorse la trappola e cerc di evitarla. No, voglio dire che
forse c' stato uno sbaglio, un'incomprensione...
No! So bene cosa vuoi dire. Pensi ci sia qualcosa che non va
in me, vero?
Ma no, Hughie. No di certo.
Oh s, lo pensi. Anche tu sei come loro. Prima tuo marito
e adesso tu! Il povero Hughie che ha le allucinazioni! La sua voce
divenne acuta, forse nell'intenzione di imitare qualcun altro, ed
era piena di un'indescrivibile amarezza. L'hai immaginato tu,
Hughie caro. Non era affatto quel che volevo dire, caro. E cos via!
Hughie! Smettila! Cerc di mantenere la voce ferma.
Forse poteva riuscire a fargli dimenticare quell'idea fissa.
Le mani di lui erano strette sul timone e i suoi occhi fissavano
quelli di lei. E io che credevo di potermi fidare di te!
Credevo che tu fossi come Estelle!
A quel punto pot solo rimanere a guardarlo terrorizzata,
come un'allodola abbagliata dallo specchietto.
Warriner grid come se gli si fosse spezzato qualcosa dentro:
Loro l'hanno uccisa! Hanno provato a ucciderci tutti e
due! E tu, ora che sono riuscito a scappare, vorresti riportarmi
l, e lasciare che facciano fuori anche me. Oh, so bene cosa stai
cercando di fare! Fece per alzarsi dal sedile, come se avesse
voluto abbandonare il timone.
Cercare di fermarlo, colpendolo con lo scalmo, sarebbe stato
un suicidio. Se fosse scappata di corsa, lui l'avrebbe senz'altro
raggiunta. Cos fece l'unica cosa che poteva fare. Rimase immobile,
cercando di tenere a bada i tremiti che la scuotevano.
Loro, sono stati loro! Grid ancora. Loro, loro! Guardava
fisso davanti a s, come se avesse dimenticato la presenza di lei.
Le sue labbra si muovevano, ma senza emettere alcun suono, e
un nervo gli fremeva spasmodico sotto l'occhio sinistro.
Rae non seppe mai come trov la forza, ma riusc a rimanere
seduta ancora per trenta secondi. Poi si alz lentamente, fingendosi
disinvolta, con le gambe che le tremavano cos tanto da
riuscire a malapena a sostenerla. Warriner non se nera neanche
accorto. Con lo scalmo ancora stretto sotto il suo braccio, incominci
a scendere sottocoperta. Le gambe stavano per cedere,
ma riusc a farsi forza e a reggersi prima di cadere. Poi si volt
a guardare. Il sole batteva sul boccaporto, proiettando le ombre
che si muovevano dondolando insieme al Saraceno. Si sentiva
sempre il rumore del motore, ma ancora pi forte Rae avvertiva
il battito del suo cuore.
Era sdraiata nella sua cuccetta, la stessa cuccetta dove lei e
John facevano l'amore. Poco sopra c'era il radio-telefono che
non serviva a nulla. E in un cassetto, il fucile. Questa volta le
era tornato in mente con troppa facilit. Rifiut ancora l'idea,
ma le riusc pi difficile. Si alz e corse nell'altra cabina, chiudendo
la porta col catenaccio. Si guard intorno: quello spazio
angusto le sembrava sempre di pi una trappola senza vie di
fuga. Erano le 11 e 10.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
Aveva due possibilit e doveva scegliere entro le prossime
sette ore. Ma nessuna delle due soluzioni le sembrava accettabile,
e nessuno poteva resistere in quella situazione per altre sette
ore.
E poi, cosa sarebbe successo?
Conosceva gi la risposta, ma ci pens comunque, per esserne
sicura. Ragion con calma, freddamente. Era pi forte di quanto
pensasse. Ma era solo all'inizio. Sapeva cosa l'aspettava.
Poteva scegliere: uccidere Warriner o lasciare affogare John.
Ma dato che nessuna delle due soluzioni le sembrava accettabile,
restava la terza alternativa, che non era una scelta, ma semplicemente
una conseguenza: nessuno poteva sopportare una tale
tensione per altre sette ore. I suoi nervi non ce l'avrebbero fatta.
Prima del tramonto sarebbe impazzita e avrebbe incominciato a
sentire delle voci e dei rumori strani e poi si sarebbe buttata sulla
cuccetta in preda al panico, e sarebbe rimasta a fissare le lenzuola
senza avere pi la forza di muoversi. E avrebbe condannato John
a una morte certa.
Dunque non aveva alternative?
No, c'era un'altra possibilit. Prima d'impazzire, poteva correre
fuori e colpire Warriner con lo scalmo, o a mani nude. Il
risultato era scontato.
Doveva uccidere Warriner. Doveva ucciderlo prima di diventare
completamente pazza.
Si rannicchi premendo le mani contro le tempie. La questione
non poteva essere ridotta in termini cos semplici. Doveva
esserci un'altra soluzione.
E quale?
Forse poteva cercare di spaventarlo, e costringerlo a tornare
indietro. Ma sapeva che non si sarebbe lasciato intimorire.
Doveva essere pronta a sparare. Che altro poteva fare? Poteva
solo cercare di costringerlo a tornare indietro, e se rifiutava, fare
fuoco.
Si ritrov inginocchiata davanti al cassetto che conteneva il
fucile. I pezzi del fucile erano avvolti in uno straccio; li prese e
si rifugi nuovamente nella cabina chiudendosi la porta alle spalle.
Pos il materiale sulla cuccetta e liber i pezzi dalla tela.
Erano tre. La canna doppia, il calcio ed un altro pezzo che
non sapeva a cosa servisse. Forse era per tenere il fucile quando si
sparava. Prov a fissare le canne al calcio e con un piccolo scatto i
due pezzi si riunirono. Ma mancava l'altro. Le pareva che dovesse
andare sotto il grilletto o da quelle parti, ma non trov niente per
fissarlo. Forse faceva parte di un'altra arma... La parte concava
sembrava doversi posizionare proprio davanti al grilletto, per
tenere il fucile meglio puntato contro la spalla al momento dello
sparo. Fece dunque scorrere la parte concava del pezzo nel punto
che credeva pi adatto, sent un clic e cap di averlo fissato.
Guard inorridita. Il fucile era completo. Si accorse che fino a
quel momento aveva quasi sperato di non riuscire a montarlo.
...
Per la terza volta in dieci minuti Lillian Warriner scorse
Ingram guardare le nuvole lontane verso nord-est con aria preoccupata.
Lei non notava alcuna differenza, ma dall'espressione di
lui immaginava ci fosse pericolo di burrasca.
Le piaceva Ingram, e provava per lui una crescente ammirazione,
che andava ad aggiungersi al senso di colpa che gi
l'affliggeva. Si era resa conto dell'errore che aveva commesso
nell'intraprendere quella crociera... le conseguenze erano state
devastanti non solo per lei, ma anche per tutti loro. E adesso
aveva coinvolto due estranei in quel disastro. La colpa era sua,
e l'accettava, sebbene le sembrasse un prezzo troppo alto da
pagare per aver cercato di seguire un sogno irraggiungibile.
Aveva una sola attenuante per sentirsi meno colpevole: quando
era accaduto l'incidente lei dormiva. Ma era una magra
consolazione. Quelle erano le stesse argomentazioni, il tipo di
scappatoie che Hughie... Si ferm.
Beh, era vero, no? E proprio in questo stava la sua colpa, la
vera responsabilit per cui non esisteva giustificazione... l'aver
cercato di inseguire a tutti i costi un sogno irraggiungibile.
Era chiaro che tra loro non avrebbe mai funzionato, che il
suo carattere non era adatto a lui e che lei gli stava chiedendo
troppo, ma aveva ignorato ogni scrupolo di semplice buonsenso.
Se soltanto, si disse angosciata in quell'agonia, lei lo avesse
lasciato stare! Sapeva di essere peggio di tutti gli altri. Lo aveva
completamente rovinato. Perch lo amava.
Alz gli occhi. Ingram aveva smesso di raccogliere acqua e
stava per abbassare la vela principale. La tempesta si avvicina?
Gli chiese.
Non lo so, rispose Ingram, comunque ormai non serve a
niente lasciar su le vele.
Vuoi che ti aiuti?
No. Meglio che tu continui a pompare. O riposati per
qualche minuto.
Aveva le braccia e le spalle indolenzite per la stanchezza, ma
fece cenno di no col capo e continu il suo lavoro. Se soltanto
lei lo avesse lasciato stare...
...
Ingram fin di avvolgere le vele. Erano le 15,50. Il sole,
basso a occidente, bruciava ancora con i suoi raggi penetranti.
L'aria era immobile. Uno di quei classici momenti che precedono
la tempesta. Si sentiva il rumore della pompa e lo sciacquio
interno provocato dal rollio dell'Orfeo. Adesso tutto il cielo a
nord-est era nero, e si stavano addensando nuvole scure che,
con il sole opposto, sembravano ancora pi nere e impenetrabili.
C'era ancora la speranza che la bufera passasse pi a nord
senza nemmeno sfiorarli, e non voleva svegliare Bellew. Non
ancora. Lo avrebbe lasciato riposare pi che poteva. Li aspettava
una lunga notte, sempre che riuscissero a rimanere a galla.
Si sentiva lo stomaco vuoto - dopo la colazione del mattino
non aveva pi toccato cibo - ed era stanco. Ma non aveva
fame. Faceva troppo caldo per mangiare. Sal sul cassero e con
il cannocchiale ispezion l'orizzonte. Nulla. Come abbass gli
occhi incontr lo sguardo di Lillian Warriner. Scosse il capo.
Lei cap e senza dire nulla continu a pompare.
Ingram prese il secchio e si port sul portello di ventilazione
per mettersi al lavoro. L'acqua non diminuiva. Con qualcuno
a pompare senza sosta si riusciva, a malapena, a mantenere lo
stesso livello. I suoi occhi si posarono di nuovo su Lillian. Aveva
il viso teso e si vedeva che era stremata. Stava per crollare.
Ingram scese gi dal cassero, e passando per il ponte prese
con s le sigarette e l'accendino della donna. Le si avvicin, le
mise una sigaretta fra le labbra e gliela accese dicendo: Ecco,
adesso lascia fare a me; tu riposati.
Gli lasci la maniglia della pompa con riluttanza. E tu?
Non ti sei fermato neanche un minuto, credi di poter resistere
ancora?
Devo. Non serve a niente stare a pensarci tanto. Mentre
riposi, potresti finire di raccontarmi che cosa  successo... se
ti va.
Si sedette sulla coperta con le spalle appoggiate alla parete
del cassero. Non  una cosa molto piacevole da raccontare ma
penso che, date le circostanze, tu abbia tutto il diritto di sapere.
Aspir una boccata dalla sigaretta. Per capire perch Hughie si
 convinto che abbiamo cercato di ucciderlo, bisogna fare una
premessa. Hughie, come ti ho spiegato,  un ragazzo molto
chiuso che non ha mai avuto la possibilit di crescere; Estelle
Bellew era una donna molto semplice e gentile, e, soprattutto,
molto compassionevole; Bellew, naturalmente,  un porco; e io
sono solo una puttana insofferente e arrogante.
Ingram si arrest un attimo. Devi proprio parlare in questi
termini?
Lei se lo stava giusto chiedendo. Aveva sempre avuto poca
considerazione per il valore terapeutico della catarsi o della
confessione, dei pianti di pentimento e dei mea culpa:, anzi
li aveva sempre considerati falsi esibizionismi. Quando ci si
andava a mettere nei guai era giusto accettarne poi le conseguenze
e portarsi il fardello sulle spalle in assoluto silenzio.
Ma quando si faceva un torto a un'altra persona, come minimo
bisognava dare qualche spiegazione.
Ma almeno hai capito cosa intendo? Gli chiese seccamente.
Non sono mai stata capace di usare metafore o eufemismi
per dire quel che penso. Se, ad esempio, ti credessi responsabile
di qualcosa, non avrei problemi a dirtelo in faccia senza mezzi
termini. E lo stesso vale per quello che penso di me.
Lo so. Ma a parte il fatto che non credo che sia vero...
Grazie. Sei un tipo gentile. Ma non hai ancora sentito i
fatti.
No. Ingram si rimise a pompare. Ma c' un'altra cosa che
non capisco, oltre al suo terrore di essere ucciso. Perch Hughie
ha tanta paura dell'acqua?
Perch pensa che lo vogliamo affogare...
Scosse il capo. No, non basta. Le raccont di quando Rae
aveva buttato in mare la bottiglia vuota e del modo in cui lui
era rimasto a guardarla affondare.
Lillian fece cenno di s col capo. S. So di cosa parli.
Rimase in silenzio per un momento, pensierosa. Nemmeno
io sono sicura di poterlo spiegare, ma penso si tratti della sua
paura di annegare, che ormai ha raggiunto il limite estremo
della fobia. Sai cos' l'acrofobia, vero?
S. La paura delle altitudini. Ma non ha niente a che vedere con l'acqua!
Lo so. Ma penso che il suo caso sia particolare: guarda
nell'acqua come... beh, come se l'acqua fosse aria! Si sente in
cima a una montagna e guarda gi... quindi, acrofobia. Come
ho detto, tiro un po' a indovinare, lavoro un po' di fantasia. Ma
altrimenti come potrebbe essere spiegato quel terrore che lo
invade ogni volta che vede un oggetto affondare? Per lui non
sta affondando; per lui  come se cadesse nel vuoto.
Ingram fece cenno di s col capo; anche se non era completamente
convinto, c'era molto di vero in quel che lei aveva
appena detto. Ma  sempre stato cos?
Oh no! Era un eccellente nuotatore, e si tuffava da ogni
altezza.  stato dopo quello che gli abbiamo fatto, dieci giorni
fa. Ma devi sapere cos'era successo prima e com'era la situazione.
Esplosiva,  una parola che rende abbastanza l'idea.
Non uno di noi quattro, tanto per cominciare, era abbastanza
competente per attraversare l'oceano in barca a vela. E quattro
persone incompetenti...
Sono quattro volte peggio che una sola, concluse Ingram.
Cos nessuno di voi era al comando?
No. E dopo un po' le cose hanno iniziato a prendere
una brutta piega. Hughie, essendo legalmente il proprietario
dell'imbarcazione e l'unico tra noi con qualche esperienza di
navigazione, avrebbe dovuto stare al comando... ma non si pu
obbligare qualcuno a comandare, a prendersi delle responsabilit,
soprattutto perch per tutta la vita Hughie ha avuto come
unica responsabilit il rendersi piacevole agli occhi delle ricche
signore. E quando sei innamorata di uno cos, e devi stare l
ferma, impotente, giorno dopo giorno, a vederlo distruggersi
in una tortura lenta e inesorabile, senza poter intervenire, senza
poter dire niente... la frustrazione pu portarti a cose che non
avresti mai voluto fare. Ma non voglio certo trovare delle scuse.
Tanto vale che ti racconti com' andata.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
Hughie, continu, ha sempre avuto l'ossessione di
Gauguin, ed  tutta la vita che desidera andare in Polinesia,
scappando dal resto dell'umanit e vivendo nello stesso modo in
cui ha vissuto lui, ritraendo le stesse figure umane ritratte da lui...
vivere insomma le sue stesse esperienze. Cos, circa un anno fa,
quando ci siamo sposati in Europa, mi sono lasciata convincere,
nonostante avessi delle perplessit. Prima di tutto perch ormai
non esiste posto al mondo per potersi rifugiare dalla cosiddetta
civilt: il ventesimo secolo  qualcosa che ci avvolge tutti, e non
ce modo di uscirne fuori; quando saremmo stati a Papeete ci
avremmo quasi sicuramente trovato gli stessi jukeboxe, le stesse
facce, gli stessi party, e intere schiere di souvenir fabbricati a Los
Angeles nel quartiere cinese con scritto sopra Made in Japan'.
In secondo luogo, avevo molti dubbi circa la nostra capacit
di condurre un'imbarcazione fin l. Ma le ragioni sentimentali
hanno avuto il sopravvento e, per farlo contento, mi sono convinta
che ce l'avremmo fatta. Dal mio punto di vista, cerano
parecchie cose che deponevano a suo favore. Non credo tu possa
immaginare come mi sia lasciata convincere, per cui cercher di
spiegartelo: io sono parecchio pi vecchia di Hughie, e quando
l'ho conosciuto ero vedova, e abbastanza ricca. Beh, hai visto che
tipo  lui. Il quadretto  piuttosto banale, ma le cose non sono
come sembrano. Hughie non era per me solo un bel ragazzo per
cui avevo perso la testa. Noi due eravamo davvero innamorati. E
mentre non mi curavo molto dell'opinione della gente su di me,
non volevo che considerassero Hughie quello che non era. Ho
una piccola collezione di quadri, piccola ma di prima qualit,
e so riconoscere un pittore di talento. Volevo aiutare Hughie,
e l'unico modo per aiutarlo, e allo stesso tempo fare un favore
anche a me stessa, era tenerlo lontano da quelle benefattrici, da
quelle stupide sostenitrici dell'arte che sembravano attratte da lui
come gli orsi col miele.
Si interruppe un attimo, ma poi riprese a parlare: Ma basta
parlare di queste cose. Per farla breve, Hughie si compr e studi
tutti i libri che riusc a trovare sulla navigazione. Poi abbiamo
noleggiato uno yacht con un equipaggio di due persone per una
crociera nel Mediterraneo, da Cannes alle Baleari, cos avremmo
imparato il pi possibile dall'esperienza diretta. Siamo tornati
negli Stati Uniti l'inverno scorso, abbiamo comprato l'Orfeo e
abbiamo iniziato a prepararci.
Sorrise divertita.
A questo punto penso proprio che il destino si sia divertito
a prenderci in giro. La traversata da Santa Barbara a La Paz 
stata estremamente facile. Niente di storto. Il tempo era magnifico,
Hughie riusciva a portare la barca in modo perfetto, i nostri
compagni di viaggio - una coppia di miei vecchi amici di San
Francisco - erano piacevoli, e non siamo mai rimasti troppo
a lungo in mare da poterci annoiare gli uni degli altri, perch
abbiamo fatto sosta a San Diego ed Ensenada. Se fosse successo
qualcosa durante quei primi giorni, ci saremmo resi conto dei
nostri limiti e avremmo avuto abbastanza buon senso da lasciar
perdere l'impresa. Ma tutto  andato liscio come l'olio fino a La
Paz. A quel punto la coppia di amici che era con noi  dovuta
tornare a San Francisco, perch lei aveva qualche problema di
salute e non se la sentiva di affrontare la traversata. Siamo rimasti
ancorati in porto per circa tre mesi.
Siete vissuti a bordo per tutto quel tempo? Chiese Ingram.
No. Siamo tornati in California, in aereo, per qualche
settimana, e poi ci siamo sistemati in albergo. Perch?
Penso sia stato a La Paz, che le macchie di marcio hanno
incominciato a estendersi. Continuando subito per Papeete
l'Orfeo ce l'avrebbe fatta benissimo, ma dopo tre mesi all'ancora,
senza ventilazione... era danneggiato prima ancora che partiste.
Non potevamo continuare il viaggio. La barca era troppo
grande per essere manovrata da due sole persone. Nessuno
tra i miei amici era libero di venire con noi. Abbiamo scritto
al mediatore che ci aveva venduto l'imbarcazione e lui ci ha
trovato uno skipper disposto a fare la traversata con noi, un
tizio dal nome di Grover o Glover, che si  rivelato essere
completamente inutile. E arrivato in aereo da Tijuana. 
sceso ubriaco fradicio ed  rimasto in quello stato per tutti
e cinque i giorni della sua permanenza a La Paz, anche se
non capivamo dove prendeva il liquore. Forse era un caso
clinicamente molto interessante, ma certo non era una buona
idea mettersi per mare con un tizio che riusciva a rimanere
sbronzo per giorni senza bere! Gli abbiamo pagato quello
che gli dovevamo e lo abbiamo rispedito a Tijuana. Stavamo
quasi decidendo di vendere l'Orfeo, per raggiungere Papeete
in aereo e una volta l comprare una barca assumendo un
equipaggio di nativi, quando abbiamo conosciuto i Bellew che
erano alloggiati nel nostro stesso albergo. Lui stava mettendo
insieme il materiale per un racconto di pesca nel Golfo del
Messico e in un paio di settimane siamo diventati amici. 
stata nostra l'idea di proporre a quei due di fare la traversata con noi.
Era stato un tragico errore. Bellew, che a terra sembrava
una persona amabilissima, una volta a bordo inizi lentamente
a rivelarsi per quello che era. Quando l'avevano conosciuto
l'avevano giudicato una piacevole compagnia: un brillante
conversatore, pieno di esperienze straordinarie da raccontare.
Era un buon bevitore e suonava la chitarra cantando vecchie
canzoni nello stile di Bun Ives; lui e Hughie, che era piuttosto
intonato, avevano anche improvvisato un paio di spettacoli
nel teatrino dell'albergo. Bellew era grande e grosso, ma sapeva
essere gentile, quando voleva, e a Lillian piaceva perch
aveva qualcosa di virile e forte - schietto, era la parola giusta
- che le ricordava il suo primo marito. Ma ben presto quel
bestione mostr tutta la sua spietata crudelt, alimentata da
un profondo disprezzo per qualsiasi forma di debolezza.
Forse, d'altra parte, Bellew aveva le sue ragioni per sentirsi
ingannato. Lui aveva detto chiaramente che, a parte conoscere
la pesca d'alto mare, di navigazione non ne sapeva assolutamente
niente. Invece Hughie, imbaldanzito dal successo della
traversata da Santa Barbara a La Paz, dopo qualche bicchiere
di troppo parlava come un vecchio lupo di mare che ha navigato
per tutti gli oceani.
E poi, almeno all'inizio, a Lillian piaceva anche Estelle
Bellew. Era una donna piuttosto timida e graziosa, sui quarant'anni,
non molto appariscente; era tutta presa con le sue
macchine fotografiche e apparentemente non aveva nessuna
mira su Hughie. Anche in questo caso ci fu un errore di
valutazione, ovviamente. Estelle non nutriva alcun interesse
di natura romantica, ma aveva una grande riserva di affetto
e di gentilezza cui non aveva mai potuto attingere, vivendo
con quel bestione di suo marito. Aveva poi un grande istinto
materno, che Hughie risvegli subito in lei, spingendola a
proteggerlo dal Pacifico e dagli attacchi frustranti di Bellew.
Ma perch Bellew ha accettato di fare la traversata?
Chiese Ingram.
Non so nemmeno pi com' andata.  stata una di quelle
cose decise cos su due piedi, dopo aver bevuto qualche bicchiere
di troppo.  stato circa dieci giorni dopo che li avevamo
conosciuti, eravamo appena tornati da una giornata di
pesca d'alto mare. Bellew aveva gi quello che gli serviva per il
libro che stava scrivendo sulla pesca a La Paz ed era sicuro che
dalla traversata avrebbe tirato fuori il materiale per un altro
paio di lavori. Gli ho detto che saremmo stati felici di offrire
il viaggio di ritorno in aereo e comunque si sarebbe trattato
soltanto di un mese. Sorrise amaramente. Siamo partiti da
La Paz ventisei giorni fa.
Non era ancora passata una settimana da quando si erano
messi in mare che tutto cominci ad andare storto. Una vela
si ruppe durante una bufera e un'altra fin in mare. L'Orfeo
cominci a fare acqua. Non trovarono Clipperton Island per un
qualche errore di calcolo di Hughie. Consumarono la maggior
parte della benzina nella ricerca dell'isola, il che era ridicolo,
trattandosi di un'isola disabitata, ma gi allora avevano smesso
di comportarsi in modo sensato. Lasciarono perdere quando
per la terza volta non la individuarono l dove Hughie aveva
detto che doveva trovarsi. L'Orfeo cominci a far acqua in
modo allarmante, e ci voleva sempre pi tempo per evitare che
le cabine si allagassero.
Oltretutto, anche per via della situazione drammatica, cresceva
il conflitto tra i caratteri di quelle quattro persone chiuse
in uno spazio angusto fra cielo e mare. Bellew diventava sempre
pi caustico, pesante; in un primo tempo i toni delle sue prese
in giro erano pacati, solo accenni velati; poi inizi a insultare e
deridere Hughie per ogni errore che commetteva; e lui, invece
di difendersi o di rispondergli per le rime, si chiudeva sempre
di pi in se stesso. Estelle Bellew cercava di proteggerlo. Anche
Lillian prov a scagliarsi contro Bellew prendendo le parti di
Hughie... o almeno cos fece all'inizio, finch non si convinse
che quello era un comportamento sbagliato... era tremendo
per lei vedere come Hughie avesse cos bisogno di essere difeso,
anche da un altro uomo. Forse lasci trasparire un po' del suo
risentimento e della sua umiliazione, perch Hughie cominci
a rivolgersi a Estelle in cerca di conforto. Estelle lo aiutava
come se fosse un ragazzo abbandonato e solo, bisognoso di soccorso.
Era insopportabile, continu. Lasciava intendere che
mi considerava un mostro, incapace di comprenderlo. Estelle
agiva con le migliori intenzioni del mondo, ma sembrava non
capire che il problema principale era proprio che Hughie
non ha mai dovuto prendersi delle responsabilit, non ha mai
dovuto lottare per guadagnarsi di che vivere, perch al suo
fianco c' sempre stata, sempre, una donna a rendergli le cose
facili. E lei stava semplicemente prendendo il posto di una
delle tante che avevano voluto proteggerlo. Io volevo fare di
lui un uomo, nell'unico modo che era possibile, facendogli
trovare la strada da solo. Anche se mi ribolliva il sangue e
desideravo nascondermi e piangere di frustrazione nel vederlo
restare indifferente di fronte agli insulti di Bellew. Anche se
sarebbe stato pi facile prenderlo sotto la mia ala protettrice
e strappare via la pelle a Bellew con le unghie. Cos ho iniziato
a trattare Estelle nello stesso modo in cui Bellew trattava Hughie.
Alla fine non ce la facevo pi... vedere quel ragazzo cos
inerme di fronte al sarcasmo di Bellew, senza il minimo istinto
di ribellione, e non poterci fare nulla... e vederlo rifugiarsi
ogni giorno di pi tra le braccia di un'altra donna. Li odiavo
tutti e due, e odiavo me stessa. Sono esplosa. Ho fatto la
cosa che sapevo avrebbe ferito tutti. Ho fatto delle avances a Bellew.
Beh, non  la prima volta che qualcuno si comporta cos, comment Ingram.
S, ma mai con una persona incapace di comportarsi in
modo adulto, e ovviamente non con conseguenze tanto tragiche.
 successo una notte, allo scadere della nostra seconda settimana in mare.
Avevano finito di cenare da poco ed erano tutti in coperta.
Lillian era al timone e aveva appena preso il posto di Hughie,
per dargli modo di stabilire delle coordinate, guardando le
stelle. Bellew era disteso sui cuscini dei sedili in timoneria, proprio
alle sue spalle, e beveva un vermouth. Estelle stava seduta
vicino al bordo, a poppa, e guardava le ultime luci del tramonto
sparire all'orizzonte.
Hughie non riusciva a rilevare le coordinate. Non aveva
rintracciato le stelle necessarie per i riferimenti. Poi rimase a
lungo nella sala nautica, impegnato nei suoi calcoli, e quando
venne fuori con una carta in mano, forse per controllare ancora
qualcosa, la luna era alta in cielo e offuscava la luce delle stelle,
ormai impallidite e quasi invisibili. Cos Bellew riprese la sua
solita solfa. E a lei ribolliva il sangue nelle vene.
Come va, Magellano? Siamo sempre nello stesso oceano?
Hughie non rispose. Continu inutilmente a studiare le
stelle. Il cuore di lei soffriva per lui. Avrebbe voluto poterlo
aiutare. Ma perch, perch, perdio, non guardava Bellew dritto
in faccia e non gli gridava di chiudere il becco?
Sai cosa, commodoro? Continuava intanto Bellew. Se
per caso ti accorgi che siamo vicini a Greeley, nel Colorado,
avvertimi... ho un amico che ha un bar da quelle parti...
potremmo fermarci a bere un goccio!
Lei chiuse gli occhi. Reagisci, Hughie!
Lui reag. Come un bambino imbronciato, scaravent
la carta per terra. Hughie, disse lei, cercando di salvarlo
dalla vergogna, lascia che ci provi io. Forse posso esserti di
aiuto... Ma senza nemmeno degnarla di uno sguardo lui si
stava gi muovendo per raggiungere Estelle. Li poteva vedere,
seduti l'uno accanto all'altra, illuminati dalla luce della luna.
Si morse le labbra per non piangere e sent il sapore del sangue
in bocca. Quindi, presa dal cieco desiderio di far del male
a tutti, compresa se stessa, disse a Bellew: Sembra che noi
due non siamo molto necessari, vero? Ma  una notte incantevole
e se hai voglia di far quattro chiacchiere con me perch
non vai a prendere un paio di bicchieri?
Gli altri avevano visto e sentito benissimo le loro risate.
Ora che Estelle era morta e Hughie era diventato matto, lei
e Bellew erano gli unici testimoni a poter ricordare quella
scena. In quindici minuti aveva raggiunto il culmine. Lillian
si era resa presto conto che doveva correre a nascondersi nella
sua cabina, o non avrebbe saputo vincere la tentazione di
buttarsi in mare per la vergogna. Cos aveva spinto via con
un gesto secco la mano di Bellew, che si era gi insinuata
nel suo reggiseno, e lasciando il timone in bando, era fuggita
sottocoperta. Hughie non l'aveva raggiunta e aveva preferito
dormire sul ponte.
Dopo una breve pausa, Lillian Warriner continu. Cos,
come vedi, l'atmosfera era abbastanza tesa perch succedesse
qualcosa; e, infatti, qualcosa  successo, ma  stato solo un
terribile incidente.
Cercher di raccontarti i fatti nella giusta sequenza temporale,
come sono stati ricostruiti in seguito, anche se, delle
quattro persone coinvolte, una  morta, una non riesce pi a
ragionare in modo lucido perch  impazzita, l'altra  profondamente
infida e io dormivo. Erano le due del pomeriggio ed
era da circa un'ora che eravamo fermi in bonaccia. Bellew stava
di guardia. E stelle Bellew era nella sua cuccetta che leggeva,
credo, mentre Hughie e io eravamo nella nostra cabina; io fingevo di dormire. Cos avevamo una scusa per non rivolgerci la
parola. Poi Hughie  uscito fuori.
 andato sul ponte. Bellew, naturalmente, era nella timoneria.
Nessuno dei due ha aperto bocca. Hughie si  avvicinato
al bordo e guardava in acqua i delfini che guizzavano veloci
sotto l'Orfeo. Erano due giorni che seguivano la nostra barca.
Questi sono delfini veri, non come quelli degli acquari.
Ingram fece cenno di s col capo: Sono dei pesci magnifici,
come fiamme nell'acqua. I messicani li chiamano dorado...
d'oro. A loro piace star sotto qualunque cosa galleggi.
Proprio quelli. Comunque, guardando i delfini, Hughie si
 ricordato che Estelle gli aveva detto che le sarebbe piaciuto
fotografarli in immersione, se ci fossimo dovuti fermare per
bonaccia. Cos, sempre senza dir nulla a Bellew,  andato ad
avvertire Estelle della presenza dei pesci e lei si  detta ansiosa
di fotografarli. Il tempo d'indossare un costume e prendere la
macchina fotografica, e lo avrebbe raggiunto. Bellew, sempre
in timoneria, non ha sentito niente. Poi ha visto ricomparire
Hughie sul ponte, ma non si  accorto di Estelle, che nel
frattempo aveva raggiunto Hughie con in mano le pinne, la?
maschera e la macchina fotografica. Non era una macchina
speciale. Era una delle sue normali macchine a 35 mm, per cui
aveva costruito una protezione di plastica trasparente a prova
d'acqua, e la teneva fissata al collo con una cordicella. Hughie
ha posizionato la scala a met della murata e sono scesi lentamente
in acqua... senza far rumore e senza tuffarsi, per paura
di spaventare i delfini.
Di regola, quando uno di noi andava a fare il bagno, avvertiva
sempre quello di guardia. Ma Hughie doveva aver pensato
che Estelle avesse gi avvertito il marito e allo stesso modo
Estelle, vedendo Hughie in coperta con Bellew, doveva essersi
convinta che l'avesse avvertito dei loro programmi. Cos si sono
messi maschera e pinne, immergendosi in mare senza dire nulla
a nessuno. Poi si sono allontanati per seguire il branco dei pesci
in movimento.
Hughie non ha pi saputo raccontare in modo coerente
quello che  successo dopo, ma da quanto sono riuscita a capire
i fatti si sono svolti cos: erano vicini ai delfini e si sono immersi,
Hughie per guardarli, Estelle per fotografarli. Quando
Hughie  riemerso, si  accorto subito che si era alzato un po'
di vento. Si  girato verso l'Orfeo e ha visto lo yacht che si stava
allontanando, con Bellew al timone. Io nel frattempo mi ero
addormentata sul serio. Hughie si  messo a gridare, ma Bellew
non l'ha sentito.
Come ti ho gi detto, erano le due del pomeriggio. Mi
sono svegliata poco dopo le tre e mezzo. Stavamo navigando.
Ho notato che Hughie non era nella sua cuccetta ma non ci ho
fatto caso. Mi sono alzata e vestita; erano le quattro meno dieci
quando sono salita sul ponte. Bellew, vedendomi, ha grugnito:
Hai avvertito Magellano che  lui di guardia? O lo sostituisci tu?
Non lo vedevo da nessuna parte. Se non era sul ponte,
dov'era? Se aveva fatto la stupidaggine di raggiungere Estelle
nella sua cuccetta mentre il marito era sul ponte, sarebbe stata
la fine. Bellew lo avrebbe saputo e non avrebbe ingoiato il
rospo: gliene avrebbe date tante da lasciarlo pi morto che
vivo. Si  avvicinato alla cabina e li ha chiamati. Non ha avuto
risposta. Allora ha controllato nella toilette, nel ripostiglio, e
poi  corso sul ponte. Non c'erano!
A quel punto Lillian Warriner non era pi riuscita a dire
una sola parola, il terrore le impediva di parlare. Scorse la scala
che pendeva fuori dal bordo. Bellew aveva gi girato il timone
e l'Orfeo stava tornando indietro: Quando si sono tuffati?
Quanto tempo fa? Tu, brutto pazzo, tu li hai uccisi!
Bellew le rispose secco: Piantala. Non mi hanno detto niente.
Bene, per devi averli visti! Avresti dovuto essere sul ponte!
Lasci perdere, accorgendosi quanto era inutile sprecare
tempo prezioso in rivendicazioni cos sciocche. Prese il timone
e Bellew si mise a calcolare dove potevano essersi immersi,
basandosi sul momento in cui lui si era allontanato. Per fortuna
aveva la mania di registrare di tanto in tanto la velocit.
E quando la registrava segnava anche l'ora e la rotta. Cos nel
giro di dieci minuti riusc a rintracciare la direzione da seguire:
cinque o sei miglia a nord-ovest.
Lillian Warriner cominci a sperare di nuovo.
Quando furono nei paraggi misero in acqua la lancia e lei si
tuff in mare mettendosi a cercare disperatamente. Al tramonto
non aveva trovato niente e torn a bordo. Si butt sconsolata
nella sua cuccetta pensando a come dovesse essere stato tremendo
per Hughie vedere la barca sparire in lontananza.
Una mezz'ora pi tardi sent Bellew correre sul ponte gridando.
Ho sentito del rumore! Corse su anche lei. Le luci
di posizione sull'albero maestro erano accese, ma dato che
le batterie erano quasi scariche diffondevano solo un tenue
bagliore. Lillian prese una torcia elettrica. L'accese e cominci
a setacciare lo specchio d'acqua intorno a loro. Poi sent anche
lei un rumore, ma non proveniva dal mare. Proiett il raggio
della torcia in avanti.
Hughie era riuscito a salire dalla scaletta e ora giaceva disteso
alla base dell'albero maestro, la faccia schiacciata a terra, le
braccia strette intorno all'albero. Le spalle erano scosse dai tremiti
e continuava a emettere quegli strani lamenti. Aveva una
ferita sul dorso della mano destra. Era solo. Estelle non c'era.
Dopo aver passato sei ore in acqua, continu a raccontare
Lillian Warriner, era cos sfinito che abbiamo dovuto trascinarlo
a forza via dall'albero e metterlo nella sua cuccetta. Alla
fine ha aperto gli occhi; all'inizio erano completamente vuoti,
poi ha iniziato lentamente a riconoscerci. Si  buttato gi dalla
cuccetta e si  rannicchiato in un angolo gridando. Diceva frasi
senza senso ma siamo comunque riusciti a capire qualcosa.
Sembrava convinto che avessimo cercato di ucciderlo. Ci eravamo
allontanati lasciandolo deliberatamente in acqua. Io avevo
fatto finta di dormire e sapevo che era andato a fare il bagno. E
poi continuava a parlare di uno squalo, senza per che riuscissimo
bene a capire che cosa fosse successo. Alla fine Bellew ha
dovuto tenerlo mentre io gli iniettavo una dose di morfina nel
braccio, per calmarlo.
Non ci ha pi permesso di andargli vicino. Dormiva, se
dormiva, barricato dentro al ripostiglio delle vele. Per il resto
del tempo si comportava in modo normale, soltanto non parlava.
Avvicinandosi al bordo della barca gli si disegnava sempre
in viso un'espressione di orrore. Quando abbiamo cercato di
chiedergli pi informazioni sulla fine di Estelle, si  subito
rimesso a gridare, sragionando. Ho fatto in modo che Bellew
smettesse di interrogarlo sull'argomento. Mi ci sono voluti tre
giorni per capire che cosa fosse successo.
Erano stati attaccati da uno squalo. Hughie indossava
ancora la maschera e si era immerso cercando di colpirlo con
un pugno; si era causato cos la ferita alla mano. Poi era tornato
a galla per cercare Estelle, ma lo squalo l'aveva gi assalita,
squartandola in due. Lui  riuscito ad allontanarsi nuotando nel
mare insanguinato. Decisamente troppo, per lui: quella terribile
scena e la paura e la convinzione che l'avessimo abbandonato di
proposito... ha avuto un tracollo e la sua mente ha ceduto.
Cos Bellew aveva ragione, pens Ingram. Stava per chiederle
se credesse davvero a quella storia, ma si rese conto che
era una domanda inutile. Se gliel'aveva raccontata, era chiaro
quanto lei volesse crederci per non accettare la verit, lei meglio
di chiunque altro poteva immaginare da che cosa volesse fuggire Hughie...
Era possibile, naturalmente, che Hughie pensasse che se
ne erano andati di proposito lasciandoli annegare in mezzo
all'oceano. E naturalmente per lui doveva esser stato un trauma,
rimanere per sei ore in acqua con sotto tremila metri di mare:
era comprensibile che ora fosse terrorizzato alla sola vista dell'acqua.
Ma non era questo il ricordo terribile che rifiutava di
accettare. Non era a questo che pensava, vedendo un oggetto
affondare. L'oggetto gli ricordava piuttosto il corpo di Estelle,
che aveva visto inabissarsi nelle profondit del mare, dopo che
lui l'aveva uccisa.
Aveva visto la ferita sulla mano di Hughie. Non era l'escoriazione
che avrebbe potuto procurarsi sfregando la mano
contro la pelle ruvida di uno squalo. Era un taglio. E doveva
esser stato causato da denti umani o da un pezzo di vetro, forse
quello della maschera.
Estelle era stata presa dal panico vedendo la barca che si
allontanava e aveva cercato di avvinghiarsi a lui. Lui l'aveva
colpita con un pugno. L'aspetto buffo della vicenda era che
Hughie avrebbe potuto spiegare il suo comportamento come
una normale reazione al panico. Anzi, nel salvataggio di una
persona che sta affogando,  una pratica diffusa quella di tramortirla
con un pugno per poi poterla trascinare a peso morto.
Estelle avrebbe potuto essergli sfuggita in un secondo tempo
ed essere affogata prima che lui facesse in tempo a prenderla.
Ma Hughie si era inventato quell'incredibile storia dello
squalo. Incredibile perch all'odore del sangue, altri squali si
sarebbero avvicinati e lui non sarebbe riuscito a sopravvivere.
Si era inventato quella storia inverosimile, convincendosi poi
che fosse vera, perch altrimenti sarebbe stato costretto, per
la prima volta nella sua vita, a guardare in faccia una realt drammatica.
Estelle doveva avere avuto la macchina fotografica al collo e
quel peso era bastato a farla affondare rapidamente. E Hughie
era rimasto a guardarla.
No, pens allora, poteva anche non essere andata cos. Forse
lui aveva soltanto immaginato di guardarla; forse la sua mente
era gi confusa, anche allora. In ogni caso, da l aveva avuto
origine il suo terrore dell'acqua, o dell'altitudine, da cui aveva
visto inabissarsi sempre di pi il corpo di quella donna che gli
era stata amica, che gli aveva offerto la sua protezione e che lui
aveva ucciso in preda al panico per salvare la propria vita.
Proprio in quel momento si accorse che il movimento dell'Orfeo
era mutato; le nubi a nord-est si erano fatte ancora pi
scure e il mare si stava alzando. Il muro di pioggia che si vedeva
a circa due miglia di distanza sembrava dirigersi verso di loro.
 meglio chiamare Bellew, disse.
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
Senza sapere come aveva fatto ad arrivarci, Rae si trov in
cima alla scala e guard fuori nella luce abbagliante del sole.
A circa tre metri da lei vide la testa dorata di Hughie china
a guardare la bussola. Il corpo di Rae tremava seguendo le scosse
del motore che spingeva il Saraceno avanti nel mare blu.
Torna indietro, Hughie! Torna indietro prima che sia
troppo tardi! Non lasciare che succeda qualcosa di terribile, ti
prego! La sua voce fin quasi in un lamento.
Non ci fu risposta. Hughie le rivolse un'occhiata seccata,
lo stesso sguardo di rimprovero che il commensale raffinato
rivolge al cameriere maldestro che ha appena fatto cadere un
cucchiaio a terra. Senza dire una sola parola. Rae si ritrov
di nuovo nella cabina, le mani a coprire il viso. Non sapeva
neanche pi se erano le mani o il volto a tremare. O tutto il
corpo. E non era sicura di essere davvero stata su in coperta
e di aver gridato... non ricordava nemmeno che cosa aveva
gridato. Ma doveva per forza essere uscita perch ora la porta
della cabina era aperta. La sentiva sbattere.
Il fucile era ancora sulla cuccetta. Allontan gli occhi dall'arma
e guard l'orologio. Erano le 12,45. Il tempo passava
veloce. Erano gi a venti miglia dallo yacht che stava affondando.
Rae batteva i denti anche se non aveva freddo. Sapeva
di essere in trappola, e per uscirne c'era una sola soluzione
possibile che non voleva accettare.
Poi, all'improvviso, la disperazione scomparve e subentr
in lei una strana calma. Era come se la sua mente alla fine
avesse raggiunto un'estrema lucidit, un livello di tensione che
soltanto la disperazione pu fare raggiungere. Due sole cose si
focalizzarono chiaramente in lei: John stava per annegare; lei
poteva salvarlo.
Le sembr che il motore si fosse spento, tanto il rumore
le arrivava da lontano. Ma se faceva attenzione poteva ancora
distinguerlo. Si sentiva come se l'avessero drogata e ogni suono,
ogni percezione le arrivava rarefatta, ammorbidita. Era come
essere chiusa in una bolla enorme che la proteggeva dai rumori
esterni e da ogni altra interferenza. Faceva freddo, dentro alla
bolla, e non le arrivava aria sufficiente, perch respirava a fatica;
per era protetta da tutto quello che succedeva fuori. Prese
il fucile.
Stranamente, le sembrava che non fosse affatto una cosa
nuova per lei, e le era perfettamente chiaro che cosa doveva
fare. Era come se un certo fatalismo avesse preso il sopravvento
dentro di lei, facendole accettare quella soluzione inevitabile.
Allontan da s l'arma e tir il grilletto: doveva capirne bene
il funzionamento. Ma la sua mano non era affatto incerta. Si
muoveva con la sicurezza di un esperto tiratore che studiava
per la prima volta un'arma mai prima usata. Il grilletto non si
mosse. Non ne fu sorpresa. Immaginava che un'arma di quel
genere avesse una sicura. La cerc. Doveva essere quel bottoncino
oblungo. Lo spinse verso il calcio ma non si mosse. Lo
spinse in avanti e il meccanismo avanz con uno scatto netto.
Tir il grilletto azionando con un clic il percussore.
Le munizioni. Corse a cercarle nell'altra cabina. Era ancora
fredda e calma, concentrata nel suo terribile lavoro. Trov due
scatole nel cassetto. Erano avvolte in un sacchetto di plastica
su cui erano state passate due o tre mani di vernice come protezione
dall'umidit dei tropici. Avrebbe avuto bisogno di un
coltello. Registr mentalmente. Mentre pensava dove cercarlo
ebbe per un attimo la sensazione di essersi trasformata in una
macchina. Qualcosa, non sapeva cosa, aveva per un attimo
distratto la sua attenzione. I suoi occhi tornarono al cassetto.
Conteneva tutti gli articoli che la dogana avrebbe potuto voler
mettere sotto sigillo. Oltre al fucile e alle munizioni, cerano le
sigarette, i sigari di John, dei medicinali e parecchie bottiglie, di
whisky e di rum. Ritorn con la mente a ci che doveva fare. Si
avvicin a un cassetto della cucina, prese un coltello e ritorn
nella sua cabina.
Le ci vollero alcuni minuti per aprire la scatola, poi tir
fuori due proiettili e la pos sul pavimento. Apr l'otturatore
e introdusse le munizioni. Faceva ogni gesto in modo meccanico.
Adesso, con una mano stringeva l'arma, con l'altra una
coperta che aveva strappato dalla cuccetta. La sua testa era
in fermento; le pulsazioni erano aumentate vertiginosamente,
tanto che sentiva appena il rumore del motore. Il suo corpo era
freddo e le sembrava di non riuscire pi a respirare per il peso
tremendo che le opprimeva il petto. Camminava con i muscoli
delle gambe contratti, rigida come un giocattolo meccanico.
Ma avanzava decisa, protetta nella sua bolla. Non vedeva nulla
attorno a s. Intravedeva appena le cose che le si paravano di
fronte. Raggiunse la scala, sal i gradini, emerse sul ponte.
Hughie era seduto davanti al timone. Guardava la bussola e
muoveva le labbra senza emettere alcun suono, ma non ne era
sicura per via del rumore del motore. Alz gli occhi e la guard
come se non l'avesse nemmeno riconosciuta. Poi distolse lo
sguardo da lei. Dentro di lei una voce le grid: Ora! Ora!
Lasci cadere la coperta e alz il fucile. Tolse la sicura.
Puntell il calcio contro la spalla. Non le riusciva quasi di
respirare. Pos l'indice della mano destra sul grilletto: non le
restava che tirare. Subito.
Chiuse gli occhi, la testa reclinata all'indietro, come in cerca
di aiuto. Ma nessuno la poteva aiutare, era sola e da sola doveva
sparare. Quando riapr gli occhi, la testa di lui era ancora l
ferma davanti alle canne del fucile. Prov ancora una volta a
premere il grilletto ma poi corse gi dalla scala trascinandosi
dietro la coperta, ricordandosi appena in tempo di mettere
nuovamente la sicura. Non poteva nemmeno piangere. Non
aveva pi lacrime.
Rimase ai piedi della scala alcuni minuti prima di riuscire
a riprendersi e tornare nella cabina. Butt il fucile e la coperta
sulla cuccetta. Poi riprese l'arma, la scaric, rimise i proiettili
nella loro scatola e lasci cadere il fucile sul letto. Era la fine
di quel tentativo assurdo. Ora lo sapeva. Nemmeno per salvare
la vita di John avrebbe potuto uccidere a sangue freddo quel
ragazzo.
Era proprio cos? Si chiese. Forse era solo la prova che non
era ancora pronta a farlo. Erano le due, c'erano ancora cinque
ore di tempo prima dell'ora X, l'ora del non ritorno. Ma
raggiunto quel limite cosa avrebbe fatto? Era troppo stanca,
troppo esaurita per pensarci. Doveva riposare. Si sedette sulla
sponda della cuccetta e le venne subito in mente quell'attimo di
incertezza che aveva provato cercando le munizioni nel cassetto.
Aveva visto qualcosa, non sapeva che cosa, che aveva attirato
la sua attenzione. Che cosa?
Di sicuro era una delle cose contenute nel cassetto. Le
medicine. Ma perch? Che cosa c'entrava Warriner con le
medicine? Forse per via del suo racconto, quando lui le aveva
chiesto se c'era qualche medicina... no! Allora? Ecco... forse
aveva capito! I narcotici!
La speranza fior nuovamente nel suo cuore. Di sicuro
c'era della morfina con una siringa, ma come avrebbe fatto ad
iniettargliela? Warriner non le avrebbe certo permesso di fargli
un'iniezione! No, niente iniezioni. Doveva pensare a qualcos'altro.
Balz in piedi, come colpita da un fulmine. Poteva
farcela... c'era la codeina, un intero flacone di pillole.
Corse nell'altra cabina e apr il cassetto. Si mise a cercare
con frenesia fra i medicinali, e trov presto quello che le occorreva.
Un flacone quadrangolare con un tappo a vite. Lesse le
prescrizioni: Somministrare una pillola ogni sei ore.
A occhio e croce, sembrava ce ne fossero una quindicina
o una ventina. Una, pens, gli avrebbe dato un leggero senso
di torpore. Non sapeva quale fosse la dose fatale, ma di sicuro
cinque o sei pillole bastavano a mettere definitivamente a tappeto
anche un ragazzo nel pieno delle forze come Warriner.
Non voleva ucciderlo, ma d'altra parte una dose scarsa sarebbe
stata anche peggio. Avrebbe solo capito di esser stato drogato.
Tre pastiglie, pens, potevano essere sufficienti per farlo addormentare
senza ucciderlo. Ma come fargliele assumere?
Nel cibo, o in un drink? Molto probabilmente il cibo
sarebbe stato meno sospetto. Poteva polverizzare le pillole e
mescolarle con qualche cibo piccante che ne nascondesse il
gusto. No, pens. Lui avrebbe sospettato di qualsiasi cosa lei
avesse preparato per lui. Non era facile ingannarlo. Ci pens
qualche istante. Poi trov la soluzione e sorrise per la prima
volta in quattro ore.
Si rec nella cambusa e mise le tre pastiglie sull'orlo del
lavandino posandovi anche il flacone accanto. Poi prese un bicchiere
e due cucchiaini. Adagi una pillola nel cavo di uno dei
due cucchiaini e con il manico dell'altro si mise a schiacciarla.
Vers la polvere che aveva cos ottenuto nel bicchiere. Stava per
ripetere l'operazione, quando, per un repentino sbandamento
dell'imbarcazione, il flacone cadde a terra. Non si ruppe ma
sparse tutte le pastiglie sul pavimento. Rae pos il bicchiere
in modo che non cadesse e poi si mise a cercare le pillole. Era
in ginocchio ai piedi della scala, intenta a raccogliere le ultime
pastiglie, quando ud Warriner gridare dalla timoneria. Balz
in piedi e si mise a correre, ma era troppo tardi. Se lo trov di
fronte, in piedi dietro alla porta. Rae rimase immobile, con il
flacone delle pillole ancora in mano. Lui gridava:  stato uno
squalo, lo capisci, uno squalo!
Non era sceso per cercare lei, per attaccarla. Ossessionato
dai suoi ricordi, Warriner vagava in cerca di qualcuno che lo
aiutasse a dimenticare, che lo confortasse, dandogli ragione
per rassicurarlo. Rae tenne le braccia lungo i fianchi in modo
che non si accorgesse del flacone di pillole che stringeva in mano.
Lo capisci,  stato uno squalo! Una scossa pi violenta li
port a perdere l'equilibrio. Lei si appoggi alla cuccetta per
reggersi e lui si lasci cadere in ginocchio nascondendo il viso
nel suo grembo, le braccia che le cingevano la vita. Rae aveva
la mano sinistra libera ma nella destra stringeva ancora il flacone
delle pillole, e lo tenne chiuso nella sua stretta.
Gli accarezz gentilmente il capo. Certo che  stato uno squalo, Hughie.
I suoi occhi la guardarono, e nonostante l'espressione
allucinata non lasciavano pi trasparire alcuna minaccia. Al
contrario, erano supplichevoli come quelli di un bambino
impaurito. Un fiume di parole usc dalle sue labbra: Era un
grosso pesce martello, lungo pi di sei metri. Ho cercato di
attirarlo su di me. Ho cercato di salvarla. L'ho colpito... l'ho
colpito sul muso. Ma lei era in superficie e si agitava troppo.
Se fosse rimasta sotto come me... gli squali non ti attaccano
sott'acqua, lo sai anche tu, lo sanno tutti... ma non si voleva
immergere.  stato orribile, lo squalo l'ha squartata in due,
l'acqua era rossa di sangue...
Non aveva la pi pallida idea di che cosa stesse parlando.
Per capiva che aveva bisogno di qualcuno che gli desse
ragione: Non  stata colpa tua, Hughie. Certo,  stata una
cosa orribile, ma tu hai fatto tutto quello che potevi.
Le braccia di lui rallentarono la stretta e lei pot liberare la
mano destra. Mentre Warriner continuava a guardarla in viso,
Rae port la mano alla tasca destra e vi lasci cadere dentro il
flacone delle pillole. Si lasci sfuggire un sospiro di sollievo.
Ma lui non se nera accorto.
Mi credi, non  vero? Le chiese.
Certo che ti credo.
Lo sapevo che mi avresti creduto. Lo sapevo. Le strinse
nuovamente i fianchi in segno di gratitudine, premendo il
viso contro le sue gambe. Aveva un tono di voce quasi normale,
mentre continuava: Non mi lascerai, vero?  cos orribile...
Poi smise di parlare all'improvviso. Aveva sollevato
nuovamente il viso, ma questa volta non la stava guardando.
Si era accorto di qualcosa. Il fucile sulla cuccetta. Un brivido le
corse lungo la schiena. Senza distogliere gli occhi dal fucile, lui
mormor: Ti stavi preparando a uccidermi.
No. Hughie, no. Ascolta, ti prego, non  nemmeno carico...
Rimaneva immobile e la sua voce era solo un sussurro:
Volevi uccidermi anche tu.
Sporse un braccio in avanti e prese l'arma per le canne. Lei
non poteva scappare, non poteva far nulla. Riusciva solo a pensare
che dopo quattro ore di tormenti aveva trovato la soluzione
e che ora, in un istante, le era sfuggita di mano. Forse la paura
sarebbe arrivata presto, ma in quel momento era troppo stanca,
troppo abbattuta per provare un qualsiasi sentimento.
Con un urlo selvaggio balz in piedi e scaravent il fucile
contro la parete. Una scheggia di legno salt via dal calcio dell'arma,
scagliandosi oltre il capo di lei. Rae si rannicchi fra le
cuccette mentre lui, ripresa l'arma per le canne, la sbatteva qua
e l, senza alcuna intenzione di colpirla, ma solo per ridurre
in pezzi il fucile. Lo scaravent a terra. In quel momento il
Saraceno sband ancora, bruscamente, e Warriner perse l'equilibrio,
cadendo sui sacchi delle vele dove lei aveva sistemato
la bussola. Vedendolo cadere, Rae si era alzata per correre via.
Ma non c'era stato abbastanza tempo. Lui era troppo vicino.
Se ne rese conto, e prefer mettersi a sedere sulla cuccetta.
Comunque, dove avrebbe potuto rifugiarsi? Non lottare con
lui, si disse. Non cercare di correre via. Poteva solo sperare di
tenerlo a bada con la dolcezza, la gentilezza. C'era qualcosa di
infantile in lui, oltre alla sua folle ossessione. Doveva raggiungere
quell'aspetto del suo carattere. E poi, se avesse voluto,
avrebbe potuto ucciderla con il fucile. Si era invece limitato a distruggerlo.
La fiss con rabbia per qualche istante, poi si mosse verso
di lei, voltandosi di scatto come se si fosse improvvisamente
ricordato di qualcosa. Quando si pieg verso il sacco delle vele
che teneva ferma la bussola, si accorse di cosa si trattava. Aveva
visto la bussola, e anche il blocco con le sue annotazioni a matita
sulla rotta. Warriner prese la bussola e la scaravent contro
la parete della cabina con un urlo di rabbia. La bussola si ruppe
spruzzando alcool in tutte le direzioni insieme ai frantumi del vetro.
Prima ancora che lui avesse il tempo di voltarsi, Rae gli
disse: Hughie, vieni qui. Quando i suoi occhi allucinati la
guardarono, lei gli fece segno di raggiungerla, toccandosi le
ginocchia dove prima aveva posato il suo capo.
Mi volevi uccidere! grid Warriner, con quanto fiato aveva
in gola. Le sue mani si strinsero e si aprirono e poi mosse un
passo verso di lei. Not che stava alzando le mani verso la sua
gola, ma i movimenti erano incerti. Le bast per riuscire a sperare,
a non perdere la calma. Continu a guardarlo con perfetta serenit.
Non essere sciocco, Hughie. Sai bene che non mi sognerei
mai di farti del male, disse. Non sapeva nemmeno come ci riusciva,
ma la sua voce era rimasta ferma e gentile, come quella di
una buona madre piena di premure e compassione per il figlio.
Si tocc ancora le ginocchia, dicendogli: Vieni qui, caro.
Warriner super di corsa i pochi metri che li separavano e
nascose il viso nel grembo di Rae, singhiozzando.
Le forze la stavano abbandonando, ma riusc a rimanere
eretta mentre con una mano gli accarezzava i capelli. Si sentiva
ancora il rumore del motore. Il Saraceno sobbalz di nuovo.
Senza nessuno al timone, ogni ondata bastava a fargli cambiare
direzione. In parte era stata aiutata dalla fortuna, ma sapeva che
se era ancora viva lo doveva soprattutto al suo intuito e al suo
autocontrollo. Sapeva che ormai non aveva pi niente da temere.
L'unica cosa che ancora non poteva fare, era convincerlo a
girare la prua. Ma quello era un problema che avrebbe risolto
con la codeina.
Poi pos lo sguardo sulla bussola frantumata. Come avrebbe
fatto a ritrovare la rotta? Beh, ci avrebbe pensato in seguito.
Evidentemente, dopo quattro ore cos, si sviluppano irriducibili
forme di speranza che portano a vedere sempre una via di uscita.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
Russell Bellew stava sognando di essere a caccia di alci nella
campagna di Bitterroot quando Lillian Warriner lo svegli punzecchiandolo
con un decimetro di legno su una spalla. Si trov
nuovamente immerso nella realt: sotto i piedi quello schifo
di barca che affondava e davanti a s lo sguardo beffardo della
Duchessa di California, come gli piaceva definire quella donna.
Lo guardava con la sua solita espressione di disgusto, come se si
fosse trovata di fronte a uno di quei barboni sporchi e puzzolenti
che passano le notti nei bagni delle stazioni. C'era mancato poco
che quella mattina riuscisse a dare alla Duchessa ci di cui aveva
bisogno, insieme a un bel po' di legnate sul sedere, quando l'aveva
stesa nella cuccetta. Ma l'arrivo di Riccioli d'Oro, che aveva avvistato
l'altra imbarcazione, l'aveva salvata giusto in tempo.
La signora mi desidera? Disse.
Ingram mi ha chiesto di svegliarti.
Simpatico quel suo modo di svegliarlo! Allung una mano
sulla natica di lei. Dovevi usare un bastone pi lungo.
Lei non fece alcun tentativo di ritirarsi o di colpirlo e non si
preoccup nemmeno di cambiare espressione. Mi basta che tu
sia sveglio.
Che cosa vuole da me il tuo amico marinaio?
C' una tempesta in arrivo.
E allora?
Allora, se ci travolge non ci resta molto...
Ti preoccupi?
Lo guard sorridendo. E tu? Poi ritorn sul ponte.
Strano tipo, la Duchessa. Ma qualcuno prima o poi le
avrebbe insegnato che non era cos coraggiosa come lei dava a
intendere. Anche se di sicuro sarebbe stata un uomo parecchio
migliore di quel fringuellino di suo marito, con l'arrivo della
tempesta, non appena l'oceano avesse iniziato a ribollire, anche
lei avrebbe finalmente abbandonato la sua maschera da dura e
avrebbe iniziato a gridare come un'aquila. L'idea di una tempesta
in arrivo non piaceva neanche a lui. Beh, per quanto terribile,
non sarebbe mai stato come in guerra. Ma erano cose successe
molti, molti anni prima.
Al diavolo, c'era anche quell'altra questione. Il giovane
Hughie. Il bastardo non sarebbe affondato con loro. Gli si formava
un nodo in gola al solo pensiero che quel ragazzino viziato
fosse riuscito a mettersi in salvo prima che la nave incominciasse
ad affondare. E per salvarsi, aveva sacrificato quattro persone.
Ma cosa c'entrava adesso? Niente? Niente di niente.
Sal sul ponte.
Erano le 17,10 quando la tempesta esplose intorno a loro.
Ingram era alla pompa. Bellew e Lillian Warriner si erano messi
a riparo nel cassero.
Lei aveva i capelli incollati alla nuca per via della pioggia e il
cappello messicano di Bellew era volato in mare alla prima raffica
di vento. Il portello del cassero era chiuso e avevano chiuso
pure i due portelli di ventilazione. Non c'era altro da fare che
pregare e pompare.
Ingram teneva gli occhi aperti davanti a s ma la visibilit
era quasi nulla. Si era accorto fin dall'inizio che il peggio della
burrasca stava passando pi a nord, ma non era una gran consolazione.
Non aveva infatti paura del vento o della pioggia, ma
del mare, che avrebbe sfasciato la chiglia della nave. E il mare
ribolliva come una pentola che si estendeva a perdita d'occhio.
Con tutta quell'acqua nel suo ventre, l'Orfeo non poteva
galleggiare sulle onde che si schiantavano contro il fasciame
marcio e pronto a cedere da un momento all'altro. Veniva sommerso
a ogni ondata e tremava come una foglia, faceva pena,
come un vecchio animale ferito che si trascina nella foresta per
sfuggire ai cani e ai cacciatori che lo braccano. Sentiva gli scricchiolii
e i gemiti delle costole e sapeva bene che a ogni movimento
i chiodi che tenevano fisso il fasciame si allentavano
sempre pi nelle tavole marcescenti, che prima o poi avrebbero
ceduto. Proteggendosi il viso dalle raffiche di pioggia e vento,
continuava a pompare senza sosta. Intanto si chiedeva se anche
la base che reggeva il motore non fosse marcia cos come il
fondo che teneva fissata la chiglia...
Ma reggevano, e in circa venti minuti la tempesta cominci
a placarsi. Rispunt il sole. Il vento diminu e poi cess completamente.
Erano ancora a galla. Alle sei di sera, mentre il sole
era basso all'orizzonte, il mare si era calmato e non saliva pi a
bordo. Poterono cos riaprire i portelli per rimettersi a pescare
acqua con i secchi. Quando Ingram guard gi tra i portelli
aperti si rese subito conto che la barca non ce l'avrebbe fatta a
rimanere a galla oltre la notte.
...
Erano le 13,40, da cinque minuti Warriner era balzato
in piedi per tornare sul ponte a reggere il timone. Adesso il
Saraceno filava diritto tagliando l'acqua di fronte a s. Rae
Ingram era in cucina, intenta a schiacciare l'ultima pastiglia di
codeina per Warriner. Il flacone contenente le altre pillole era
stato nascosto in un cassetto a portata di mano, nel caso ne
avesse avuto bisogno. Mentre versava la polvere nel bicchiere,
pensava a cosa usare per miscelarla. Ma un problema pi
grande la tormentava adesso. Era ormai sicura che in pochi
minuti sarebbe riuscita a prendere possesso della barca, ma
sarebbe stato inutile se poi non fosse riuscita a trovare l'altra
imbarcazione.
I dati che aveva annotato non servivano pi a niente adesso
che lui aveva fracassato la bussola. Non poteva pi rapportarli
alla bussola magnetica del ponte. I 226 gradi che aveva registrato
dovevano avere, grosso modo, uno scarto sul reale di
circa venti gradi. Conoscendo la rotta che stavano seguendo
quando John aveva lasciato il Saraceno, e tenuto conto che
ormai dovevano essersi allontanati di circa venticinque miglia,
forse sarebbe riuscita a ricostruire il percorso a ritroso. Ma
aveva bisogno di sapere la rotta che Warriner stava seguendo
adesso. Si poteva guardare la bussola magnetica solo stando
davanti al timone e se lei gli si fosse avvicinata troppo, Warriner
avrebbe avuto dei sospetti. Non poteva rischiare di innervosirlo
di nuovo e compromettere cos tutto il suo piano. Aspetta, si
ripeteva, cominciando a immaginare una soluzione. Il sole.
Era abbastanza alto per proiettare una buona ombra. Non ne
avrebbe ricavato un rilievo esatto, ma era comunque sufficiente
da permetterle di rintracciare l'altra imbarcazione.
Si mise al lavoro. Decise di mascherare il sapore delle pillole
con del limone. Prepar un'ottima limonata ghiacciata, con
tanto zucchero. Prima fece sciogliere bene la codeina nell'acqua,
accertandosi di non lasciare dei residui che potessero insospettirlo.
Warriner stava sotto i raggi cocenti del sole dalle nove
del mattino, senza aver mai bevuto neanche un goccio d'acqua.
Non avrebbe saputo resistere... specialmente se lei avesse finto
di aver preparato quella bibita per s, senza offrirgliene, e se lui
l'avesse vista bere da quel bicchiere. Un sorso non le avrebbe
fatto male.
And sul ponte col bicchiere in mano. Warriner la guard
e sembr contento di vedere che si sedeva lontano da lui. Non
disse nulla. Lei finse d'ignorarlo e si mise a guardare il mare
aperto come se sperasse d'intravedere l'altra imbarcazione.
Bevve un sorso della limonata.
Il sole era alle sue spalle e l'ombra proiettata dal suo corpo
pendeva a sinistra: dovevano essere in direzione sud-ovest.
C'era una buona probabilit che Warriner fosse diretto alle
Isole Marchesi o a Tahiti, ma non poteva esserne certa perch
non sapeva se era stato in grado d'individuare la rotta giusta. Il
dondolio, poi, avrebbe continuato a muovere l'ombra e la barca
stessa. Decise allora di fissare un punto, ad esempio l'albero
maestro, e di guardarne l'ombra proiettata in vari momenti,
per poi stabilire il punto intermedio. Una volta entrata in possesso
del timone, avrebbe girato la nave in modo che l'ombra
dell'albero coincidesse col punto trovato e avrebbe cos saputo
la rotta che stava seguendo. Era certa che avrebbe funzionato.
Piuttosto, lui avrebbe abboccato all'esca? Stava l ferma da un
po' di minuti e Warriner non aveva ancora detto una parola.
Guard verso di lui con apparente indifferenza e si accorse
che stava fissando il bicchiere. Cos lo port alla bocca e bevve
un altro piccolo sorso; poi lo pos accanto a s, prendendo
una sigaretta dalla tasca. Il vetro del bicchiere era appannato
ma lasciava intravedere la bevanda ghiacciata. Quanto avrebbe
resistito?
Che cosa stai bevendo? Si decise infine a chiederle.
Limonata, rispose lei.
Oh.
Si rimise il pacchetto di sigarette in tasca. Decise di aspettare.
Meglio che fosse lui a chiedere. Vide che guardava di nuovo
il bicchiere e fu certa di aver vinto. Non le ci era voluto molto
per farglielo desiderare. Non ce l'avrebbe fatta a resistere. Se le
avesse chiesto di preparargliene un altro bicchiere lei lo avrebbe
fatto, e ci avrebbe messo dentro altre tre pastiglie di codeina. Se
poi avesse preferito bere dal suo bicchiere, e lasciare l'altro a lei,
sarebbe stato comunque servito. Ma era convinta che avrebbe
scelto la strada pi breve. E infatti fu cos.
Sembra buona, disse Warriner.
Vuoi che ne prepari una anche per te?
Negli occhi di lui brill un lampo di furbizia sospettosa:
quella donna non sarebbe certo riuscita a incastrarlo con un
bicchiere di limonata. Perch intanto non mi dai la tua e non
vai a prepararne un'altra per te?
Ma ho gi bevuto io in questo bicchiere, protest lei.
Non fa niente. Sorrise, sentendosi particolarmente furbo,
e porse la mano per ricevere il bicchiere.
Lei alz le spalle e glielo porse. Poi and verso le scale.
Prima di scendere gli disse ancora:
Vuoi che prepari dell'altra limonata intanto che la faccio per me?
No, mi basta questa, rispose ancora sorridendo. E grazie mille.
Come fu sottocoperta, lontana dal suo sguardo, si port
avanti. Con quella messinscena doveva aver allontanato anche i
suoi ultimi sospetti. Quanto ci sarebbe voluto? Non pi di cinque,
dieci minuti, ma non appena avesse incominciato a sentire
gli effetti della codeina, avrebbe capito di esser stato ingannato
e allora sarebbe diventato pericoloso. Era meglio che rimanesse
l, pronta a rifugiarsi dentro alla cabina e a barricarsi dentro
se lui fosse sceso sottoponte, anche se era sicura che non ce
l'avrebbe fatta a spingersi tanto lontano. Naturalmente c'era il
rischio che chiudesse da fuori la porta alla coperta, bloccandola
con qualcosa. Ma doveva provare. Comunque, il rumore non
lo avrebbe certo svegliato e con gli attrezzi della sala motore
avrebbe potuto scardinare la porta.
Prese una corda e il coltello che le era prima servito per
aprire la scatola delle munizioni. Guard fuori dalla porta socchiusa
in direzione della scala che portava al ponte. Pass un
minuto. Tre. Dieci. Il Saraceno continuava a navigare apparentemente
sotto controllo. Forse, preso dai sospetti, alla fine non
aveva bevuto. Era sicura che non poteva averne sentito il gusto.
Lo zucchero e il limone mascheravano perfettamente le tracce
della codeina. All'improvviso sent che il Saraceno navigava in
bando. Le arriv anche un tremendo grido di rabbia, e vide il
bicchiere volare gi per le scale. Si frantum con uno schianto
sul pavimento. Rae continu a tener d'occhio la porta che dava
sulla scala ma non vide nulla. Un altro eterno minuto pass.
Il Saraceno sbandava, completamente in balia delle onde, che
continuavano a fargli cambiare direzione. Sembrava girare in
cerchio. Forse Warriner, avvertiti i primi sintomi, aveva cercato
di alzarsi in piedi ed era poi svenuto girando il timone e bloccandolo
col peso del suo corpo.
Rae corse fino alla scala, sal i primi gradini affacciandosi sul
ponte e rimase sconvolta nel vedere che Warriner era caduto
in avanti sul timone, ma non si era ancora addormentato. Con
le ultime forze stava cercando di tirarsi in piedi. Aveva il viso
contratto e gridava come un pazzo. Con la mano raggiunse il
cruscotto, il motore si spense di colpo, poi lo vide estrarre la
chiave di accensione e, con un ultimo sforzo, gettarla in mare.
Poi Warriner si accan sulla bussola, afferrandola con
entrambe le mani. Con uno sforzo tremendo riusc a sollevarla
e mentre cercava di scaraventarla in acqua, cadde a terra privo
di sensi. La bussola gli scivol via di mano, frantumandosi a
terra in mille pezzi e spruzzando alcool e frammenti di vetro
in tutte le direzioni. Mentre il Saraceno si fermava, Rae rimase
immobile a fissare la scena, pensando che avrebbe fatto meglio
a ucciderlo quando si era presentata l'occasione. A bordo non
cerano altre bussole.
Poi si riprese e sal sul ponte. Dopo tutto quello che aveva
passato, nulla l'avrebbe fermata. Non aveva idea di come ritrovare
la rotta, ma per il momento, aveva altri pensieri. Prima di
tutto doveva legarlo. Anche se non ne era molto sicura, l'effetto
della droga sarebbe durato otto o dieci ore. Se non avesse
rintracciato l'altra imbarcazione nel giro di cinque o sei ore al
massimo, poteva anche abbandonare ogni speranza e allora non
le sarebbe pi importato di niente. Ma intanto era comunque
meglio che Warriner fosse legato e immobilizzato una volta
per tutte. Gli si avvicin con la corda e il coltello che ancora
stringeva in mano.
Non si era pi mosso da quando era caduto. Si chin per
toccarlo, un poco timorosa, ma si rese subito conto che nulla
avrebbe potuto svegliarlo. Era ancora disteso dietro al timone e
non c'era modo di spostarlo. Doveva pesare novanta o novantacinque
chili e ci sarebbe voluto un sollevatore di pesi per
alzarlo da terra e trascinarlo via. Era incastrato tra il timone e
il sedile di guida, ma lei avrebbe comunque potuto manovrare
in piedi o dal sedile a fianco. La cosa pi importante era non
perdere tempo, neanche un secondo. Tagli un pezzo di corda e
gli leg stretti i polsi. Gli pass un altro pezzo di corda attorno
alle braccia fissandole alla base del sedile di guida. Leg quindi
le caviglie e le agganci al sostegno della bussola. Non sarebbe
pi riuscito a muoversi. Il suo viso adesso era disteso, come se
stesse sognando.
Rae si rialz in piedi, si asciug il sudore che le bagnava la
fronte e guard l'orologio. Fu subito assalita da mille problemi
che le si affacciarono nella mente, sovrapponendosi. Il problema
principale era la rotta. Erano le 14,20. Cerc di calmarsi e
di considerare un problema alla volta. Per prima cosa doveva
rimettere in moto il motore. Normalmente, lei e John odiavano
il rumore del motore. Ora il Saraceno dondolava tranquillo e
il silenzio regnava intorno a lei. Un silenzio di tomba. Prima,
quando c'era John l con lei, era la cornice ideale per la loro
serenit. Adesso, quel tremendo silenzio era soltanto il segno
tangibile della sua solitudine e la faceva impazzire!
Si mise in ginocchio a scrutare sotto il pannello dei comandi.
C'era un groviglio di fili. Riusc a trovare i due che portavano
alla chiavetta dell'accensione. Li pieg e ripieg finch non li
ebbe spezzati. Poi li tir per poterli vedere meglio e con il coltello
tolse un pezzetto della guarnizione di gomma. Un quindi
le due estremit, mise in folle la leva del cambio e schiacci il
bottone dell'accensione. Il motore si accese con un rombo.
E adesso...
Tutto ci che aveva per orientarsi era il sole, che sarebbe
rimasto alto in cielo ancora quattro ore... sempre che non
scomparisse prima dietro a qualche nuvola. Tanto per cominciare,
se avesse girato la barca in modo che l'ombra dell'albero
fosse dalla parte opposta rispetto al punto che aveva localizzato
prima, sarebbe riuscita, grossomodo, a invertire la rotta.
Si diresse verso prua, sul lato dove prima aveva mentalmente
memorizzato il punto medio delle ombre dell'albero maestro.
Partendo da prua, misur la distanza fino a quel punto con un
pezzo di corda. Poi riport sull'altro lato la stessa misura. Leg
la corda nel punto trovato, in modo che fosse visibile dalla
timoneria e le facesse da guida.
Non aveva alternative, ed era solo una debole fiamma nelle
tenebre. Non era nemmeno sicura che Warriner non avesse
cambiato rotta dopo aver distrutto la bussola sottoponte.
Sperava che non avesse mai cambiato direzione da quando
avevano lasciato l'Orfeo. Sperava... che cosa altro poteva fare?
Doveva solo avvicinarsi all'altra barca in un raggio di quattro
miglia e poi avrebbe potuto avvistarla. E forse quei suoi riferimenti
approssimativi sarebbero stati sufficienti.
Ritorn nella timoneria, innesc la marcia, tir l'acceleratore
e gir il timone. Seduta sul sedile di fianco a quello di guida,
vedeva chiaramente il segno che aveva messo in coperta. Gir
il Saraceno in modo che l'ombra dell'albero maestro vi cadesse
esattamente in corrispondenza. Non appena ebbe invertito la
rotta, guard l'orologio: erano le 14,35.
Quanto doveva navigare, quante ore? Warriner aveva fermato
il motore poco dopo le quattordici. E stavano viaggiando
dalle nove del mattino. Erano passate cinque ore da quando
avevano lasciato l'Orfeo... senza contare il tempo in cui lui era
rimasto sottocoperta con lei e il Saraceno aveva continuato ad
avanzare tra le onde. Alla stessa velocit, poteva raggiungere la
zona di partenza per le sette di sera, appena dopo il tramonto:
non sarebbe stata completamente al buio, ma non avrebbe pi
avuto riferimenti per determinare la rotta.
A quel punto doveva aver gi avvistato l'Orfeo, o non ci
sarebbe pi stata nessuna speranza. Se non lo vedeva, significava
che forse era gi affondato o che lei aveva sbagliato rotta,
e senza bussola sarebbe stata la fine anche per lei. E comunque
non avrebbe pi fatto alcuna differenza se non fosse riuscita a
rintracciare l'Orfeo.
Qualche minuto dopo le quindici vide delle nuvole addensarsi
verso nord. La tempesta era ancora lontana all'orizzonte,
ma non poteva correre il rischio di correrci dentro con le vele
alzate. Non voleva perdere tempo, ma era troppo rischioso.
Arrest il motore e si mise al lavoro, cercando di fare in fretta.
In meno di venti minuti aveva finito. Era di nuovo in viaggio
con il sole ancora alto in cielo.
Warriner non si era pi mosso da quando era caduto a terra.
Cominci a temere che la dose di tre pillole fosse stata eccessiva.
Appoggi una mano sul suo collo e avvert le pulsazioni,
lente ma continue.
Alle quattro e mezzo cominci a ispezionare l'orizzonte con
il cannocchiale. Forse l'Orfeo aveva incontrato un po' di vento
e John aveva cercato di seguirli. Ma i suoi occhi incontrarono
solo la sconfinata superficie vuota del mare.
Vennero le cinque. Le cinque e mezzo. La tempesta si era
mossa verso ovest e si era gi scatenata. Delle nuvole sparse
oscuravano il sole, ma lei continuava a procedere regolandosi
con l'angolazione individuata quando ancora c'era il sole. Di
tanto in tanto scrutava l'oceano intorno a s. Alle diciotto l'ansia
le faceva scoppiare il cuore.
Alle sei e mezzo il sole spunt dietro una nuvola e l'ombra
dell'albero maestro la rassicur che aveva seguito la rotta giusta.
I raggi cominciavano a tingere di rosso il cielo. L'ombra dell'albero
lentamente svan. Rae continuava a scrutare con ansia il
mare intorno a s.
Il cielo cominci a colorarsi. Il sole stava sparendo all'orizzonte
e il mare si tingeva di un giallo dorato. Per un attimo Rae
non pot fare a meno di ricordare quando lei e John avevano
visto il sole immergersi nel mare in quello sfavillio di luci e
un nodo di pianto la strinse alla gola. Fu presa da un tremito
convulso. Mise la marcia in folle e si port sul ponte. Sal sul
tetto della timoneria e tenendosi col braccio all'albero, port il
cannocchiale agli occhi. Nulla. Il mare intorno a lei era completamente
vuoto. Erano le 19,05.
Gli occhi di Ingram scrutavano impassibili l'interno della
cabina. Nonostante il loro sforzo, l'acqua era salita di qualche
centimetro nell'ultima mezz'ora. Si ferm per guardare l'immenso
mare vuoto intorno a loro. Guard l'orologio. Erano le 18,50.
Lasci cadere il secchio sul ponte e si avvicin agli altri.
Sospendete per un attimo.
Bellew lo guard sospettoso. Lillian Warriner, allontanandosi
i capelli bagnati dal viso, gli disse: Ce l'abbiamo fatta?
Lui scosse il capo. No. Non riusciamo nemmeno a mantenere
l'acqua allo stesso livello. Ma un quarto d'ora in pi o in meno
non fa grande differenza ormai, e vorrei dare un'altra occhiata
dalla cima dell'albero.
Si mise il cannocchiale al collo e prepar l'attrezzo per farsi
issare sull'albero. Quando fu in cima ordin di non perdere di
vista la corda. Le gambe strette intorno all'albero, si mise a scrutare
l'orizzonte. A est il blu del mare stava gi tingendosi di nero
col sopraggiungere della notte, mentre a ovest il cielo era ancora
infiammato dai raggi del sole, che stava scomparendo oltre l'orizzonte.
Era impossibile sfuggire all'incantesimo di quello scenario
e tenere la mente lontana dai ricordi. Era contento di essere solo
lass, e di poter nascondere agli altri l'espressione del suo viso.
Alz il cannocchiale e si mise a scrutare l'orizzonte. Cominci
da sud, muovendosi metodicamente verso est, dove la luce
cominciava a scomparire. Niente. Sempre niente...
Chiss dov'era sua moglie. Era ancora viva? Il cannocchiale
gli tremava tra le mani. Lo abbass e chiuse gli occhi.
Passato quell'attimo di smarrimento, riusc a riprendere il
controllo. Alz ancora il cannocchiale, osservando lentamente
tutta l'area che aveva appena smesso di scrutare e poi continu
verso ovest, dove il sole tingeva il cielo e il mare di giallo
oro. Si arrest di colpo. Inghiott la saliva, che sent come
un nodo in gola. Fece per guardare ancora, ma subito non ci
riusc. Aveva paura.
Era l'albero di uno yacht.
L'Orfeo si mosse e lui perse di vista quel punto lontano.
Alz il cannocchiale e ritrov quel che cercava. Una minuscola
matita. Strinse le braccia intorno all'albero per contrastare
il tremito delle mani che gli disturbava la visuale. Adesso
riusciva a scorgere anche l'altro albero! Sembravano due stuzzicadenti,
col pi basso laggi sulla sinistra.
Grid: Fatemi scendere, svelti!
Sapeva che cosa dovevano fare. Sotto, gli altri due lo guardavano
con ansia. Salt gi dal tetto del cassero.
L'ho vista:  l, verso ovest, cominci a dire. Quando
fecero per interromperlo lui li ammon con un gesto della
mano. Lasciatemi finire, prima. Non ci vedr. Lo scafo del
Saraceno  pi basso. Da l in cima sono riuscito a vedere solo
la punta degli alberi.  a ovest rispetto a noi, e non ci vedr
perch  diretta a nord. Dal ponte non pu accorgersi di noi
e proseguir...
Ma non c' un modo per attirare la sua attenzione?
Chiese Lillian Warriner.
Soltanto uno. Dar fuoco a questa barca.
Oh. Gli diede un'occhiata sorpresa, ma poi torn subito
calma. Potr vederci da l?
Penso di s.
Pensi di s? Bellew intervenne. Fantastico!
Piantala. Continu. Abbiamo buone probabilit che ci
veda. Siamo a est per lei, e in una quindicina di minuti avremo
il buio alle spalle. Cos le fiamme dovrebbero vedersi bene
anche da molto lontano.
E se non ci vedr? chiese Bellew. No, non preoccuparti di
rispondermi. Se non ci vedr possiamo sempre chiamare un taxi
e farci portare all'albergo pi vicino.
Alla peggio, anticiperemo solo il disastro di qualche ora.
L'acqua sta salendo malgrado i nostri sforzi. Questa barca non
rester comunque a galla oltre la mezzanotte. Stavano perdendo
del tempo prezioso in discorsi stupidi. Si rivolse allora a Lillian
Warriner: L'Orfeo  tuo e finch sei a bordo la decisione spetta a te...
E allora diamogli fuoco, disse lei, freddamente.
Bellew alz le spalle. Che cosa stiamo aspettando?
Brucer, piuttosto? chiese Lillian Warriner. Voglio dire,
con tutta quest'acqua dentro e l'esterno umido per la pioggia?
Diamo subito fuoco alla sala nautica, rispose Ingram. C'
rimasta della benzina?
Nemmeno una goccia.
Che cosa usate per la stufa, gas liquido o cherosene?
Cherosene. Dovrebbero essercene parecchie taniche gi nel ripostiglio.
Bene. E solventi per la pittura e cose del genere, ne avete?
S, dovrebbero essercene.
Bene. Si pass una mano sul viso poi cominci a impartire
ordini precisi. Per prima cosa prendete i vostri passaporti, i
soldi e il giornale nautico; non potete portare nient'altro con
voi. Avvolgeteli nella plastica in modo che resistano all'acqua.
Asciugate la lancia e mettete in salvo i vostri effetti personali
con anche un paio di torce elettriche. Indossate dei giubbotti di
salvataggio e poi venite a darmi una mano.
Senza neppure attendere un cenno di conferma corse nella
sala nautica. Afferr una torcia elettrica e si precipit all'interno,
dove sapeva che c'era il ripostiglio. Apr la porticina e accese la
torcia. In alto c'erano degli utensili e dei pennelli.
Scorse un'accetta, la prese e infil il manico nei calzoncini.
Alcuni barattoli erano ormai ricoperti dall'acqua, che aveva
invaso anche il ripostiglio, ma dovevano essere di pittura e
perci li ignor. C'era anche una mezza dozzina di contenitori
di latta rettangolari. Non poteva sapere di che cosa si trattasse
perch le etichette erano sparite da un pezzo. Ma non importava.
Fece due o tre viaggi per trasportare nella sala nautica tutti
quei barattoli di latta. Durante l'ultimo viaggio sul ponte vide
Bellew e Lillian Warriner che stavano svuotando la lancia.
...
Mentre Ingram correva verso poppa con due taniche in
mano, Bellew gli chiese che cosa dovevano fare. Gli rispose che
li avrebbe raggiunti e avrebbero messo la lancia in mare. Nel
frattempo con un colpo dell'accetta che aveva portato con s,
infranse il vetro di una finestra della sala nautica e ci scaravent
dentro le taniche di cherosene. Lillian Warriner aveva due
torce elettriche e un pacchetto avvolto in un foglio di plastica.
Mentre lei li sistemava nel fondo della barca, Ingram not la
bussola, che era rotolata fuori quando Bellew aveva piegato
la barca per svuotarla. Non si era rotta. La prese e la rimise dentro.
Sollevarono la barca, uno a prua e l'altro a poppa e la fecero
passare oltre il bordo posandola sull'acqua. Ingram pass la
corda della barca a Lillian Warriner e le disse: Porta la barca a
poppa e aspettaci l. Poi si rivolse a Bellew: Porta di sopra un
paio di vele dal ripostiglio, non importa quali. Buttale ai piedi
dell'albero maestro. Poi porta tutte quelle latte a poppa.
Dove vuoi che le metta? chiese Bellew.
Davanti alla timoneria, rispose Ingram, e si avvi verso la
sala nautica. Con pochi colpi frantum anche le altre finestre.
Cominci a tirar fuori i cassetti, fracassandoli con l'accetta.
Poi in un angolo impil le carte nautiche. Una delle taniche
si era aperta rovesciando parte del liquido sul pavimento. Lui
vi aggiunse anche il resto e poi svuot il contenuto dell'altra
tanica in parte sulle carte e in parte sui rottami di legno. Era
cherosene. Sarebbe bruciato rapidamente. Tir fuori l'accendisigaro.
Era bagnato e fatic parecchio a farlo funzionare. Alla
fine la fiammella si accese e lui l'avvicin alla carta nell'angolo.
In un attimo la fiammata si alz e Ingram si precipit fuori
mentre il fuoco divorava il resto della sala.
Bellew aveva ammonticchiato le vele dove gli era stato
indicato, e adesso stava andando avanti e indietro trasportando
i barattoli. Ingram apr il coltello e si mise a tagliare la velatura.
Sparse le vele sul ponte. Bellew stava arrivando con gli ultimi
contenitori. Ingram ne sfond due con un colpo d'accetta. Era
olio di lino e lo lasci colare sulle vele. Ripet l'operazione anche
con altri due barattoli di latta. Era cherosene. Cominciava a
sentire il fuoco ardere sotto di lui, nella sala nautica. Le fiamme
iniziavano a uscire attraverso le finestre rotte.
Nella lancia adesso, ordin a Bellew. Tu per primo, prendi
i remi. Bellew entr e poi aiut Lillian Warriner a salire.
E tu non vieni? Chiese lei, rivolgendosi a Ingram.
Non ce la farebbe a reggere tre persone, rischiamo di rovesciarci.
Ma tu non hai nemmeno il giubbotto di salvataggio...
Lui tagli corto. Non ne ho bisogno. Allontanatevi di qualche
metro e aspettatemi. Voglio che l'Orfeo faccia una bella
fiammata tutta d'un colpo. Allontanatevi.
Diede una spinta alla barca. Bellew si mise a remare e la
lancia si allontan.
C'erano otto contenitori di latta di fronte alla timoneria. Li
apr uno ad uno con un colpo d'accetta e ne rovesci il contenuto
sulla coperta. Il fuoco aveva gi quasi divorato il soffitto.
Ben presto le fiamme avrebbero raggiunto il ponte, arrivando a
incendiare il liquido sparso a terra. Doveva sbrigarsi. Si port
verso poppa, guardandosi alle spalle, e mormor: Guardaci,
cara, siamo qui. Salt il parapetto e fin in mare.
Nel frattempo Bellew aveva portato la barca a una trentina
di metri. Lillian Warriner guardava l'Orfeo che bruciava lentamente.
Proprio mentre Ingram si stava tuffando in acqua,
un'esplosione lacer l'aria e le fiamme salirono alte in cielo illuminando
la zona intorno per un raggio di un quarto di miglio.
Ne poteva sentire il calore sulla pelle.
Ingram li raggiunse e si aggrapp con le mani al bordo della
barca. Se non fate movimenti bruschi non dovreste rovesciarvi.
Comunque, ricordate che la cosa pi importante sono le torce
elettriche. E meglio muoversi verso ovest.
Bellew si guard intorno, cercando di orientarsi. Non vedo
niente, disse, con la luce di quelle fiamme negli occhi.
Ingram disse a Lillian Warriner di sistemarsi la bussola fra i
piedi e di tenerla ferma in modo che Bellew potesse vederla.
Continuer a bruciare finch non ci avr raggiunto?
Chiese Lillian Warriner.
No. Questo fuocherello finir nel giro di venti minuti. Ma
per lei dovrebbe essere sufficiente a rintracciarci e a fissare la
rotta sulla bussola.
Continuarono a procedere nel buio.
...
Erano le 19 e 20. C'era ancora luce sufficiente per poter individuare
la direzione, e ne avrebbe avuta ancora per una decina
di minuti. Si guardava in giro quasi in preda alla disperazione.
Ormai non aveva pi lacrime da versare, ma la speranza era
ancora enorme. Poi, quando anche la speranza la stava abbandonando,
vide verso est un bagliore rossastro. Prima non c'era.
Rimase come imbambolata a fissare quella luce lontana che
cresceva sempre pi. Poi le lacrime le scesero lungo le guance.
Erano loro. John doveva averla scorta in lontananza e aver deciso
di dar fuoco all'imbarcazione per attirare la sua attenzione.
Adesso aveva un punto verso il quale dirigersi.
Dopo qualche minuto le lingue di fuoco non erano pi
visibili, ma il cielo attorno ne era rischiarato. Quanto sarebbe
durato quell'effetto? Le serviva pi di un'ora per raggiungere
l'imbarcazione in fiamme. Doveva rintracciare una stella
per fissare un punto di riferimento. La stella polare non era
visibile, erano pur sempre a sud dell'equatore. Venere, ecco
la stella adatta. La vide sbucar fuori da dietro un banco di
nuvole. I bagliori rossastri erano ancora visibili in lontananza.
Cominciavano ad affievolirsi. Poi scomparvero all'improvviso
come succede a una candela spenta con un soffio. L'Orfeo era
stato inghiottito dal mare.
Aveva fissato la rotta tenendo come riferimento Venere.
Ma dopo un po' rimase nascosta dietro un banco di nuvole.
Nel frattempo Rae aveva acceso le luci di posizione sull'albero
maestro. Quando la stella ricomparve in cielo si rese conto di
aver cambiato posizione dirigendosi verso sud. Gir il timone
e rimise il Saraceno in rotta. L'Orfeo doveva essere l nel raggio
di due o tre miglia. Procedeva avvolta dalle tenebre. Venere
rimase ancora nascosta dietro una grossa nuvola. Nel giro di
un paio di minuti non avrebbe pi saputo dove stava andando
e sarebbe stato troppo tardi.
Spinse la leva del cambio in folle. Stacc i fili per spegnere il
motore cos da poter udire ogni minimo suono proveniente dal
mare infinito. Non vide nessuna luce n sent alcun rumore.
...
Le fiamme alle loro spalle si erano spente. Da circa quindici
minuti, ormai, l'Orfeo era affondato. Ancora niente, disse
Lillian Warriner nel buio. Ogni volta che erano sulla cresta di
un'onda lei si guardava intorno con ansia, in cerca di qualche
segno della presenza dell'altra barca.
Che ore sono? Chiese lui.
Tenne l'orologio sotto il raggio della torcia elettrica. Le
otto e dieci.
Erano trascorsi cinquanta minuti. Avrebbero dovuto vedere
almeno le luci di direzione del Saraceno. C' troppa luce sulla
barca, disturba l'osservazione, disse Ingram. Lillian, copri la
lente della torcia con la mano in modo che ne esca soltanto
un piccolo raggio per illuminare la bussola. Baster a vedere la
rotta e non ti disturber gli occhi. Quando avrai individuato
l'orizzonte, fissa lo sguardo un poco pi in alto. Se c' qualche
luce dovresti riuscire a vederla. La donna gli ubbid senza parlare.
Lui dall'acqua non poteva vedere niente. Trascorsero altri
minuti. Forse se mi alzassi in piedi... disse lei.
No. Vi ribaltereste. Fra poco ci raggiunger. Segui sempre
la rotta, vero Bellew? Non stare a fissare l'orizzonte anche tu.
Continuo a procedere verso ovest, rispose Bellew. Poi continu
in tono sarcastico. Non sarebbe proprio un bello scherzo
se tu ti fossi sbagliato e non avessi visto nessun albero?
Ho visto gli alberi della mia barca, rispose freddo Ingram.
Gli aveva risposto solo per rassicurare Lillian. Altrimenti non
avrebbe nemmeno sprecato il fiato.
All'improvviso Lillian Warriner lanci un grido. La vedo,
la vedo!
Dove?
L, verso sinistra, alla mia sinistra.
Bene, disse Ingram con calma. Non staccare gli occhi
dalla luce. Bellew, voga con il remo destro finch Lillian non ti
dir che siete in rotta e poi controllate la bussola.
Bellew esegu. Ecco, cos! conferm Lillian Warriner.
Quasi diretta a sud, rifer Bellew. Centottantacinque,
centonovanta.
Ingram venne fuori da dietro alla barca e quando si sent
sollevato sulla cresta dell'onda guard in avanti. Non poteva
vedere nulla. Era troppo basso. Ma perch era cos fuori rotta?
Anche a una distanza di otto miglia avrebbe dovuto passare
in un raggio di poche centinaia di metri al massimo. Potete
vedere le luci di via? chiese.
No. Soltanto la luce di posizione sull'albero maestro,
rispose la signora Warriner. Credo si trovi a un miglio o due
di distanza. Un momento. Mi pare di vedere le luci rosse di via.
S, eccole. Dev'essersi allontanata da noi per un momento, ma
ora si sta riavvicinando.
Va bene, disse. Lascia perdere un attimo la bussola. Cerca
di dirigere Bellew verso la barca. E intanto prendi le torce elettriche
e tienile pi in alto che puoi...
Fu interrotto dal grido improvviso di Lillian Warriner e cos
alz lo sguardo e vide anche lui: un razzo schizz in cielo proprio
sopra le loro teste e precipit poi in acqua, galleggiando
sul mare come uno strano fiore.
Si  persa, disse Bellew. Dannazione, credevo che, come
ci hai assicurato tu, sapesse stare al timone...
Risparmia il fiato! Tagli corto Ingram. Poi si rivolse a
Lillian Warriner: Quando il razzo si spegne, comincia subito
a muovere le torce in alto, il pi in alto possibile, puntando i
raggi in direzione del Saraceno.
Lillian Warriner tenne le torce pronte ma non disse nulla.
Forse anche la mente di lei era attraversata dai suoi stessi
pensieri. Forse. Solo uno stupido come Bellew poteva non
aver capito che l a bordo c'era qualcosa che non funzionava.
Era ferita? O aveva ucciso Warriner e adesso, allo stremo delle
forze, non sapeva pi cosa stava facendo? Poi i raggi delle torce
solcarono il buio davanti a loro. Passarono interminabili minuti,
durante i quali Lillian Warriner continu a muovere le torce
segnalando la loro presenza.
Un grido improvviso: Ha girato, si avvicina, posso vedere
chiaramente tutte le luci di via!
Ingram sospir. Li aveva avvistati e si stava avvicinando.
...
.
...
CAPITOLO 16.
...
.
...
La distanza diminuiva. Davanti a lei le luci erano a meno
di un quarto di miglio. Poi le venne da pensare che lui fosse in
acqua anzich nella barca e lasci il timone il tempo necessario
per sistemare la scaletta lungo la fiancata. Improvvisamente le
sue gambe erano diventate deboli e quasi non la reggevano pi.
Cos, ritornando nella timoneria, ci manc poco che cadesse a
terra. Faceva fatica a respirare e sentiva il cuore battere all'impazzata.
Fissava i due punti luminosi davanti a s come per
scacciare via il buio che la divideva da loro. Duecento metri...
Diminu la velocit e accese i fari di prua. Il mare era illuminato
solo per trenta o venti metri davanti a lei, ma poteva
ancora vedere quei due punti luminosi in lontananza.
Si port a sinistra e poi a destra. Mise la marcia in folle e
diminu al massimo la velocit. Il Saraceno si ferm lentamente,
e adesso le luci erano a meno di cinquanta metri. Si chin,
stacc i fili di accensione e nell'improvviso silenzio pot udire il
rumore dei remi. Lui era nella lancia. S'inginocchi sui cuscini
della timoneria per guardare fuori.
Adesso vedeva la barca chiaramente. Stava entrando nel
raggio dei fari. A bordo cerano due persone. John era ai remi
e seduta a poppa scorse una figura pi esile. Doveva essere una
donna... Poi cap che non era John ai remi. Era un tizio pi
robusto di John. Un uomo che non aveva mai visto prima, e l'altra
persona era una donna, e con loro non c'era nessun altro. Poi
vide una testa emergere da dietro la barca, la testa di un uomo
che nuotava facendole dei segni con una mano per richiamare
la sua attenzione. Si lasci cadere sul sedile tenendosi stretta al
bordo, senza riuscire a muovere la testa, respirando a fatica.
Ingram la vide accasciarsi sui cuscini, ma si accorse che non
c'era segno della presenza di Warriner. Andr a bordo per
primo, disse a Lillian Warriner, che stava fissando la barca e
aveva creduto di scorgere una figura stesa a terra in fondo alla
timoneria. S, disse lei con voce appena percettibile, ma ferma.
Si, grazie.
Con poche bracciate Ingram raggiunse la scaletta per salire a
bordo, mentre loro si avvicinavano con la barca. Rae adesso si era
alzata in piedi e sembrava che non fosse ferita, a parte quel livido
in faccia. Alle spalle di lei scorse il corpo di Warriner steso a terra
e not i polsi e le caviglie legate, e quasi gli manc il respiro.
Rae lo fissava mormorando: Lui ha distrut... rotto...
Cercava di indicargli qualcosa, ma lui aveva gi notato i frammenti
della bussola a terra. Pens che probabilmente Warriner
doveva aver rotto anche l'altra. Cos Rae era tornata indietro e li
aveva rintracciati senza bussola. Voleva dirle qualcosa, ma i suoi
occhi erano lucidi di lacrime e sapeva che la voce non sarebbe
stata molto sicura. Senza neppure guardarsi attorno, fece cenno
agli altri perch salissero a bordo e intanto cerc le braccia di sua
moglie. Lei si ferm ad aspettarlo nel buio.
Non riusciva ancora a dire una sola parola; e neanche a piangere.
Si limitava a stringere le braccia intorno al collo di lui, che
intanto le accarezzava le spalle. Sentiva le sue guance umide, la
barba dura e la bocca che continuava a mormorare: Oh, Dio...
Dio, ti ringrazio...
Si sent improvvisamente leggera, quasi stesse galleggiando,
come quando da bambina si accorgeva che stava per addormentarsi
e pregustava il caldo tepore del letto. Sent che John la stava
sollevando di peso e l'adagiava con cura sulla cuccetta. Le braccia
di lui erano ancora strette intorno a lei e la sua voce le mormorava
altre parole. Poi, prima di abbandonarsi al buio del sonno,
riusc a pronunciare le prime parole: Hai mangiato qualcosa?
Gli chiese.
No, rispose lui. Credo di essermene dimenticato. Le diede
un bacio mentre lei si stava definitivamente addormentando.
Ingram rimase ancora al suo fianco, le sfior il collo per sentire
le pulsazioni. S, stava bene, era solo sfinita dalla stanchezza.
Si alz per cercare un asciugamano da inumidire per rinfrescarle
il viso. Accese la luce e vide allora i resti del fucile. Scosse
il capo, mentre si versava un bicchiere di vermouth.
In quel momento sent una voce di sopra, in timoneria:
Lascialo stare! Immagin cosa stava succedendo. Corse in coperta.
Lillian Warriner stava cercando di rialzarsi dai sedili della
timoneria dove Bellew doveva averla spinta. Alle sue spalle, lui
stava scuotendo la faccia di Warriner con la punta della scarpa,
dicendo: Svegliati, vecchio mio, guarda chi  venuto a trovarti!
Basta, Bellew, gli ordin Ingram, lascialo stare!
L'altro si gir e Ingram not subito il suo sguardo insolente.
Calma, amico. Hai ritrovato la tua barca e puoi dirti soddisfatto. Lui  mio.
Hai ragione. Ho ritrovato la mia barca. Adesso siamo tutti
a bordo e qui gli ordini li do io. Non c'era speranza di raggiungere
un compromesso, non con Bellew. Se doveva agire di forza,
tanto valeva farlo subito. Ma in quel momento intervenne Lillian
Warriner. La sua voce era piatta e calma mentre si rivolgeva a
Bellew: Ti avverto. Non toccarlo.
Bellew si sedette nella parte opposta della timoneria. Si pieg
verso di lei e sfiorandole le ginocchia con la punta delle dita,
disse: Non  il caso di prendersela tanto. Ne ho le scatole piene
di te e del tuo Riccioli d'Oro.
Milleduecento miglia, pens Ingram, da percorrere con
quei tre a bordo, tutta gente matta da legare. Non c'era premio
assicurativo che bastasse a coprire il danno... Cos va meglio!
Esclam. Si sentiva sollevato adesso che Bellew si era seduto.
La situazione non sarebbe esplosa, almeno finch Warriner
fosse rimasto privo di sensi. Non sapeva ancora che cosa gli era successo.
Mi sembra il caso, disse allora Lillian Warriner, che almeno
uno di noi si preoccupi di chiedere come sta la signora Ingram.
 rimasta ferita?
No, disse Ingram. Almeno non mi pare. Ha subito troppe
emozioni in un giorno solo ed  crollata, ma fra poco potr raggiungerci.
Si volt per andare sottocoperta. Adesso si sentiva
pi tranquillo, e comunque Lillian Warriner si sarebbe subito
messa a gridare in caso di un nuovo pericolo.
Come ha fatto a legare Riccioli d'Oro? Chiese Bellew.
E io come diavolo faccio a saperlo? Ribatt Ingram, seccato.
Per un attimo ho assurdamente creduto che dopo una giornata
del genere sarei riuscito a stare da solo con mia moglie almeno
per un minuto e mezzo, ma a quanto pare... Doveva continuare
a trattarlo duramente.
Certo, hai ragione, fu il commento di Bellew. So che eri
preoccupato per tua moglie. In questo senso io ho sempre avuto
un piccolo vantaggio su di te. Non ho mai avuto bisogno di
preoccuparmi per la mia: sapevo gi dove si trovava.
Ecco, pens Ingram, prima di prendertela tanto con lui,
supponi che Rae fosse finita come sua moglie. No, non sarebbe
cambiato nulla, non avrebbe comunque potuto prendersela con
quel ragazzo indifeso, perch sarebbe stato come odiare l'oceano
Pacifico per averla fatta annegare con un'onda.
Bellew, credi che non riesca a capire cos'hai passato in questi
ultimi giorni? So quello che Hughie ha fatto a tua moglie, lo so
bene, ma  qualcosa che non puoi pi cambiare: devi fartene una
ragione o rischi di peggiorare le cose...
Che cosa stai insinuando? Lo interruppe Lillian Warriner.
Ingram sapeva che lei aveva capito com'erano andate le cose,
ma non voleva accettare la verit. In quel momento apparve
Rae. Cos non avrebbe nemmeno potuto parlare da solo con lei
per un momento, e spiegarle chi fossero quelle due persone, e
aggiornarla su quanto era successo. Per venti, venticinque giorni,
sempre se non morivano prima, non avrebbero pi avuto un
po' d'intimit sul Saraceno. Ma la situazione era ancora troppo
pericolosa per stare a preoccuparsi della loro luna di miele
bruscamente interrotta.
Si mosse verso di lei per aiutarla a sedersi. Stai meglio adesso?
Rae cerc di sorridere: S. Mi sento solo un po' debole.
Dev'essere per reazione.
Siamo tutti qui? Si gir, indicando gli altri. Ti presento
Lillian Warriner e Russel Bellew.
Salve, la salut Bellew. Lillian Warriner si pieg verso di lei
e le strinse la mano, mormorando: Grazie. Mi dispiace.
Non importa, disse Rae. Adesso  tutto finito... Lasci
la frase a met per rivolgersi a Ingram, allarmata: John!
L'altra bussola! Ha distrutto anche quella. Non abbiamo pi niente.
Ingram la guard: Lo immaginavo. Ma non importa, sulla
lancia ne abbiamo una. Potr cavarmela con quella.
Si avvicin alla lancia e raccolse la bussola. Valeva oro, anzi,
molto di pi, valeva la loro stessa vita. La port dentro con cura,
and sottocoperta e la mise in salvo in un cassetto. Nessuno
l'avrebbe toccata. Torn di sopra e si sedette di fianco a Rae. Se
ti senti meglio, ci vuoi raccontare che cosa  successo, e come hai
fatto a legarlo?
Gli ho dato tre pillole di codeina sciolte in un bicchiere di
limonata. Sono sei ore che dorme, ma credo che ne avr ancora
per un po'.
Gli altri rimasero in silenzio a guardare, mentre Ingram si
chinava a controllare le pulsazioni di Warriner. Doveva averci gi
pensato anche sua moglie, ma voleva essere sicuro. Sta bene,
disse, e ritorn al suo posto.
Rae raccont il resto della storia. Quando ebbe finito, guard
Lillian Warriner: Non so che altro avrei potuto fare. Voglio
dire, se la codeina non avesse funzionato, o avessi avuto ancora il fucile.
Lillian Warriner le sfior il braccio. Ti capisco cara. Ma
grazie a Dio  finita cos!
Beh, non  il caso che ti metti a piangere, adesso, disse
Bellew. Il tuo adorato tesoro  salvo. Vedremo domani chi
sar la prossima che si divertir ad ammazzare.
Rae lanci un'occhiata sorpresa ad Ingram. Che cosa gli
 successo? Non sono riuscita a capire molto dalle sue parole,
era una storia in cui c'entrava uno squalo, ma non si poteva
ricavarne niente di sensato.
Prima che Ingram potesse rispondere, Lillian Warriner e
Bellew iniziarono a risponderle contemporaneamente. Bellew
riusc ad avere la meglio: Beh, niente di grave. Ha ucciso mia
moglie e quando questa mattina ha avvistato la vostra barca,
mi ha dato un colpo in testa e ci ha chiusi in una cabina
abbandonando la nave che affondava. Ma, davvero, non ce
l'abbiamo con lui per questi scherzetti, ci basta sapere che
servono a tenere allegro il caro Hughie...
Non ha ucciso lui tua moglie! Intervenne la signora
Warriner. E perch non spieghi a queste persone il motivo
per cui Hughie ci ha chiuso nella cabina?
Adesso basta, smettetela! Intervenne bruscamente
Ingram. Rae ha il diritto di sapere ogni cosa. Raccont a
Rae la dinamica dei fatti nel modo pi conciso possibile.
Poi si rivolse a Bellew e a Lillian Warriner: Adesso voglio
che mi ascoltiate attentamente. Dopo quello che avete gi
passato sull'Orfeo non vi ci vorr molto a capire che anche
qui stiamo andando incontro a giorni duri. A parte il pericolo
di affondare, per fortuna... Siamo a milleduecento miglia
da terra, non so ancora quando riusciremo a prendere un po'
di vento, e, ammesso che tutto vada bene, saremo costretti a
passare altri venti giorni insieme su questa barca. Siamo in
cinque su una struttura attrezzata per due persone, e uno di
noi dovr essere sorvegliato sempre, perch non faccia del
male a s o agli altri...
Eh no, amico! Lo interruppe Bellew. Lui ha solo bisogno
di finire in mare chiuso dentro un sacco!
Hai davvero intenzione di ucciderlo? Con tre testimoni?
E cosa farai dopo, ucciderai anche noi?
Non voglio ucciderlo. Credi che sia cos stupido? Ma di
sicuro sapr come fare a immobilizzarlo.
Fammi almeno finire di parlare, continu Ingram. Forse
ti aiuter a cambiare idea. E se non lo fai, pu anche darsi che
nessuno di noi riesca mai pi a tornare a terra. Se li razioniamo,
avremo cibo e acqua sufficienti. Non  questo il problema.
Io sono l'unico che pu guidare questa barca, sono l'unico
qui che ha abbastanza esperienza per farlo, e che sa usare la
bussola aiutandosi con le tavole di compensazione. Solo cos
potremo farcela. E nessuno di noi se ne star certo fermo a
guardarti tormentare quel ragazzo fino a renderlo completamente
idiota. Lui non sa nemmeno cos'ha fatto, non si rende
conto delle sue azioni e non ne  responsabile, quindi...
Ges, anche tu la pensi cos?
Ti ho detto di lasciarmi finire. Devi essere completamente
impazzito, se davvero hai intenzione di metterti contro di noi.
Perch, come ti ho gi detto, nessuno qui  disposto a stare
a guardare. Se lo tocchi anche solo con un dito o ti sentiamo
dirgli qualcosa di sbagliato, mi resta una sola cosa da fare. E
sai benissimo qual . Magari tu avrai anche la meglio, ma se
mi riduci cos male da impedirmi di guidare la nave, non fai
certo un grande favore a te stesso, a meno che non ti piaccia
l'idea di vagare per giorni e giorni sotto il sole, rischiando
d'impazzire e morire di fame.
E c' un'altra cosa che voglio ricordarti. Il ragazzo ha
paura di te, e se ti avvicini, lui rischia di perdere la testa. Forse
tu sei abbastanza stupido da voler vedere cosa succede quando
un uomo cerca di scappare perdendo ogni controllo e correndo
da una parte all'altra di una piccola barca con quattro
persone a bordo... ma noi no, noi non siamo cos stupidi da
desiderare una cosa del genere. Senza contare che tua moglie
 stata vittima di un incidente, o di una tragica fatalit, o di
un'improvviso attacco di follia del ragazzo... non  stato commesso
un omicidio volontario.
Cos per te  stato solo un incidente?
Cristo, Bellew, si  lasciato prendere dal panico!
Capitano Ingram! Questa volta fu Lillian Warriner a intervenire.
Beh, se l'aspettava.
Si rivolse a lei: Bellew ha ragione, disse debolmente, e lo
sai anche tu. Non so perch tu voglia incolparti di tutto, ma tuo
marito non  impazzito per aver creduto di essere stato abbandonato
in mezzo al mare. E solo una scusa. Non c' dubbio che
ha paura di Bellew e adesso avr ancora pi paura. Ma nessuno
potrebbe credere alla sua versione. Era gi matto prima di vedere
la barca allontanarsi.
Un momento, lo interruppe la signora Warriner. Non sai
ancora tutta la storia. Perch credi che ci trovassimo chiusi in
quella cabina quando ci hai trovati? Hughie ha colpito in testa
Bellew e ci ha chiusi dentro perch quando  sceso a chiamarci
ha trovato questo verme schifoso che cercava di violentarmi. Che
cosa poteva pensare? Se prima aveva dei dubbi, in quel momento
ha creduto di trovare conferma a ci che gi sospettava.: Io non
ho fatto nessun rumore: preferivo essere violentata piuttosto che
vedere Hughie mettersi contro questo bruto ed essere picchiato
a sangue.
Ingram guard Bellew cercando di non lasciar trasparire tutto
il disgusto che provava per lui. Non calcare troppo la mano, si
diceva.  quasi arrivato al limite, fra poco scoppia. Ma Bellew
parl con tono pacato:
Violentare! Che parole grosse... mi sono solo preso quello
che tu mi avevi promesso. E il ragazzo  arrivato gi col bastone
in mano, senza neanche sapere cosa ti stavo facendo. Avvistando
la barca aveva gi deciso di sbarazzarsi di me.
Questo bastardo, pens Ingram tra s e s. Questo sporco...
Ora capiva perch Lillian Warriner voleva assumersi ogni
responsabilit, ma anche alla luce di quei fatti, forse stava sbagliando.
Ascoltate, disse, non cambia niente. Vi ha chiusi l
dentro perch ormai non ragionava gi pi, ed era impazzito
perch rifiutava di accettare la sua responsabilit nella morte
di Estelle Bellew. Forse stava rischiando troppo. Forse cos
avrebbe solo fatto crescere la rabbia di Bellew. No, Bellew sapeva
gi tutto, e se era cos brutale da voler picchiare un ragazzo
mentalmente instabile, le sue parole non potevano comunque
avere effetto su di lui. In qualche modo doveva invece arrivare a Lillian Warriner.
E anche se si sentiva abbastanza a disagio in quel ruolo di
psichiatra dilettante, temeva troppo il senso di colpa di Lillian
Warriner. Quella donna era pronta ad intervenire in difesa
di suo marito in qualsiasi momento, senza preoccuparsi delle
conseguenze, magari anche brandendo il primo oggetto che
le fosse capitato a tiro per colpire Bellew. Per un momento, fu
anche tentato di lavarsene le mani e di lasciare che quei tre si
ammazzassero. Perch doveva proteggere quel Warriner, dopo
tutti i guai che aveva causato? Voleva davvero mettere a rischio
la propria vita solo perch quel pazzo era adesso completamente
indifeso? Ma non poteva voltar loro le spalle proprio ora,
almeno non a Lillian Warriner, che valeva almeno cinquanta
volte gli altri due messi insieme.
Cos continu a parlare: Niente di ci che  successo  stato
per colpa tua, n gli sarai di grande aiuto se ti ostini a prenderti
ogni responsabilit. Io non sono un medico, ma credo che se
la caver, e riuscir a riprendersi, con le giuste cure. Ma dovr
ammettere quello che ha fatto. Credo che a farlo impazzire sia
stato il rifiuto di accettare la sua colpa. E se continui a sostenere
la sua versione, lui non riuscir mai ad abbandonarla. Cristo,
in quelle condizioni non  un crimine, perdere la testa. Pu
capitare a tutti. E tu dovresti saperlo, Bellew...
No, io non lo so, caro il mio buon predicatore. Solo un
bastardo come il nostro caro Hughie poteva comportarsi cos;
ma adesso non ho pi voglia di discutere con te. Sai che cosa
potresti farci con queste tue belle parole? Scriverci un libro!
Niente da fare. Doveva muoversi, e spostare Warriner al
pi presto. Se fosse riuscito a chiuderlo in una cabina, avrebbe
potuto evitare il peggio. E la mattina dopo, forse, Bellew ci
avrebbe pensato due volte prima di fare qualche pazzia. Certo
che togliere via il corpo da l e portarlo sottocoperta non era
un problema da niente. Stava per chiedere una mano a Bellew,
quando si ricord di non poter contare su di lui.
Si rivolse quindi a Lillian Warriner. Penso che il posto
migliore per lui sia la cabina anteriore. Noi potremo sistemarci
nell'altra, o in coperta. Se lo prendi per i piedi, lo portiamo subito di sotto.
S, certo, disse subito alzandosi.
No, s'intromise Bellew, rimanete dove siete.
Che cosa? Sbott lei.
Ho detto, rimanete dove siete, il che significa che Riccioli
d'Oro rimane esattamente dove si trova. Bellew allung una
mano e la spinse gi a sedere nuovamente.
Non aveva senso discutere ancora, pens freddamente
Ingram. Il suo tono non lasciava presagire niente di buono.
Era gi in piedi e colp Bellew pi forte che pot. Poteva solo
sperare di colpire forte, di fargli male subito, altrimenti... Ma
si accorse subito di avere poche probabilit. Bellew incass il
colpo indietreggiando leggermente, e scatt subito in avanti
con un'agilit sorprendente per un uomo cos robusto. Ingram
avvert prima l'aria spostata dal pugno, che lo colp forte alla
bocca dello stomaco; e poi un altro colpo, che riusc in parte
a parare, all'altezza del cuore. Non c'era modo di lottare.
Intervennero anche Rae, gridando, e Lillian Warriner, ma poi
indietreggiarono mettendosi da parte. Cadendo, Ingram urt
contro il viso di Warriner, che si lament muovendo il capo.
Bellew gli fu subito addosso, agguantandolo per la gola. Allora
Ingram, con un colpo disperato, colp Bellew sul naso. Bellew
lasci la presa per portarsi una mano al viso insanguinato, poi
con uno scatto balz in piedi e salt sul petto di Ingram. Lo
fece una seconda volta. Ingram stava perdendo i sensi quando
con la coda dell'occhio scorse Rae che stringeva fra le mani
quanto era rimasto del fucile. Bellew si accorse subito di lei e
le si avvicin strappandole il fucile di mano e scaraventandolo
in mare, poi con una spinta la butt a terra. Ingram trov la
forza di alzarsi in piedi, ma Bellew, con una smorfia diabolica
e il viso insanguinato gli fu subito addosso, e lo colp con due
pugni allo stomaco che fecero stramazzare Ingram tra i cuscini.
Non aveva perso completamente i sensi, ma non riusciva pi
a muoversi. Ci provava, ma le braccia non rispondevano. Vide,
come in una nebbia, Bellew piegato su Warriner. E Warriner
stava seduto, piegato all'indietro, e gridava.
No, pap, pap, pap, no. No... no!
Ingram vomit sangue. Ne poteva sentire il calore sulle
mani, mentre tentava di sollevarsi. La signora Warriner
apparve all'improvviso nella scena; si era buttata alle spalle di
Bellew, che la scroll via come una tigre potrebbe liberarsi di
un cagnolino. Poi si gir e con uno schiaffo la scaravent sulle gambe di Ingram.
Forza, vecchio Hughie, vecchio cacciatore di squali.
Bellew prese Warriner per le spalle e lo costrinse ad alzarsi.
Forse stava ancora parlando, perch Ingram vedeva le sue
labbra muoversi, ma poi ogni rumore fu coperto dal grido lacerante
di Warriner, cos disperato e animale da far accaponare
la pelle. Si rialz liberando le caviglie dagli ultimi legacci. Non
era pi stretto alla colonna della bussola. Restava solo imprigionato
dalla corda che gli legava i polsi. I muscoli delle braccia
si stavano tendendo in modo spaventoso. Le sue mani furono
libere. Bellew lo agguant per la vita e lo sollev a mezz'aria.
Lillian Warriner gli si butt addosso di nuovo, per fermarlo.
Ingram riusc a sollevarsi sulle ginocchia. Warriner lanci un
urlo tremendo scorgendo l'acqua sotto di s e si teneva stretto
intorno al corpo di Bellew come se fosse un albero. Ingram
era riuscito a rimettersi in piedi, ma barcoll per poi cadere
di nuovo a sedere. Il Saraceno diede una forte scossa e Bellew
e Warriner ondeggiarono paurosamente. Stavano quasi precipitando
in mare, quando Lillian Warriner prese Bellew per il
collo nel tentativo di trattenerli. Caddero tutti e tre in acqua,
stretti in una morsa mortale, sprofondando lentamente negli abissi.
Porta una torcia! Ingram grid svelto a Rae che intanto
si era rialzata. Poi si alz in piedi e si port fuori della timoneria
cercando una maschera nella cassetta. Guard fuori
bordo. Non si vedeva pi nessuno. Bellew, nonostante la sua
tremenda forza, non poteva liberarsi dalla stretta spasmodica
di Warriner, e Lillian non li avrebbe lasciati andare. Avrebbe
continuato a cercare di separarli fino a perdere i sensi e la vita.
Ingram indoss allora la maschera e si tuff. Non poteva vedere
niente. Dovevano essere finiti sotto la pancia del Saraceno.
Bisognava fare attenzione. Aveva solo un minuto e mezzo, due
al massimo. Ebbe un attimo di tremore. Se avesse calcolato
male e fosse riemerso sotto l'imbarcazione, rischiava di battere
la testa e perdere i sensi. Si mise a nuotare nel buio muovendo
le braccia e le gambe in tutte le direzioni, cercando i corpi in
mare. Un poco di luce filtrava a dritta. Era il faro di prua. Poi
li sent. Erano finiti sotto la pancia e la chiglia li aveva fermati.
Lottavano con le ultime energie. Un fascio di luce lo raggiunse
proprio davanti a s. Venne fuori dall'acqua. Rae era proprio l
sopra e teneva la torcia in mano.
Sono qui sotto, riusc a mormorare. Illumina in quella
direzione, e le fece un cenno con la mano. S'immerse nuovamente
e scorse due corpi avvinghiati l'uno all'altro. Non
avrebbe mai potuto dividerli. Guard intorno in cerca di Lillian
Warriner. Cominciava a mancargli il respiro e gli altri erano l
sotto da pi tempo di lui. Un filo di sangue tingeva l'acqua.
Arrivava dal naso di Bellew o forse qualcuno si era ferito battendo
contro la chiglia. Doveva trovare Lillian. Doveva essere
sopra di loro. Poi la sua mano sent qualcosa di soffice poco sotto
di s. Erano i capelli di lei. Li strinse con una mano e si diresse
verso la superfcie. Saliva lento e i suoi polmoni stavano per
scoppiare. Avrebbe dovuto prendersi cura di Rae. Perch si era
tuffato? Ce l'avrebbe fatta? Stava quasi perdendo i sensi quando
sbuc in superfcie e allora aspir affannosamente l'aria.
Era troppo vicino all'elica, cos si allontan trascinando
Lillian Warriner e cercando di tenerle la testa fuori dell'acqua.
Rae li aveva visti. Gli altri... troppo sotto... non ce l'ho fatta,
mormorava Ingram. La scaletta... Ci sarebbe voluto troppo
a trascinarla fino all'altra parte. Rae scomparve e riapparve
quasi subito con la scaletta che cal proprio davanti a lui. Vi si
avvicin nuotando e trascinandosi dietro il corpo svenuto della
donna. Dopo le botte che aveva incassato da Bellew, era molto
debole. Ma doveva fare in fretta a portare in salvo Lillian: era
stata sott'acqua a lungo e ogni secondo in pi avrebbe potuto
esserle fatale.
Le pass un braccio sotto le spalle e quando il Saraceno s'inclin
dalla sua parte, riusc a mettere un piede sul primo gradino
della scaletta. Facendo forza sulle gambe e aiutandosi con il
braccio libero aggrappato a una corda fuori bordo, riusc a trascinarla
con s. Rae dall'alto tirava, lui da sotto spingeva, e alla fine
riuscirono ad adagiare il corpo della donna sulla barca. Sal anche
lui a bordo. Distesero Lillian sui cuscini in timoneria. Aveva i
capelli fradici appiccicati al viso e le punture delle meduse sulle
gambe nude, ma per il resto sembrava tutto a posto.
Dopo aver fatto defluire l'acqua, Ingram incominci a praticarle
la respirazione bocca a bocca, ma la donna non dava alcun
segno di vita. Pass un minuto. Due. Tre. Stava per provare col
massaggio cardiaco, quando si accorse che aveva ripreso conoscenza.
Lillian Warriner ricominci a respirare, prima a fatica e poi
sempre pi normalmente. Alcuni minuti dopo, riapr gli occhi.
Si guard intorno con lo sguardo spento e poi lanci un urlo
disperato. Si butt gi dal sedile, cercando di raggiungere il
bordo oltre il quale Warriner e Bellew erano scomparsi. Ingram
si aspettava una reazione del genere, cos fu abbastanza pronto da
fermarla prima che facesse una sciocchezza. Lei cerc di liberarsi
dalla sua stretta, grid ancora, ma poi si abbandon singhiozzando
sui cuscini.
Rae era scomparsa. Torn poco dopo con un bicchiere in
mano. L'aiutarono a bere e poi l'adagiarono gentilmente sui
cuscini. Nel giro di pochi minuti smise di singhiozzare. Si era
addormentata.
Che cosa le hai dato? Chiese Ingram.
Codeina, rispose lei. Prese dalla tasca una sigaretta che le
sfugg di mano. Si pieg per raccattarla, ma con un sospiro si
lasci cadere sui cuscini. Lui si chin per prenderla, ma appena
la ebbe tra le mani si accorse di averla completamente bagnata.
La lanci in mare. I loro occhi s'incontrarono nel silenzio.
Il viso di Ingram era teso: Forse, se non lo avessi colpito...
Lei lo guard dritto negli occhi e con un filo di voce lo rassicur:
Non dirlo nemmeno per scherzo! Sarebbe finita cos
comunque, e lo sai meglio di me. E ricorda che hai appena salvato
la vita di questa donna.
 vero, credo che tu abbia ragione.
Rae si pass una mano sul viso. Forse con un po' di fortuna
riuscir a dimenticare tutto... a non pensare... le manc la voce.
Poi riprese: Se te la senti, dobbiamo fare un altro ultimo sforzo.
Trasportiamola nella cabina. Le metter dei vestiti asciutti. Poi,
finalmente, potr ingoiare anch'io una di quelle pastiglie e dormire in pace.
...
Ingram si svegli all'alba. Si sentiva tutto indolenzito e i
muscoli dello stomaco gli facevano male come se fosse stato travolto
da una macchina schiacciapietre. Si volt e nella poca luce
del mattino scorse Rae distesa nell'altra cuccetta. Sembrava tutto
come la mattina precedente. La sola differenza era quel livido sul
suo viso. Faceva caldo e c'era un silenzio di tomba.
Si tir gi dal letto e sal sul ponte. Gli vennero in mente
Bellew e Warriner che giacevano negli abissi. Non pot fare a
meno di pensare che di tanto in tanto, e chiss per quanti anni
ancora, avrebbe continuato a chiedersi: Se agivo diversamente
sarebbe finita meglio?
No. Sapeva che sarebbe finita cos comunque, indipendentemente
da lui. Scrut l'orizzonte per vedere se c'era vento o
tempesta in arrivo. Guard il cronometro e registr i dati sul
giornale. Aveva appena finito di preparare l'acqua per il caff,
quando sent Rae agitarsi nel sonno. Mise il bollitore sul
fuoco e poi le si avvicin, sedendosi al suo fianco nella cuccetta.
Lei si risvegli all'improvviso con gli occhi spalancati per
il terrore e gli si butt tra le braccia mormorando: Oh, John,
stringimi, stringimi forte!
Passer. Vedrai che non li sognerai pi.
Rae fece cenno di s col capo. Lo so. Ma potrebbe volerci
molto tempo. Il resto non  doloroso... ma quando ha gridato
chiamando suo padre... non riesco a togliermelo dalle orecchie...
Le tremava il mento e cerc di trattenersi stringendo
i denti, ma le lacrime le rigavano il viso.
Ha cercato di ucciderti, disse Ingram. Saperlo ti pu essere di aiuto?
No.
Lo sapevo. Rimase in silenzio per un attimo e poi
aggiunse: Non avremo molta intimit da qui a Papeete, e
adesso che siamo soli ti voglio dire una cosa che non smetter
mai di ripeterti. Ti amo.
Questo s!
S, che cosa?
Sorrise.
Questo s che mi  d'aiuto!
Le avvicin la bocca all'orecchio e sussurr: Sei l'unica
capace di una cosa simile. Nessun altro avrebbe potuto farcela...
Smettila di parlare di quello che ho fatto. Piuttosto,
dimmi ancora che mi ami.
Glielo ripet ancora e ancora.
Poi le indic con un cenno la porta dell'altra cabina e le
disse: Provo a dare un'occhiata nell'altra cabina per sapere se
 sveglia e se ha bisogno di qualcosa.
Salt gi dalla cuccetta e and a vedere. Torn subito e
mormor: Dorme ancora.
Si vest e portarono il caff sul ponte. Rimasero a guardare
il sole che sorgeva, senza parlare. Poi lui and a prendere la
bussola per vedere da che parte incominciare. Mentre la tirava
fuori dal cassetto sent un rumore nell'altra cabina. Lillian
Warriner si era svegliata e si stava muovendo. Si port sulla
scala e con un segno della mano avvert Rae.
Passarono alcuni minuti prima che le due donne salissero
in coperta. Lillian era avvolta in una vestaglia di Rae. Aveva
i capelli pettinati e un velo di rossetto sulle labbra. Ma i suoi
occhi erano spenti, vuoti, assenti. Si muoveva come una sonnambula.
Gli disse buongiorno e lo ringrazi mentre si sedeva
sui cuscini. Accett una tazza di caff. Ma fu solo una reazione meccanica.
Bevve un sorso e prese la sigaretta che Rae le porgeva, ringraziando.
Poi si rivolse a Ingram e gli disse: Grazie per avermi salvato la vita.
Lui aspett che finisse di bere il caff, prima di dirle ci che
aveva in mente. Non aveva pi voglia di fare discorsi alla gente,
ma era una necessit.
Hai sentito che cosa ha gridato? Le chiese bruscamente.
S, rispose la donna con lo stesso tono di voce con cui
prima aveva ringraziato Rae per la sigaretta e il caff. E con cui
aveva appena ringraziato lui per averle salvato la vita. Ma i suoi
occhi esprimevano un dolore profondo.
Se te lo chiedo, continu Ingram, non  perch a
quest'ora della mattina mi diverto a torturare le persone. Di
solito incomincio pi tardi. Ma volevo solo sapere se hai sentito,
perch in quel caso avrai capito chiaramente che tuo marito
non aveva paura di te, e che non era da te che stava fuggendo,
n da Bellew. Non era lui che voleva abbandonare in mezzo al
mare. Era suo padre...
Credo che tu abbia ragione... intervenne Rae. Non so
proprio perch non mi  venuto in mente prima. Rae raccont
della strana reazione di Warriner quando lei gli aveva chiesto del padre.
Ingram fece cenno di s col capo.
Ecco come stanno le cose, continu. Hughie non ce
l'aveva con te per quello che gli avevi fatto. Non credeva che tu
l'avessi tradito e non pensava affatto che tu volessi abbandonarlo
in mezzo all'oceano. Te l'ho gi ripetuto mille volte; Hughie
era gi mentalmente instabile da prima, e non sapeva cosa stava
facendo. Confondeva Bellew con suo padre. Nessuno sapr mai
cosa ha dovuto passare quel ragazzo, ma  rimasto l nascosto
nel suo inconscio per tutto il tempo, e quando la sua mente ha
iniziato a vacillare... fece un gesto con la mano. Dio, sono
davvero stanco di fare lo psichiatra da strapazzo. Ma altrimenti,
perch sarebbe scappato in quel modo da Bellew? Quando
Bellew ha iniziato a sfotterlo e a maltrattarlo, il passato  tornato
a galla. Lasciami dire: non sei pi una bambina. Se vuoi
continuare a sentirti responsabile per cose in cui non c'entri
nulla, sono affari tuoi. A parte il fatto che mi piaci e che ti
ammiro, restano comunque affari tuoi. Ma far navigare come
si deve questa barca mi riguarda eccome, e c' un mucchio
di lavoro da sbrigare. Ci puoi aiutare, se vuoi, o puoi rendere
tutto ancora pi difficile obbligandoci a tenerti d'occhio per
assicurarci che tu non faccia qualche sciocchezza. Ti sembra
che il mio sia un discorso sensato?
Lei fece cenno di s col capo e per un attimo un raggio
di vita balen nei suoi occhi. S, penso proprio di s. Poi si
rivolse a Rae: Rae Ingram, tuo marito mi piace.
Non posso negare che piace molto anche a me, rispose
Rae con un sorriso.
Lillian Warriner fece volare il mozzicone della sigaretta in
mare e disse: Che cosa devo fare? Posso aiutare a preparare
la colazione o mi metto a lavare i piatti?
Un leggero sospiro di sollievo usc dalle labbra di Ingram.
La prima cosa da fare  sostituire la bussola. Non appena
l'avr sistemata davanti al timone, comincer a bilanciarla.
Avr bisogno delle effemeridi nautiche e della tavola delle
deviazioni... Smise di parlare per alzarsi e per un attimo
rest a fissare l'orizzonte.
Che c'? Domand Rae.
Vento.
Anche lei si alz e tutti si misero a guardare. Lontano, verso
nord-est, la superfcie del mare ribolliva sotto le raffiche
del vento. Poteva cessare nel giro di dieci minuti e forse non
li avrebbe neanche raggiunti, ma era vento. E quel giorno stesso,
o quello seguente, o in due giorni al massimo, avrebbero
incontrato gli alisei.
...
.
...
FINE.